(AGENPARL) - Roma, 14 Marzo 2025(AGENPARL) – Fri 14 March 2025 Per l’occasione esposti i nuovi campioni di meteoriti e minerali
Il Museo Italiano di Scienze Planetarie compie 20 anni
Morelli: “Scelti dall’Agenzia spaziale europea per la curation”
Inaugurato il 19 marzo 2005 è l’unica struttura in Italia completamente dedicata alle Scienze Planetarie. Eventi dal 22 al 30 marzo
14 marzo 2025 – Il Museo Italiano di Scienze Planetarie che oggi fa parte della Fondazione Parsec fu inaugurato il 19 marzo del 2005. Nacque da un’idea di Marco Morelli, Renato Braga e Giovanni Pratesi, ma fu fortemente voluto dall’allora presidente della Provincia di Prato Daniele Mannocci. La progettazione di un museo che fosse al contempo legato al territorio, valorizzando le competenze e le realtà scientifiche locali, e proiettato su uno scenario internazionale fu affidata all’Istituto Geofisico Toscano dei quali gli ideatori facevano parte.
Oggi il Museo Italiano di Scienze Planetarie conserva la più importante collezione museale italiana di meteoriti e rocce da impatto e una collezione di campioni mineralogici, tra i quali alcuni unici a livello mondiale. È uno dei motivi che ha convinto l’Agenzia spaziale italiana a scegliere Prato e il suo museo per la Curation Facility, il centro di ricerca spaziale dedicato ai reperti provenienti da Marte.
“Il museo oggi è un punto di riferimento a livello nazionale e anche internazionale nelle collaborazioni scientifiche, ma la scelta è caduta su Prato anche grazie al convinto e fattivo sostegno, anche economico, dell’amministrazione comunale e della Regione Toscana – sottolinea il direttore Marco Morelli – È un grande orgoglio poter celebrare il ventennale consapevoli che siamo a un moment di svolta e che a Prato troverà casa un centro di eccellenza legato alla scienze planetarie inimmaginabile senza la presenza del MISP”.
Oltre alla cura e alla conservazione di questo patrimonio il museo svolge attività di divulgazione ed educazione scientifica su tematiche che vanno dalla planetologia all’astronomia e astrofisica, alle scienze della Terra. Inoltre, il personale altamente specializzato del museo svolge attività di ricerca scientifica con lo studio, la caratterizzazione e la classificazione di meteoriti e rocce da impatto.
Per festeggiare i vent’anni il museo espone nuovi campioni di meteoriti e minerali che, nel corso degli anni, sono andati ad aggiungersi alla collezione originaria.
Molte sono state le donazioni, tra le quali le più recenti sono dei collezionisti pratesi Bernocchi e Braga con campioni mineralogici in prevalenza toscani, del fiorentino Morandi con reperti di rocce e minerali provenienti dall’Africa e della senese Mirella del Dottore con campioni di malacofaune provenienti da tutto il mondo.
La collezione Bernocchi è costituita da 234 esemplari (per lo più antimoniti) raccolti personalmente. Di notevole valore estetico, i campioni provengono dalle più importanti località mineralogiche toscane, nonché da zone minerarie oggi non più accessibili. La collezione Braga, esperto conoscitore dei siti estrattivi della Toscana meridionale, è composta da circa 1.319 esemplari provenienti per lo più dalle miniere del Monte Amiata e delle Colline Metallifere e della Maremma. La collezione del Dottore è costituita da oltre 2.000 conchiglie, 111 fossili e decine di minerali provenienti da tutto il mondo.
Per festeggiare il decennale il Museo promuove un calendario di eventi realizzati insieme alle associazioni che collaborano con la Fondazione.
