
(AGENPARL) – Wed 02 April 2025 *Terni in lutto per Ilaria Sula: un nuovo femminicidio, il terzo in pochi
mesi, scuote l’Umbria*
(aun) – Perugia 2 apr. 025 – La comunità di Terni e l’intera regione è
sconvolta per la tragica notizia della morte di Ilaria Sula, la ventiduenne
scomparsa il 25 marzo scorso a Roma.
Il terzo femminicidio in Umbria, un fenomeno questo della violenza di
genere che sembra non fermarsi.
Per la presidente della Regione Umbria che esprime profondo cordoglio
insieme a tutta la Giunta regionale, non possiamo più permettere che ciò
avvenga perché ormai la violenza sulle donne non conosce confini sociali e
culturali e richiede azioni concrete.
Il caso di Ilaria Sula è emblematico di come il femminicidio non sia solo
un atto criminale, ma un dramma che affonda le radici in dinamiche sociali
e culturali ben più profonde.
La violenza contro le donne, spesso alimentata da relazioni malsane e
squilibrate, è un fenomeno che mette in discussione la nostra capacità di
educare le nuove generazioni alla parità, al rispetto e alla dignità
reciproca.
La Presidente ribadisce quindi, l’importanza di intervenire tempestivamente
intensificando le azioni nelle scuole e nelle università, partendo dai
giovani, per promuovere una cultura di rispetto e di consapevolezza.
Oltre alla formazione nelle scuole, dobbiamo rafforzare i servizi di
supporto alle vittime di violenza perché è urgente che la cultura del
silenzio venga spezzata, e che ogni segnale di abuso venga ascoltato e
affrontato.
La discriminazione di genere, l’oggettivazione delle donne e la cultura
della violenza non devono più trovare spazio nella nostra quotidianità.
Solo un cambiamento profondo e un impegno costante delle istituzioni, dei
cittadini e delle famiglie potranno contrastare efficacemente il
femminicidio e garantire alle donne una vita libera da paura e violenza”.
L’assessorato regionale alle Pari opportunità evidenzia che in pochi
mesi in Italia ci sono stati 15 femminicidi. Gli ultimi tre stretti in una
manciata di giorni. Oggi piangiamo Ilaria, originaria di Terni e fatta a
pezzi a Roma. Domani a chi di noi toccherà? La violenza contro le donne non
può più essere considera un fenomeno lontano, è una realtà che riguarda
tutti, ogni giorno, in ogni angolo del nostro Paese e della nostra regione.
E’il riflesso di una cultura che, purtroppo, ancora oggi giustifica il
possesso dell’uomo sulla vita delle donne, la loro libertà, le loro
scelte. L’assessorato regionale alle Pari opportunità lavorerà per
rilanciare misure immediate per contrastare questa folle violenza,
interventi essenziali per far sì che nessuna donna si senta più sola.
Innanzitutto il potenziamento dei centri antiviolenza, spazi di ascolto,
supporto legale e psicologico. Poi una formazione capillare su progetti
scolastici e comunitari che insegnino il rispetto reciproco, l’uguaglianza
di genere e la consapevolezza sulle forme di abuso: i giovani hanno bisogno
di quell’educazione affettiva e relazionale che in Italia manca da sempre.
Occorre poi rafforzare le misure di protezione per le vittime, chi trova il
coraggio di denunciare va protetta e tutelata. Lavoriamo anche ad azioni
concrete per permettere alle donne di avere quella sicurezza economica e
lavorativa che spesso è una leva fondamentale per allontanarsi da relazioni
con uomini violenti. Allo stesso tempo occorre intensificare i controlli
sugli uomini che hanno già compiuto atti di violenza. Per fare questo
servono leggi più incisive e deterrenti: siamo di fronte a un’emergenza
sociale che le donne pagano con la loro vita e questo è inaccettabile.
La violenza si combatte con la cultura per l’Assessorato regionale
all’Istruzione e si deve partire dalle scuole, parlare ai ragazzi,
insegnare il rispetto, l’affettività, l’educazione sentimentale. Creare un
programma che possa davvero fare la differenza. Perché un amore che uccide
non è amore. Perché chi ama non possiede, non controlla, non annienta.
Questo cambiamento deve partire anche dai banchi di scuola, deve essere
responsabilità delle istituzioni e deve diventare un impegno collettivo.