
“Oltre due milioni di euro spesi per l’acquisto dei nuovi cestini stradali ‘CeStò’, con un costo medio più che triplicato rispetto al passato: è l’ennesimo caso di spesa pubblica eccessiva da parte della giunta Gualtieri su cui presenteremo un’interrogazione dettagliata”. A parlare è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che ha ricevuto riscontro ufficiale da Ama a seguito di una richiesta di accesso agli atti relativa all’acquisto dei cestini stradali. “I numeri parlano chiaro”, continua, “dal 2016 al 2021 sono stati acquistati 3.100 cestini per una spesa complessiva di € 556.670, con un costo medio unitario di circa € 179; dal 2022 al 1° agosto 2024, invece, sono stati acquistati 2.704 cestini, di cui 222 standard (per € 169.425, costo medio € 763,61), 2.482 ‘CeStò’ in HDPE (per € 1.876.744,96, costo medio€ 755,94). A questi si aggiungono € 83.625 per la sola campagna pubblicitaria. Una spesa complessiva superiore a 2 milioni di euro che risulta del tutto sproporzionata rispetto ai costi sostenuti in passato, e che presenta numerosi profili critici. I nuovi cestini “CeStò” sono stati oggetto di pesanti contestazioni da parte dei cittadini e del personale operativo perché facilmente accessibili da gabbiani e cornacchie che ne compromettono l’efficacia a danno del decoro urbano, e i posacenere sono stati aggiunti solo successivamente. Oltre a questo”, insiste il leghista, “sono stati segnalati casi di deformazione dei contenitori per effetto del caldo, nonostante il materiale HDPE dichiarato ignifugo, e in alcuni casi vengono usati come sedute o panchine, compromettendone la funzionalità. Presenteremo un’interrogazione in Assemblea Capitolina per accertare i dettagli dell’appalto, le eventuali gare svolte, i criteri di scelta del fornitore e la compatibilità di questi cestini con le reali esigenze della città. Non possiamo accettare che in un momento di difficoltà economica si sperperino risorse pubbliche per operazioni d’immagine, senza una reale efficienza sul piano operativo. Roma merita ben altro”, conclude Santori.