
Il mondo ha urgente bisogno di deconcentrare alcune catene di approvvigionamento e produzioni per migliorare la resilienza economica globale. È quanto ha dichiarato martedì il direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), Ngozi Okonjo-Iweala, durante un intervento al World Economic Forum (WEF) di Davos, in Svizzera.
Okonjo-Iweala ha osservato che, negli ultimi anni, si è assistito a una forte concentrazione delle catene di fornitura in settori strategici e vitali per l’economia globale. Secondo il direttore generale dell’OMC, la pandemia e altre sfide globali hanno messo in evidenza la vulnerabilità di tali concentrazioni. Per affrontare questa situazione, Okonjo-Iweala ha parlato della necessità di una “ri-globalizzazione”, un concetto proposto dall’OMC che mira a rafforzare la resilienza attraverso la diversificazione e la decentralizzazione delle catene di approvvigionamento.
“Abbiamo assistito a una forte concentrazione delle catene di fornitura o della produzione in determinati settori e dobbiamo rafforzare la resilienza”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di espandere la produzione e la distribuzione di beni essenziali a livello globale. “In sede di OMC, stiamo promuovendo uno strumento che aiuterà i paesi a rafforzare le loro economie e attrarre investimenti per sostenere questa ri-globalizzazione”, ha aggiunto Okonjo-Iweala.
Durante il suo intervento, il direttore generale ha esemplificato la situazione con dati allarmanti: “Non è normale che il 90% di qualcosa di cui il mondo ha bisogno, come i chip, venga prodotto in un unico luogo; che il 70% dei minerali venga lavorato in un unico Paese; o che l’80% dei vaccini venga esportato da soli dieci Paesi”. Tali concentrazioni creano un rischio sistemico che, se non affrontato, potrebbe avere impatti devastanti per l’economia globale e per la sicurezza dei fornitori.
Il tema del WEF di quest’anno, “Collaborazione per l’era intelligente”, riflette la crescente consapevolezza dei leader globali circa la necessità di una collaborazione internazionale per affrontare le sfide economiche, tecnologiche e sanitarie. In questo contesto, la decentralizzazione delle catene di approvvigionamento e la diversificazione delle fonti di produzione sono considerate strategie cruciali per proteggere l’economia mondiale dalle future crisi.
Okonjo-Iweala ha anche esortato i governi e le imprese a lavorare insieme per costruire soluzioni che permettano di ridurre la dipendenza da poche economie e rendere più robusto il sistema globale di commercio e approvvigionamento. Il rafforzamento della resilienza attraverso una maggiore diversificazione delle catene di approvvigionamento non solo proteggerebbe i Paesi da eventuali shock esterni, ma offrirebbe anche opportunità di crescita economica per i Paesi in via di sviluppo.
Con l’obiettivo di favorire una maggiore cooperazione internazionale, l’OMC sta sviluppando strumenti specifici per aiutare le nazioni a potenziare la loro capacità di attrarre investimenti e costruire economie più robuste. La sfida ora sarà trovare un equilibrio tra la necessità di globalizzazione e quella di decentralizzazione, in modo che il commercio internazionale possa diventare più sicuro, equo e resiliente di fronte alle incertezze del futuro.
