
Lunedì 20 gennaio 2025 la Corte dei conti europea pubblicherà una relazione che analizza se la normativa UE si stia dimostrando efficace nel prevenire i blocchi geografici ingiustificati nel commercio elettronico e nei servizi online.
Insoddisfatti perché da dove siete non potete ordinare quello che volete online? O perché non vi accettano la carta di credito a causa della nazionalità o del luogo di residenza? Infastiditi dal fatto che i prezzi o i termini di accesso a servizi online possono cambiare a seconda del luogo in cui vi trovate?
La Corte dei conti europea è qui per aiutarvi: in una nuova relazione di audit esaminerà quanto siano efficaci le norme UE per prevenire i blocchi geografici ingiustificati. A tal fine, gli auditor hanno studiato gli effetti del regolamento sui blocchi geografici, in vigore ormai da quasi sei anni, comprese le azioni intraprese dalla Commissione europea e dagli Stati membri.
Il Membro della Corte responsabile per questa relazione è Ildikó Gáll-Pelcz. La relazione e il comunicato stampa saranno pubblicati sul sito Internet della Corte lunedì 20 gennaio 2025, alle ore 17:00 (ora dell’Europa centrale).
Informazioni sul contesto
Riducendo la possibilità di usufruire di servizi online da uno Stato membro all’altro, il fenomeno dei blocchi geografici limita l’accesso dei consumatori e ostacola il mercato unico digitale dell’UE. Scopo del regolamento sui blocchi geografici del 2018 era far fronte a tale discriminazione fondata sulla nazionalità o sul luogo di residenza dei consumatori. Poiché quest’anno la Commissione valuterà formalmente il regolamento, le risultanze della Corte in proposito dovrebbero rivelarsi alquanto utili.