(AGENPARL) - Roma, 8 Ottobre 2024(AGENPARL) – mar 08 ottobre 2024 Unione Sindacale italiana carabinieri
Investire in Sicurezza: più tutele per gli operatori e più servizi per i cittadini.
Partendo dal titolo del convegno, voglio improntare il mio intervento sull’importanza in uno stato di diritto dall’avere “PIU’ TUTELE PER GLI OPERATORI DI SICUREZZA”, concetto che viene puntualmente superato dalla teoria del promettere.
Da anni ormai (circa 22 anni), viviamo di molta teoria e di poca pratica, o meglio: viviamo di promesse elettorali e di Decreti Legislativi inutili e per nulla efficienti.
La teoria consiste nel promettere e la pratica, di contro, nel non rispondere compiutamente alle promesse, accampando le solite scuse “siamo un paese in difficoltà economica per colpa di altri”. In pratica a pagarne le conseguenze è solo il Comparto Difesa/Sicurezza. Poi notiamo che su altri interventi si riesce sempre a trovare il dovuto rimedio. Su tutto cito le regalie parlamentari volute nel 2014 con la Legge di Bilancio (art. 1 comma 200 Legge 190/2014), fondi strutturali per esigenze indifferibili. Per essere malpensante, potrei dire che questi fondi servono per convincere i parlamentari che la Legge di Bilancio è da votare perché interviene anche sulle piccole realtà.
Potrei citare molti esempi di promesse non realizzate, ma per questioni di tempo mi limito a solo pochi esempi:
Nel 2010 ci fu riconosciuta la specificità di settore (art. 19 Legge 183/2010), una norma ad oggi ancora vuota di contenuti. Cioè una conquista importantissima su cui non si è mai investito seriamente.
Il Presidente Meloni ha dichiarato che sei euro di straordinario per un Carabiniere sono poche e noi ne condividiamo il pensiero, ma proviamo a spiegare al Presidente Meloni perché non ci vengono remunerate neanche quelle. Con l’attuale contrattazione abbiamo chiesto di avere lo stesso trattamento dei cugini della Polizia di Stato, ovvero l’estensione del D.P.R. 422/1977, che ogni ora effettuata debba essere pagata, ma le resistenze sia delle Amministrazioni che del Ministero dell’Economia, nel non riconoscerlo sono incredibilmente determinate. In questo modo, la tesi che nell’Arma dei Carabinieri vige il Caporalato di Stato (Tu comincia con il lavorare ed io se ho i soldi ti pago) continuerà ad essere sempre più perseguita.
Il Vice Presidente del Consiglio Salvini, notoriamente vicino al Comparto Sicurezza, ha voluto fortemente, con l’art 42 inserito nel Decreto Sicurezza in approvazione, riconoscere una maggiore tutela legale per fatti accaduti in servizio, portando l’anticipo delle spese legali FINO a 10.000 euro. Anche in questo caso la parola ‘FINO’, aggiunta al parere di congruità dell’avvocatura dello Stato, renderà impraticabile le volontà del Ministro. Fintanto che non si eliminerà la congruità dell’avvocatura, oppure inserendola con apposito provvedimento nelle tabelle parametri ministeriali forensi ove si obbliga il parere di congruità nel restare nei limiti imposti dalle tabelle, il problema non sarà mai risolto. Questo significa che ad un operatore di sicurezza, che viene assolto ai sensi dell’art. 530 del Codice Penale, a causa del parere di congruità, sia per gli anticipi che per la liquidazione finale, non gli sarà riconosciuta o liquidata l’intera somma di spese legali realmente effettuate, causandogli di fatto un danno economico di non poco conto.
La Legge 46/2022 la definisco una Legge senza coraggio, a differenza della Legge sulla Sindacalizzazione della Polizia di Stato che, seppur nata oltre 40 anni fa, è sicuramente migliore. Non è possibile in un Comparto Difesa/Sicurezza, contrattare con tre leggi sulla sindacalizzazione diverse. Perfino la stessa rappresentatività ha delle regolamentazioni diverse in cui alle APCSM si obbliga alla sottoscrizione della delega singola, mentre al Comparto Sicurezza Civile si calcola sulla pluralità individuale del tesseramento (un poliziotto può avere più tessere).
Come vedete diversi argomenti che, nella praticità della vita lavorativa, creano un grave danno agli operatori della sicurezza.
L’obiettivo di questo convegno deve partire dal presupposto di far capire che è necessaria una inversione di tendenza al fine di ricercare quelle soluzioni (magari sfruttando le capacità dei Sindacati), affinché dalla teoria possano con facilità realizzarsi.
In chiusura di intervento, se questo convegno, consentirà di portare la parte politica ad una seria riflessione e magari a ricercare qualche soluzione, allora potremmo dire che l’obiettivo è stato raggiunto e, nel caso contrario, di continuare con determinazione a denunciare che la sicurezza dell’operatore in Italia è pura teoria.