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“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.” Mai come in questo caso il celebre detto sembra calzare a pennello. I firmatari della lettera che oggi chiedono una sorta di “moratoria” in cambio di nuove elezioni erano tutti candidati alla carica di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia nelle scorse elezioni. Un dettaglio che non può passare inosservato e che solleva più di un interrogativo sulle reali motivazioni dietro questa richiesta.
La loro proposta, che giunge dopo mesi di tensione interna, riprende in gran parte un’idea già avanzata mesi fa dal candidato alla grande maestranza, Leo Taroni, e all’epoca non accolta: quella di un’amnistia per le controversie in corso, con l’obiettivo di ristabilire un clima sereno. Ma perché questa richiesta arriva solo ora ed è legata a nuove elezioni?
Nella lettera si evidenziano le profonde divisioni che stanno lacerando il GOI: espulsioni, contenziosi elettorali, cause civili, esposti penali, canali Telegram anonimi dove Fratelli attaccano altri Fratelli, inchieste scandalistiche internazionali, coinvolgimento di Obbedienze massoniche straniere, richieste di commissariamento e di audizioni davanti alla Commissione Antimafia. Un quadro desolante che, secondo i firmatari, starebbe minando l’immagine pubblica della Comunione massonica più grande d’Italia.
Tuttavia, viene spontanea domandarsi: davvero tutto questo è solo il frutto di attacchi esterni? O forse le responsabilità sono da ricercare proprio all’interno del GOI, nelle azioni di chi negli anni ha contribuito a creare questa situazione?
La proposta di una nuova Assemblea Costituente viene presentata come la soluzione per uscire dall’impasse, ma resta il dubbio sulla reale volontà di chi la propone. Se davvero si vuole fare luce sulle problematiche del GOI, perché non chiedere un’audizione alla Commissione Antimafia? Perché incolpare giornalisti e “esterni” senza mai denunciare apertamente i comportamenti dei vertici?
Domande che restano senza risposta. Ma una cosa è certa: il futuro del Grande Oriente d’Italia si gioca sulla trasparenza. E su questo nessuna moratoria potrà mai mettere una pietra sopra.