
(AGENPARL) – lun 07 ottobre 2024 IN LIBRERIA PER MURISA
IL RAPIMENTO DI CRISTINA MAZZOTTI
Una buca, 5 centimetri d’aria
IL LIBRO DELL’AMICO E CRONISTA EMILIO MAGNI
CHE GETTA NUOVA LUCE SUL TRAGICO SEQUESTRO CHE VIDE PER LA PRIMA VOLTA COINVOLTA UNA DONNA COME VITTIMA E OSTAGGIO
IL LIBRO SARÀ PRESENTATO CON IL
PATROCINIO DEL COMUNE DI EUPILIO
IN COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE MAZZOTTI E L’ASSOCIAZIONE ILARIA ALPI
IL 18 OTTOBRE ALLE ORE 21,00 PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI EUPILIO
INTERVENGONO INSIEME ALL’AUTORE:
Eleonora Montani, membro del comitato antimafia del Comune di Milano e docente dell’Università Bocconi
Corrado Canfora, ex magistrato, PM del processo per l’omicidio di Cristina Mazzotti
Severino Colombo, giornalista del Corriere della Sera
l’attrice Rosanna Pirovano, che leggerà alcuni passi del libro
Cristina Ceruti, laureata in giurisprudenza con una tesi di laurea sul sequestro Mazzotti
Quello di Cristina Mazzotti nel 1975 fu il primo rapimento che vide per ostaggio una donna, un caso che sconvolse l’Italia intera per la ferocia e la stupidità, tornato al centro della cronaca dopo 49 anni con il processo in Assise. Ma quella di Cristina è in realtà una tragedia mai dimenticata che oggi il cronista e amico di famiglia Emilio Magni racconta nel libro “Il rapimento di Cristina Mazzotti. Una buca, 5 centimetri d’aria”, (Mursia, pagg. 178, Euro 14,00), una toccante testimonianza che getta nuova luce su una della pagine più nere della cronaca italiana, quella in cui l’appena diciottenne Cristina Mazzotti, fu rapita il 1° luglio 1975 e uccisa con feroce stupidità dalla ’ndrangheta. Sottoposta a una prigionia crudele, il suo corpo senza vita fu ritrovato in una discarica in un paese della provincia di Novara.
“Cristina è sempre stata una ragazza entusiasta della vita, allegra, ma anche misurata”, dichiara Emilio Magni, “Con questo libro, non ho voluto solo ricostruire l’intera vicenda criminale e giudiziaria, ho voluto raccontare a chi non la conosceva chi era davvero Cristina, per renderle finalmente giustizia, facendola ricordare per quella che era davvero, una donna semplice e stupenda”.