(AGENPARL) - Roma, 19 Marzo 2025(AGENPARL) – Wed 19 March 2025 *WOKE: BALDELLI (FDI), “ALLA CAMERA UNO SPAZIO OLTRE IL POLITICAMENTE
CORRETTO”*
“Sono molto soddisfatto di aver creato, alla Camera dei Deputati, uno
spazio di dibattito fuori dagli schemi del politicamente corretto in cui ci
si può confrontare senza essere schiacciati dal mainstream”. Così il
deputato di Fratelli d’Italia, Antonio Baldelli, a margine dell’evento “Wo…
che? Battuta d’arresto o fine di un’era”, che si è tenuto alla sala del
Refettorio a Palazzo San Macuto con la partecipazione di Marco Rizzo,
Vladimir Luxuria, George Guido Lombardi e Francesco Borgonovo.
Marco Rizzo, segretario di “Democrazia sovrana popolare” ha parlato di
“nodi della globalizzazione che stano venendo al pettine”. Perché “c’è un
filo che lega il woke a tutto il resto” e benedice “il ritorno della
politica negli Usa contro la supremazia della finanza”. Ma, spiega: “Il
woke non è la mia sinistra, quella che stava davanti ai cancelli delle
fabbriche” e che “i diritti sociali vengono prima dei diritti civili”.
Vladimir Luxuria, già deputata per Rifondazione comunista, attivista
Lgbtq+, dice di essere “grata alla cultura woke” specificando che “noi non
vogliamo ‘convertire’, perché non siamo missionari” ma per cui gli
oppositori dell’ideologia woke sono una “minaccia alla democrazia”.
George Guido Lombardo, imprenditore italo-americano vicino
all’amministrazione Trump, collegato dagli Stati Uniti, lega l’ideologia
woke alla violenza, citando le numerose vetture Tesla bruciate
recentemente, e la bolla come “qualcosa di antitetico a qualsiasi
istituzione che rispetta i valori giudaico cristiani”.
Infine per Francesco Borgonovo, vicedirettore de “La Verità” e saggista, il
woke “è la malattia senile del progressismo, una propaggine del
politicamente corretto che mira alla correzione del pensiero”.
“La dittatura del politicamente corretto e il woke sono ormai il mainstream
e somigliano a una religione del piacere che annulla il principio della
responsabilità. Per cui ognuno di noi è ciò che gli piace essere e non
dobbiamo più difendere i nostri valori e la famiglia che anzi diventa
strumento di oppressione. Non è, come nel ‘68, una rivoluzione sociale e
politica ma siamo di fronte a una rivoluzione antropologica che pone l’uomo
al margine dell’universo e lo parifica a ogni altro animale. Questo è un
grave pericolo per la cultura occidentale, i nostri valori e la nostra
cultura millenaria” ha concluso Baldelli.
Roma, 19 marzo 2025