
(AGENPARL) – Wed 26 March 2025 Alla cortese attenzione delle testate giornalistiche e degli organi di
stampa
COMUNICATO STAMPA DEL 26 MARZO 2025
Oggetto: Esposizione pubblica di un poliziotto a Cosenza, la condanna del
Sindacato FSP Polizia di Stato: “Dietro una Divisa ci sono famiglie con
figli.”
“È grave quanto sta accadendo a Cosenza, dove la foto e l’indirizzo
privato, tramite un giornale online che viene utilizzato come clava per
sfoghi personali, di un poliziotto sono stati esposti al pubblico ludibrio
tramite un giornale online. Ricordando, inoltre, che anche per delinquenti
e condannati non vanno mai scritte sulla stampa le generalità complete e
men che meno dati personali.
Si dimentica, forse, quanto l’odio verso le Forze di Polizia sia costato,
in termini di vite umane, a questo Paese.” Lo dice Giuseppe Brugnano,
Segretario Nazionale del Sindacato Fsp Polizia di Stato, commentando quanto
sta accadendo a Cosenza a seguito di un normale controllo di Polizia da
parte di personale dell’Ufficio Volanti nei confronti di un cittadino.
“È ancora più allarmante – continua Brugnano – che si trascuri il fatto che
dietro ad una Divisa ci siano uomini e donne con le loro famiglie, ora
additate al disprezzo pubblico, solo perché l’agente in questione ha
applicato la legge nell’adempimento del suo Dovere.”
“Nessun cittadino – dice il Segretario Nazionale di Fsp Polizia –
indipendentemente dalla sua collocazione sociale o dal suo ruolo
professionale, è al di sopra delle regole. Come già chiarito dalla
Questura, in relazione ai fatti di sabato scorso, la Polizia ha richiesto a
un uomo di esibire i documenti o fornire le sue generalità in una zona ad
alta densità criminale. Di fronte al suo diniego, l’uomo è stato invitato a
recarsi in Questura per essere identificato. Solo a seguito del suo rifiuto
e di un atteggiamento non collaborativo, gli agenti hanno dovuto,
applicando il protocollo, condurre il cittadino a bordo dell’auto di
servizio.”
“Il Sindacato FSP Polizia di Stato si schiera fermamente con i colleghi che
hanno seguito le regole, facendo nulla di più che il loro dovere. La nostra
solidarietà – conclude Giuseppe Brugnano – va agli agenti coinvolti e alle
loro famiglie, che non meritano di essere trattate come bersagli per aver
semplicemente adempiuto alla loro missione di garantire la sicurezza e
l’ordine pubblico.”
Con gentile richiesta di pubblicazione e consueta attenzione giornalistica.