
(AGENPARL) – Wed 02 April 2025 COMUNICATO STAMPA
CoEHAR pubblica il primo studio al mondo per valutare l’impatto dei prodotti a rischio modificato sull’occhio
I componenti tossici sprigionati dal fumo di sigaretta sono collegati a stati di infiammazione e stress ossidativo nell’occhio, a loro volta fattori di rischio per patologie oculari più gravi. Cosa succede per i fumatori che utilizzano prodotti a rischio modificato?
Un gruppo di ricercatori internazionali, sotto la guida del CoEHAR dell’Università di Catania e con la collaborazione della Clinica oculistica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco”, ha realizzato il primo studio al mondo che analizza gli effetti dei prodotti a tabacco modificato sulla cornea umana, utilizzando un modello di ricerca clinicamente rilevante. I risultati hanno evidenziato differenze significative nella risposta infiammatoria e nei livelli di stress ossidativo.
Principali risultati:
I prodotti a tabacco riscaldato (HTPs) e le sigarette elettroniche (ENDS) mostrano livelli ridotti di stress ossidativo e di marcatori infiammatori nei tessuti oculari rispetto alle sigarette tradizionali.
Il fumo di sigaretta è più dannoso per la salute oculare, aumentando il rischio di infiammazione e danni ossidativi.
Il fumo è un fattore di rischio confermato per le malattie epiteliali corneali, come dimostrato dai dati di due modelli sperimentali in condizioni clinicamente rilevanti.
Catania, 2 Aprile 2025 – Nonostante il fumo di sigaretta crei un’infiammazione significativa all’epitelio corneale, causando rossore e lacrimazione, e rappresentando anche un fattore di rischio per il glaucoma, la cataratta e altre patologie oculari, sono ancora pochi gli studi che investigano appieno gli effetti della sigaretta e dei prodotti a rischio modificato sulla vista. Un innovativo studio pubblicato su Investigative Ophthalmology & Visual Science (IOVS) ha valutato gli effetti dei prodotti a tabacco riscaldato sulla salute degli occhi, facendo luce sui potenziali benefici e sui rischi residui rispetto alle sigarette tradizionali. Per lo studio, sono state utilizzate parti di cornea umana e i risultati sono stati successivamente validati in un modello classico di cultura cellulare.
“La particolarità dello studio studio è stata quella di utilizzare una metodica di untargeted proteomics, ovvero una metodologia per individuare tutte le proteine coinvolte nei due differenti meccanismi di tossicità della sigaretta tradizionale e del tabacco riscaldato. In particolare, quest’ultima analisi ha messo in luce il fatto che che la quantità di proteine ossidate dall’esposizione con il prodotto a tabacco riscaldato fosse significativamente più bassa rispetto alla sigaretta tradizionale”, spiega il prof. Giovanni Li Volti, Direttore del CoEHAR di Catania e tra gli autori dello studio.
Ovvero, i prodotti a tabacco riscaldato presentano un profilo di tossicità diverso, non soltanto legato a una riduzione delle sostanze tossiche che contengono, ma evidentemente anche legato a sostanze differenti che esprimono un effetto diverso sia sulle cornee che sulle cellule.