
Un team di ricercatori giapponesi ha annunciato di aver sviluppato la mano robotica bioibrida più grande del suo genere, capace di muoversi individualmente attraverso l’uso di tessuti muscolari umani coltivati. La mano, lunga 18 centimetri inclusa la sezione dell’avambraccio, è in grado di eseguire movimenti complessi delle dita, come afferrare e manipolare piccoli oggetti.
Secondo quanto riportato domenica dal quotidiano Kyodo News, il team di ricerca dell’Università di Tokyo e dell’Università Waseda spera che questa innovazione possa trovare applicazione nelle protesi di nuova generazione, migliorando notevolmente la funzionalità degli arti artificiali.
I precedenti dispositivi bioibridi erano limitati a movimenti monoarticolari e avevano dimensioni di circa 1 centimetro. Il nuovo approccio adottato dal team giapponese ha superato questi limiti utilizzando un innovativo metodo di assemblaggio: sottili filamenti di tessuti muscolari sono stati disposti in una configurazione simile a un rotolo di sushi, permettendo loro di agire come un muscolo più grande e garantendo una distribuzione ottimale dei nutrienti.
Questa struttura ha reso i tessuti sufficientemente resistenti per consentire alla mano di eseguire movimenti articolati con maggiore forza e precisione. La scoperta rappresenta un significativo passo avanti nella ricerca sulla robotica bioibrida, aprendo nuove prospettive per la creazione di robot antropomorfi sempre più sofisticati e di protesi avanzate.
Shoji Takeuchi, professore presso l’Università di Tokyo e specializzato in ingegneria meccanica, ha sottolineato l’importanza di questa scoperta: “Potrebbe portare alla realizzazione di un robot simile all’uomo o di una mano protesica di precisione”, ha dichiarato, citato da Kyodo News.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Science Robotics il 12 febbraio, segnando un importante traguardo per il settore della robotica bioibrida e delle protesi di nuova generazione.
