
GIORNO DEL RICORDO: IN LIBRERIA Togliatti,Tito e la Venezia Giulia La guerra,le foibe,l’esodo 1943-1954 IL SAGGIO DI MARINO MICICH CHE DOCUMENTA CON RIGORE IL RUOLO POLITICO E MILITARE SVOLTO DAL PARTITO COMUNISTA ITALIANO NELLE TERRE GIULIANE SOTTO LA GUIDA DI PALMIRO TOGLIATTI «Il Partito Comunista Italiano sbagliò a tacere sull’Istria […]. C’è una grande responsabilità del PCI per il silenzio sull’esodo dall’Istria,da Fiume e dalle coste dalmate. Ciò accadde perché il confine ideologico è prevalso su quello geografico.» si apre con queste parole di Luciano Violante “Togliatti,Tito e la Venezia Giulia” (Mursia,pagg 198,con inserto fotografico,Euro 15,00),il saggio di Marino Micich,direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume-Società di Studi Fiumani,che documenta con rigore il ruolo politico e militare svolto dal PCI nelle terre giuliane sotto la guida di Palmiro Togliatti. Il saggio di Marino Micich prende le mosse dal riconoscimento del carattere totalitario del comunismo titoista e,come scrive Giovanni Stelli,Presidente della Società di Studi Fiumani,nella prefazione «…prende in esame una serie di questioni,complesse e controverse,in vario modo a questo ruolo collegate: i caratteri specifici della lotta contro il nazismo e il fascismo nei territori dell’Adriatico orientale,la sanguinosa repressione condotta dai comunisti jugoslavi nei confronti degli italiani di questi territori,riassunta dal noto,per quanto impreciso,termine «foibe»,il contenzioso territoriale tra Italia e Jugoslavia definito dal Trattato di pace del 10 febbraio 1947 con la cessione dell’Istria,di Fiume e di Zara all’allora Repubblica Federativa di Jugoslavia e,da ultimo,ma non certo per importanza,l’esodo di oltre 300.000 connazionali dai territori in cui erano da secoli presenti.» Durante il Secondo conflitto mondiale il PCI stabilì una stretta alleanza col Movimento Popolare di Liberazione Jugoslavo guidato da Josip Broz detto Tito,con un duplice scopo: puntare a sconfiggere i nazisti e i fascisti sul campo di battaglia e pensare agli sbocchi politici che si sarebbero palesati a guerra finita. Togliatti e i suoi dirigenti per avere l’appoggio di Tito sostennero più volte la cessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia. Marino Micich pone in evidenza,in maniera originale e ben documentata rispetto ai rari e incompleti studi apparsi sull’argomento,le lotte politiche e diplomatiche sorte nello stabilire i nuovi confini italo-jugoslavi,descrivendo la posizione politica del PCI assunta al confine orientale,il progetto di rivoluzione comunista da estendere al resto d’Italia e i rapporti tra Togliatti e Tito. Sottolinea inoltre le responsabilità dirette e indirette di quella collaborazione politica nei confronti delle stragi di massa nelle foibe e dell’esodo di circa 300.000 italiani dalle terre istriane,fiumane e dalmate. Un saggio che cattura l’attenzione del lettore con una scrittura chiara e scorrevole e al contempo destinato a far discutere per la sua capacità di portare chiarezza su temi sui quali la storiografia per troppo tempo ha mantenuto un atteggiamento a dir poco di grande cautela. Marino Micich (Roma,1960),direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume-Società di Studi Fiumani,è membro della commissione governativa per le onorificenze ai congiunti degli infoibati ai sensi della Legge 92/2004. Ha pubblicato vari saggi tra cui I giuliano-dalmati a Roma e nel Lazio. L’esodo tra cronaca e storia (2004),Foibe,Esodo,Memoria (2023),Perché il Giorno del Ricordo. La Legge 92/2004 compie vent’anni (2024). Per informazioni: – Ufficio stampa Mursia,Fiamma Rosselli Del Turco,,cell. In allegato: – copertina in jpg del libro