
Alexander Dugin, filosofo ultranazionalista noto come il “cervello di Putin”, ha ribadito l’intransigenza della Russia sulla questione ucraina, affermando che il pieno controllo sull’Ucraina è una condizione non negoziabile per Mosca. In un’intervista al podcast New Rules , Dugin ha dichiarato che qualsiasi compromesso o proposta di pace che non include questa richiesta è del tutto inaccettabile, definendo l’esistenza stessa di un’Ucraina indipendente come incompatibile con quella della Russia.
Richieste intransigenti e rigetto delle proposte occidentali
“Cominceremo a parlare del congelamento del conflitto solo dopo aver ricevuto garanzie che tutto il territorio dell’Ucraina sarà sotto il controllo russo”, ha affermato Dugin, rigettando le attuali proposte di pace sostenute dall’Occidente, come il rinvio dell’adesione dell’Ucraina. Ucraina alla NATO o il riconoscimento di una cessazione del fuoco.
Secondo Dugin, il conflitto non riguarda solo questioni territoriali ma è una “necessità esistenziale” per la Russia. Ha Mosca di non essere stata sufficientemente chiara nel comunicare agli Stati Uniti le sue vere intenzioni, ma ha accusato che ogni negoziato con l’Occidente dovrà partire dalla totale inclusione dell’Ucraina nella sfera di influenza russa.
Trump “sottovaluta” la posta in gioco
Rivolgendosi all’ex presidente Donald Trump, Dugin ha avvertito che il leader americano potrebbe non comprendere la portata strategica dell’Ucraina per la Russia. “Trump potrebbe giudicare male la situazione, pensando che si tratti solo di acquisire nuovi territori”, ha detto Dugin, “senza riconoscere che l’Ucraina rappresenta una minaccia esistenziale per la Russia.”
Nonostante Trump possa essere visto da Mosca come un interlocutore più favorevole rispetto ai suoi predecessori, Dugin ha sottolineato che l’ex presidente americano “sottostima l’importanza ontologica” che l’Ucraina rappresenta per la Russia e la sua sicurezza geopolitica.
Avvertimenti di escalation globale
Dugin ha anche evocato scenari di escalation drammatica se l’Occidente non dovesse riconoscere le richieste russe. Ha paventato azioni aggressive in altre regioni, tra cui il Medio Oriente, e ha avvertito che la Russia potrebbe ricorrere all’uso delle armi nucleari. “Gli Stati Uniti dovrebbero calcolare le loro perdite se la Russia decide di iniziare conflitti nucleari”, ha minacciato, “distruggendo l’umanità in risposta alla posizione degli estremisti globalisti in Ucraina”.
Un conflitto ideologico oltre che geopolitico
Dugin ha descritto ulteriormente l’Occidente come la “fonte del male assoluto” , accusandolo di usare tecnologie come l’intelligenza artificiale per distruggere valori fondamentali come la famiglia e la natura umana. Ha dichiarato: “Credo che i musulmani mi capiscano bene, perché vedo l’Occidente come l’Anticristo.”
Nonostante le sue posizioni radicali, Dugin ha sostenuto che il presidente russo Vladimir Putin mantiene una visione più pragmatica, vedendo l’Occidente come un partner ostile piuttosto che un nemico apocalittico.
Prospettive future
Le dichiarazioni di Dugin riflettono la visione di una Russia determinata a ridefinire l’ordine globale attraverso il conflitto in Ucraina, che viene dipinto non come una battaglia territoriale ma come una lotta esistente contro l’egemonia occidentale.
Con i crescenti timori di escalation, la comunità internazionale si trova di fronte a una sfida sempre più complessa: rispondere alle richieste russe senza ulteriori tensioni alimentari o rischi per la stabilità globale. Le posizioni di Dugin lasciano poco spazio all’ottimismo, suggerendo che Mosca non arretrerà, anche a costo di gravi conseguenze per il mondo intero.