
Le case automobilistiche europee hanno espresso profonda preoccupazione riguardo ai nuovi dazi del 25% sulle importazioni di veicoli annunciati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a partire dal 2 aprile 2025. L’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA) ha dichiarato che questa misura arriva in un momento cruciale per la trasformazione del settore, aumentando la già intensa concorrenza internazionale.
Sigrid de Vries, direttrice generale dell’ACEA, ha sottolineato che le case automobilistiche europee investono negli Stati Uniti da decenni, creando posti di lavoro, stimolando la crescita economica nelle comunità locali e generando significative entrate fiscali per il governo statunitense. Ha esortato il presidente Trump a considerare l’impatto negativo dei dazi non solo sui produttori automobilistici globali, ma anche sulla produzione nazionale statunitense.
Secondo l’ACEA, i dazi non influenzeranno solo le importazioni negli Stati Uniti, penalizzando i consumatori americani, ma le misure sui componenti automobilistici danneggeranno anche le case automobilistiche che producono veicoli negli Stati Uniti destinati all’esportazione. I produttori europei esportano tra il 50% e il 60% dei veicoli prodotti negli Stati Uniti, contribuendo positivamente alla bilancia commerciale statunitense.
La Commissione Europea ha espresso il proprio disappunto per la decisione di Trump, dichiarando che i dazi sono dannosi per le aziende e i consumatori su entrambe le sponde dell’Atlantico. La presidente Ursula von der Leyen ha affermato che l’UE valuterà attentamente la decisione statunitense e risponderà in modo fermo e proporzionato per difendere gli interessi europei.
In questo contesto di crescenti tensioni commerciali, l’industria automobilistica europea auspica un dialogo costruttivo tra l’UE e gli Stati Uniti per trovare una soluzione che eviti l’escalation di una guerra commerciale, proteggendo così i posti di lavoro e la stabilità economica su entrambe le sponde dell’Atlantico.