
(AGENPARL) – Wed 02 April 2025 Lavoro, Zaffini (FdI): con governo Meloni un milione di occupati in più
“Quando il Governo Meloni si è insediato, nell’ottobre del 2022, il numero di occupati in Italia era di 23 milioni e 231 mila. Oggi, la rilevazione dell’Istat ci dice che, a febbraio 2025, quel numero era già salito a 24 milioni e 332 mila: oltre un milione di occupati in più. Questo successo è il frutto del lavoro di tanti, in primis delle imprese, ma il Governo ha fatto la sua parte: in poco più di due anni, abbiamo lavorato con l’obiettivo di creare opportunità, sostenere le imprese e ridare dignità al lavoro. Sostenere le imprese e il lavoro e pensare a garantire il benessere sociale è la prima risposta a chi vuole una Nazione più forte e un futuro più prospero. Con i dati sull’occupazione di febbraio, pubblicati il 1° aprile, l’ISTAT ha certificato un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro in Italia. Il numero degli occupati è aumentato per il secondo mese consecutivo, superando i 24,3 milioni: rispetto a gennaio c’è stato un aumento di 47 mila occupati (+0,2 per cento). A febbraio il tasso di occupazione, che misura la quota di persone occupate tra i 15 e i 64 anni, è salito al 63 per cento, con un aumento di 0,1 punti percentuali. Cresce l’occupazione stabile e al Sud: i dati Istat confermano le politiche del Governo Meloni. L’occupazione di qualità e il lavoro al Sud, in particolar modo quella femminile, sono le nostre priorità e stiamo lavorando per dare sempre più strumenti in tale direzione a lavoratori e imprese. Vogliamo che questa tendenza positiva continui anche nel futuro: abbiamo raggiunto il record di occupati in Italia, abbiamo un tasso di disoccupazione nella media europea, ma possiamo e dobbiamo fare sempre di più. Come evidenziano i dati diffusi dall’ISTAT, nel 2024 l’occupazione è aumentata per il quarto anno consecutivo, raggiungendo i 23 milioni 932mila occupati, +352 mila rispetto all’anno precedente. Se si considerano gli ultimi venti anni all’attuale record occupazionale corrisponde una struttura differente per classi di età: in vent’anni assistiamo ad un boom di lavoratori over 50. Dai dati diffusi dall’Istat emerge invece un quadro preoccupante in relazione all’invecchiamento della forza lavoro: nel 2050 le persone di 65 anni e più potrebbero rappresentare il 34,5% del totale. Una significativa crescita è attesa anche per la popolazione di 85 anni e più, quella all’interno della quale si concentrerà una più importante quota di individui fragili, dal 3,8% nel 2023 al 7,2% nel 2050. Comunque vadano le cose, quindi, l’impatto sulle politiche di protezione sociale sarà importante, dovendo porsi l’obiettivo di fronteggiare fabbisogni per una quota crescente di anziani. Sul versante previdenziale, ad esempio, le ipotesi sulle prospettive della speranza di vita a 65 anni presagiscono una crescita importante, a legislazione vigente, dell’età al pensionamento. L’invecchiamento della forza lavoro rilevata dall’Istat comporterà un deciso aumento della spesa in sanità, previdenza e assistenza. Un numero crescente di persone inattive e con limitazioni dell’autonomia personale, a fronte di una progressiva riduzione delle persone in età attiva, tenderà a spingere verso l’alto i livelli della spesa pubblica in ambito sanitario, previdenziale e assistenziale. Questo deve farci riflettere sugli strumenti da adottare per migliorare gli stili di vita e di lavoro e un ripensamento strutturale delle politiche per sostenere il sistema di welfare con l’adozione di coraggiose riforme, prima fra tutte la garanzia di un SSN equo e sostenibile e lo sviluppo di un vero secondo pilastro di sanità integrativa, essenziale non solo per preservare il diritto costituzionale alla tutela della salute, ma altresì necessario per adottare un investimento strategico per il futuro del Paese”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini, presidente della commissione Lavoro e Sanità di Palazzo Madama.
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