
(AGENPARL) – Thu 03 April 2025 *Caro bollette, Cacciola (Ond): “Il 40% delle pmi ha ridotto i servizi per
i costi energetici”*
*Nave (M5s): “Disaccoppiare costi tra energia da fonti rinnovabili e quella
prodotta con il gas”*
*Carpentieri (Cscefi): “Nel primo trimestre 2025 bolletta elettrica
aumentata del 18,2%”*
ROMA – “Il caro energia non è solo un problema di bollette più alte. È una
minaccia esistenziale per molte pmi, che rischiano di chiudere o di
ridimensionare drasticamente la loro attività. Non possiamo permetterlo.
Aumentano i costi di produzione, si riducono i profitti, cala la domanda
interna, le banche stringono i cordoni e si fermano gli investimenti. Un
circuito che va assolutamente interrotto. Con l’aumento del 65% dei costi
energetici, il 40% delle piccole e media imprese ha ridotto i servizi
mentre il 70% delle imprese ha dovuto aumentare i prezzi di beni e servizi
offerti. Per non parlare delle riduzioni del personale. Le imprese stanno
cercando di ridurre i consumi, di rinegoziare i contratti, di gestire al
meglio la liquidità. Ma, a medio-lungo termine, servono investimenti in
efficienza energetica, in fonti rinnovabili, in innovazione. La loro
resilienza non può essere infinita”. Lo ha affermato *Francesco Cacciola*,
presidente dell’Osservatorio nazionale sul debito con banche e finanziarie,
nel corso della tavola rotonda “Il caro energia registra nuovi
sovraindebitamenti di famiglie e imprese”, che si è svolto al Senato.
“Abbiamo denunciato più volte i problemi del ‘caro energia’ – ha dichiarato
il senatore *Luigi Nave* (M5s), ma il governo non ha fatto nulla. Ecco
alcune soluzioni: il disaccoppiamento dei costi tra energia prodotta da
fonti rinnovabili e quella prodotta con il gas, tassare gli extra profitti
per dare ristoro alle famiglie in difficoltà, tassare le società che
producono inquinamento acquistando i sussidi ambientali dannosi. Da 24 mesi
in Italia cala la produttività, non ci sono politiche attive del lavoro
efficaci, mancano politiche assistenziali incisive. Ci stiamo avviando
verso un declino molto pericoloso e a farne le spese sono, come al solito,
i più deboli”.
La crisi energetica colpisce duro anche le famiglie, come sottolineato
da *Elvira
Carpentieri*, presidente del Centro studi sulla crisi economica delle
famiglie italiane: “L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente
ha comunicato che, nel primo trimestre del 2025, la bolletta elettrica per
il cliente tipo vulnerabile è aumentata del 18,2% rispetto al trimestre
precedente oltre ad un aumento del 12,4% del valore della materia prima gas
per i clienti vulnerabili serviti in regime di tutela. Oltre due milioni di
italiani si trovano in una condizione di povertà energetica e le previsioni
sono negative: nel 2025, il costo dell’elettricità per le famiglie potrebbe
aumentare del 15% e quello del gas del 14%. Il legame tra caro energia e
indebitamento è intuitivo: se una famiglia deve spendere di più per luce e
gas, ha meno risorse per tutto il resto. E, se il reddito non basta,
l’unica alternativa è tagliare altre spese o indebitarsi. Non è solo un
problema economico, ma anche sociale e psicologico. Le famiglie indebitate
vivono in una condizione di stress costante, con ripercussioni sulla
salute, sulle relazioni familiari, sul rendimento scolastico dei figli”.
Dati confermati anche da *Sandro Martorano*, presidente dell’Istituto
nazionale economico: “Recentemente abbiamo pubblicato un rapporto che
evidenzia un dato allarmante: oltre il 40% delle famiglie italiane ha
registrato un incremento dell’indebitamento per far fronte alle bollette,
mentre il 35% delle piccole e medie imprese ha dovuto ridurre la produzione
o ricorrere al credito bancario per sostenere i costi energetici. Questo
fenomeno rischia di aggravare la già fragile tenuta del tessuto economico,
generando un effetto domino su occupazione, consumi e investimenti”.
Per i professionisti è intervenuto *Marco Cuchel*, presidente
dell’Associazione Nazionale Commercialisti: “Aumentano le procedure da
sovraindebitamento e la crisi energetica ha creato difficoltà ulteriori a
famiglie e imprese. L’aumento dell’inflazione ha poi generato un effetto a
catena che ha peggiorato le cose. Dobbiamo avere un tetto massimo dei
prezzi a livello europeo e puntare all’autonomia energetica se vogliamo
iniziare a dare un sollievo reale agli italiani. Noi commercialisti
svolgiamo un ruolo cruciale nell’assistere i debitori nel percorso di
risanamento finanziario, offrendo consulenza specializzata e guidando
attraverso le procedure previste dalla normativa vigente”.
Gli aspetti legislativi del caro energia sono stati evidenziati da *Amedeo
Di Pietro*, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto: “Il diritto
all’energia è considerato essenziale, e il legislatore ha introdotto misure
di sostegno come il bonus sociale per le famiglie in difficoltà economica
ricordando sempre che il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005) impone
obblighi di trasparenza e correttezza nelle forniture di energia, limitando
pratiche commerciali scorrette. Ci sono diversi strumenti che possono
aiutare famiglie e imprese in difficoltà come la Legge n. 3/2012che ha
introdotto strumenti per la gestione del sovraindebitamento, tra cui il
Piano del consumatore: consente alle famiglie di ristrutturare il proprio
debito con il consenso del giudice, l’accordo di composizione della crisi
applicabile alle imprese che possono negoziare con i creditori, la
liquidazione del patrimonio, una forma di esdebitazione per chi non riesce
a soddisfare i debiti e la Riforma della Crisi d’Impresa (D.lgs. 14/2019)
ha reso più accessibili queste procedure, favorendo la ristrutturazione del
debito”.
L’importanza della comunicazione e della corretta informazione sul caro
energia è stata sottolineata dal produttore televisivo* Gennaro Coppola*:
“La tv, con la sua ampia diffusione e la capacità di coinvolgere
emotivamente il pubblico, può contribuire significativamente alla
sensibilizzazione su questo tema. È essenziale adottare un linguaggio
semplice e accessibile, evitando tecnicismi che potrebbero rendere
l’informazione inaccessibile a una larga parte della popolazione. Una
comunicazione televisiva efficace può generare un impatto concreto nella
società, riducendo lo stigma che spesso accompagna il sovraindebitamento e
promuovendo una cultura della prevenzione finanziaria. È fondamentale
trasmettere il messaggio che l’indebitamento non è una colpa, ma una
situazione che può essere affrontata con gli strumenti adeguati”.
Al termine dell’iniziativa si è svolta la cerimonia per il riconoscimento
del Premio “Campania Felix”, consegnato dal consigliere dell’Associazione
Stampa Campana Giornalisti Flegrei, *Luigi Borrone*, al senatore Luigi Nave
“per la dedizione nel promuovere iniziative legislative e progetti volti a
sostenere la crescita economica della Campania; a Elvira Carpentieri “per
l’impegno costante e la professionalità dimostrata nell’aiutare le famiglie
in difficoltà economica e a Francesco Cacciola “per la competenza
nell’assistere le imprese in situazioni di sovraindebitamento, offrendo
soluzioni legali efficaci per rinegoziare i debiti con banche e istituti
finanziari”.