
(AGENPARL) – ven 10 gennaio 2025 Roma, 10 gennaio 2025
Comunicato Civ Inail: approvato il bilancio di previsione 2025 dell’Istituto
“Tutti gli avanzi di bilancio vanno destinati alle attività caratteristiche dell’Istituto e devono essere restituiti ad imprese e lavoratrici e lavoratori, soprattutto in termini di investimenti in prevenzione”
Il Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inail ha approvato all’unanimità, il 30 dicembre 2024, il bilancio di previsione dell’Inail 2025 ribadendo, peraltro, la necessità di attuare interventi urgenti in materia di incremento degli investimenti in prevenzione, revisione del sistema di indennizzo economico per gli infortunati e tecnopatici, verifica dell’equilibrio del sistema tariffario e conseguimento della massima redditività dagli investimenti posti a copertura delle riserve tecniche.
Il totale delle entrate dell’Istituto ammonta a oltre 12,9 miliardi di euro, in aumento di circa 144 milioni di euro (+1,13%) rispetto alle previsioni del 2024 ed in aumento di 463 milioni di euro (+3,73%) rispetto al consuntivo 2023, con entrate per contributi e premi di assicurazione a carico dei datori di lavoro e/o iscritti pari a più di 9,8 miliardi, mentre le spese ammontano a circa 11,8 miliardi di euro, in aumento di 955,6 milioni di euro (+8,76%) rispetto alle previsioni del 2024 ed in aumento di 2,5 miliardi (+26,62%) rispetto al consuntivo 2023, con conseguenti effetti non sempre positivi a beneficio di imprese e lavoratrici e lavoratori, in quanto gli importi delle principali attività relative alla mission istituzionale rimangono ancorati ai valori del 2024, mentre l’aumento è attribuibile agli investimenti in conto capitale.
Il presidente del Civ, Guglielmo Loy, nell’evidenziare ancora una volta in senso critico l’avanzo finanziario pari a oltre 1,0 miliardo di euro, quello economico di circa 2,2 miliardi di euro e le disponibilità liquide presunte alla data del 31 dicembre 2025 per 44,1 miliardi di euro, rimarca il non completo assolvimento delle alte finalità istituzionali di cui l’Inail è garante, anche in relazione alle dimensioni e alla continuità nel tempo degli avanzi.
In sostanza, la crescita del gettito contributivo, il mancato impiego di tutte le risorse disponibili per gli investimenti in prevenzione con effetto negativo sul contrasto del fenomeno infortunistico, la non sempre piena emersione delle malattie professionali o il loro mancato riconoscimento e la riduzione del numero delle prestazioni, generano un divario tra entrate e uscite ormai non più sostenibile. All’impropria formazione di un divario così continuo e ingente va posto tempestivamente rimedio rimuovendone le cause, mentre non è possibile destinare le risorse a coprire l’insufficiente rendimento degli investimenti patrimoniali.
Nel bilancio viene stanziato 1,0 miliardo di euro per gli investimenti immobiliari a reddito posti a garanzia delle riserve tecniche (eccessivo rispetto alle attuali capacità dell’Istituto), mentre lo stanziamento dei bandi Isi (finanziamenti Inail alle imprese che investono nella salute e sicurezza sul lavoro) si attesta, dopo la costante crescita degli ultimi anni, allo stesso importo del 2024 pari a 600 milioni di euro (nonostante in passato l’importo richiesto nelle domande di finanziamento abbia superato notevolmente il budget a disposizione).
Oltre che intervenire efficacemente e tempestivamente sull’insufficiente capacità d’investimento dell’Istituto (sia per gli immobili, sia per la prevenzione), ad avviso del Civ dell’Inail occorre, invece, potenziare ulteriormente la promozione e favorire la diffusione della conoscenza del Modello OT23 (sconto del premio assicurativo Inail per le imprese che implementano le misure a sostegno della salute e sicurezza sul lavoro), con adeguata implementazione finanziaria a parità di gettito tariffario, così come devono necessariamente essere riproposti appositi interventi normativi e operativi per consentire di aumentare il numero dei soggetti coinvolti nelle attività formative costanti e continue aggiuntive alla formazione obbligatoria in materia di prevenzione, per le quali viene stanziato l’importo di 50 milioni di euro.
Nel corso degli anni, i vincoli interni ed esterni – questi ultimi prevalentemente di tipo normativo – non hanno consentito di “gestire” in maniera ponderata, efficace e con una adeguata programmazione le attività più caratteristiche e specifiche della missione dell’Istituto.
A parere del presidente del Civ Loy è fondamentale il superamento dell’insufficiente capacità di spesa attraverso l’innalzamento dei livelli quantitativi e qualitativi che non possono prescindere dal rafforzamento dell’Istituto, a cominciare dall’implementazione delle risorse umane, specialmente per quelle figure di tipo specialistico dedicate alla presa in carico e alla cura degli assicurati, per quelle dedicate alla valutazione tecnica dei progetti prevenzionali. Quella delle risorse umane rimane una questione centrale rispetto alla capacità di spesa, che ha contribuito alla creazione di cospicui avanzi in cui verte il bilancio dell’Istituto, senza trovare la giusta coerenza tra il peso delle tariffe, da una parte, e le prestazioni, gli investimenti per la prevenzione e le attività socio-sanitarie, dall’altra.
Infine, il presidente del Civ Loy evidenzia che sono ancora molti i passi da compiere per un miglioramento delle prestazioni economiche a favore degli oltre 24 milioni di assicurati a partire dall’estensione della tutela assicurativa, iniziando a ridurre i gradi d’inabilità oggi in franchigia e dall’abbassamento del grado di menomazione dell’integrità psico-fisica ai fini dell’indennizzo in rendita e dall’adeguamento degli indennizzi del danno biologico, sia in capitale sia in rendita.
Le parti sociali rappresentate nel Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail ritengono che l’Istituto possa, e debba, già nel 2025, sviluppare significativamente tutte le attività strategiche per imprese e lavoratrici e lavoratori per sostenere – anche ad esito di un adeguamento tariffario, sulla base della presentazione del bilancio attuariale – le azioni prevenzionali negli oltre 3,7 milioni di luoghi di lavoro e il miglioramento delle tutele per gli assicurati alla luce di una sempre più consistente disponibilità finanziaria.
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