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(AGENPARL) – ven 28 febbraio 2025 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Como
COMUNICATO STAMPA
28/02/2025
GDF COMO: OPERAZIONE “CASA DI CARTA”. ESEGUITA UNA MISURA CAUTELARE
PERSONALE NEI CONFRONTI DI UN FUNZIONARIO DI BANCA COINVOLTO NELLA
TRUFFA AI DANNI DELLO STATO.
I finanzieri del Comando Provinciale di Como hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della
misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal competente Giudice per le indagini preliminari presso il
Tribunale di Monza, con la quale è stato altresì disposto il sequestro preventivo per oltre 56.000 euro, nei
confronti di un funzionario di banca ritenuto responsabile di aver favorito il sodalizio criminale disarticolato in
data 5 novembre 2024, nell’ambito dell’indagine “Casa di Carta”.
Le investigazioni, condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Como e coordinate dal
P.M. della Procura della Repubblica di Monza – dott. Michele Trianni, avevano già permesso di disvelare
l’esistenza di un’associazione a delinquere, radicata in provincia di Monza, dedita alla commissione di truffe ai
danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, quantificate in oltre 13 milioni euro.
In sostanza il sodalizio, dopo aver acquisito società di comodo, di fatto inattive o decotte e prive di merito
creditizio, provvedeva a falsificarne i bilanci e la contabilità (con aumenti di capitale simulati), facendole così
apparire floride ed operative, per poi utilizzarle come veicolo per ottenere da diversi istituti di credito ingenti
prestiti assistiti da una garanzia pubblica pari all’80% dell’importo erogato.
Le indagini svelavano anche come la truffa avvenisse grazie alla complicità di un’agenzia finanziaria operante
nella città di Brescia in regime monomandatario che si occupava di istruire la pratica in modo da agevolare la
successiva istruttoria della banca e incassando, per questa intermediazione illecita, una percentuale sugli importi
erogati.
Considerata la gravità del quadro accusatorio delineato dalle Fiamme gialle comasche, il competente Giudice per
le indagini preliminari presso il Tribunale di Monza aveva disposto l’esecuzione di misure cautelari personali nei
confronti di 19 soggetti ritenuti responsabili, in concorso, dei reati di associazione a delinquere (416 c.p.)
finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (640 bis c.p.), riciclaggio (art. 648
bis c.p.) e autoriciclaggio (art. 648 ter 1 c.p.), con l’aggravante prevista per i reati transnazionali (art. 61 bis c.p.),
nonché il sequestro preventivo diretto e per equivalente dei beni riconducibili agli indagati fino a concorrenza di
13,8 milioni di euro quale profitto dei reati contestati.
L’attività investigativa svolta dopo gli arresti consentiva di risalire ad un funzionario della banca che si
adoperava per garantire l’esito positivo delle pratiche di finanziamento, redigendo relazioni istruttorie
ideologicamente false, munite di parere favorevole, finalizzate ad essere presentate agli organi deliberanti
dell’istituto di credito.
Per il servizio reso il funzionario percepiva un compenso tramite bonifici su conti correnti a lui riconducibili
ovvero mediante dazioni di denaro contante quantificato in oltre 56 mila euro.
L’attività sopra descritta si inquadra nella più ampia azione della Guardia di Finanza a contrasto delle frodi
fiscali che costituiscono un grave ostacolo allo sviluppo economico perché distorcono la concorrenza e
l’allocazione delle risorse e minano il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato penalizzando l’equità sociale.
Quanto sopra si comunica per il diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli
indagati che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla
sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza.
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