
(AGENPARL) – Thu 27 March 2025 (ACON) Trieste, 27 mar – “Con una risposta secca e laconica
l’assessore regionale Pierpaolo Roberti comunica ai cittadini del
Fvg, e in particolare ai triestini che, sull’ipotesi di
impiantare una nuova base Nato nel porto di Trieste, lui non
esprime alcuna opinione, non avendo la Regione nel suo statuto
speciale competenza sull’organizzazione del Trattato atlantico
del nord. Con grande disinvoltura non manifesta alcuna
preoccupazione qualora ci dovessimo ritrovare, nel cuore della
citt? capoluogo di Regione, un obiettivo militare sul quale, in
base alle Convenzioni di Ginevra e ai protocolli addizionali,
sono legittimi gli attacchi in caso di conflitto internazionale”.
Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale Serena
Pellegrino di Alleanza Verdi Sinistra che esprime indignazione
dopo aver ricevuto risposta scritta dall’assessore regionale
Roberti all’interrogazione con la quale, riprendendo gli auspici
del presidente di Confcommercio Trieste a veder installata una
base portuale Nato a Trieste, ha sollecitato una presa di
posizione della Giunta.
“L’assessore scappa – continua Pellegrino -, evita di esporsi, d?
una risposta pilatesca e al limite dell’ignavia palesando il
timore di prendere una posizione politica. Ci chiediamo come
potrebbe garantire ai suoi concittadini, se venisse piazzato in
mezzo alla citt? capoluogo un obiettivo militare di tale
rilevanza, il rispetto delle disposizioni del diritto
internazionale umanitario che assicurano non siano in nessuna
circostanza attaccati persone e beni civili e che l’attaccante
rispetti il divieto di azione bellica contro un obiettivo
militare dal momento che vi sarebbero danni e perdite tra la
popolazione”.
“? evidente che niente e nessuno potr? darci queste garanzie –
incalza l’esponente delle Opposizioni -, tanto pi? che perdite
umane e danni sono considerati e vietati solo nella misura che
risulta eccessiva rispetto al vantaggio militare concreto e
diretto previsto: interessa a qualcuno il principio che la
necessit? militare va subordinata alla regola della
‘proporzionalit?’ nel coinvolgimento della popolazione civile? Le
carneficine, le barbarie e i genocidi di cui veniamo a conoscenza
ogni giorno ci confermano che il diritto umanitario ?
tragicamente ignorato dalle parti in conflitto”.
“L’assessore Roberti – prosegue la consigliera di Avs -, nella
sua risposta, ha ritenuto soltanto di chiarire, a coloro che lui
definisce i ‘meno attenti’, che la Regione Friuli Venezia Giulia
non ha nel suo Statuto di Autonomia alcuna competenza
sull’organizzazione del Trattato atlantico del nord. Lo stesso
statuto non vieta che l’Amministrazione operi per prefigurare la
pace, la sicurezza e l’incolumit? della cittadinanza e del
territorio e, per questi scopi, nemmeno impedisce di esprimersi
ai massimi livelli di governo dell’ente regionale. Lo si faccia,
dunque, e pazienza se a Trieste, a Roma, nelle sedi politiche
europee o nei comandi Nato qualcuno dovesse ritenere scorretto
sia il nostro principio costituzionale del ripudio della guerra
sia la volont? della Giunta in carica di proteggere le comunit?
locali”.
“Una risposta di questo genere – sottolinea Pellegrino – pu?
essere letta, anche dai meno attenti, in un modo soltanto: poich?
non abbiamo competenza statutaria per poter discutere, allora non
potremo fare alcuna obiezione, nemmeno politica, in merito
all’installazione di una base Nato a Trieste, oltre a quella di
Aviano. Non potremo esprimerci sul fatto che questa sia
inconciliabile (sul piano logistico, organizzativo, della
sicurezza e dell’inevitabile militarizzazione) con le nevralgiche
peculiarit?, specialit? e aspirazioni culturali e turistiche
della citt?. Ma non potremo nemmeno manifestare alcun pensiero in
merito alla nostra delicata e purtroppo molto interessante
collocazione nel quadro geopolitico internazionale”.
“Non avendo avuto la possibilit? di discutere l’interrogazione in
Aula, di persona, con l’assessore Roberti, non posso che
replicare usando i mezzi di comunicazione. Sicuramente
all’assessore sar? sfuggito, a causa di una probabile
disattenzione, che il 7 marzo nel 1949, Sandro Pertini tenne in
Senato un discorso in cui, purtroppo per noi, preconizz? che un
giorno forze imperialistiche straniere avrebbero tentato di
trasformare l’Italia in una base per le loro azioni criminali di
guerra. Disse anche che i partigiani, riunitisi pochi giorni
prima a migliaia a Venezia per manifestare contro la guerra e
contro il Patto atlantico, si erano dichiarati pronti a insorgere
per tutelare il preziosissimo bene della Pace. Ecco, se chi ci
governa non ha quel coraggio, non ha la memoria dei disastri
novecenteschi, non vede gli effetti contemporanei delle guerre in
corso, se non comprende l’articolo 11 della Costituzione e la
forza che promana dalle parole ‘l’Italia ripudia la guerra’,
abbia almeno il buon senso che dovrebbe avere il buon padre di
famiglia ovvero quello di avere a cuore le vite dei suoi cari
evitando di fargli correre il pericolo di un bombardamento”,
conclude la nota.
ACON/COM/mv
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