(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2024 - (AGENPARL) – mer 11 settembre 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 11/09/2024, ore 11:29
Nota ai media!
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I lavori del plenum vengono trasmessi in diretta sulla homepage www.consiglio-bz.org e sul canale YouTube del Consiglio provinciale. Su quest’ultimo è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consigliere.
Consiglio
Lavori Consiglio: Ridurre il numero dei caselli autostradali 2, Uscire dalla Convenzione di Berna, TPL: priorità ai residenti
**Voti di Süd-Tiroler Freiheit e JWA Wirth Anderlan, mozione di Für Südtirol mit Widmann. **
È ripresa questa mattina, in Consiglio provinciale, la discussione, iniziata, del Ridurre il numero dei caselli autostradali e introdurre sistemi di pagamento moderni, con il quale Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) chiedeva di sollecitare il Parlamento e il Governo (1) a introdurre un sistema di riscossione del pedaggio Free Flow senza caselli autostradali; (2) a introdurre nel contempo il calcolo digitalizzato del pedaggio commisurato alla tratta percorsa. Il sistema Free Flow, ha spiegato il proponente, è stato già adottato in Francia, dove vigeva un sistema come quello attuale in Italia, non piú in passo con i temi anche per l’occupazione del territorio, come è evidente a Vipiteno.
In replica, l’ass. Daniel Alfreider ha riferito di aver raccolto informazioni da parte dalla A22 e che il voto non si può approvare perché non ha senso organizzare un sistema di pedaggio diverso da tutti gli altri, lo stesso vale per un’eventuale “vignetta”. Già ora il pedaggio è commisurato alla tratta percorsa. Tuttavia, rimane l’obiettivo di rafforzare i pagamenti digitali affinché non si creino code: le infrastrutture sono già disponibili e possono essere implementate. Bernhard Zimmerhofer ha ribadito che con la propria proposta, si ridurrebbe la cementificazione risparmiando prezioso terreno edificabile, e si è stupito che Köllensperger non avesse sostenuto un’iniziativa di sviluppo tecnologico, aggiungendo che si aspettava sostegno dai Verdi in quanto progetto di tutela dell’ambiente. Il voto è stato votato per parti separate e respinto: le premesse con 17 no, 6 sì e 10 astensioni, il punto (1) con 7 sì, 17 no e 9 astensioni, il (2) con 7 sì, 17 no e 9 astensioni.
Andreas Colli (JWA Wirth Anderlan) ha quindi presentato il Uscire dalla Convenzione di Berna o revocarla (presentato dai conss. Colli e Wirth Anderlan il 13/06/2024), al fine di invitare il Parlamento e il Governo (1) a sollecitare e dare mandato al Governo di prendere tutte le misure necessarie per revocare la Convenzione di Berna del 19 settembre 1979, “Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa” (ETS n. 104), relativamente ai grandi carnivori come il lupo e l’orso, (2) inoltre, a modificare lo status dei grandi carnivori da “particolarmente protetti” a “protetti” e a prevederne la caccia nella legislazione nazionale in materia (legge 11 febbraio 1992, n. 157), nonché a sostenere tutte le iniziative per proteggere dai grandi carnivori l’agricoltura e l’alpeggio tradizionali. Secondo il proponente, le affermazioni degli esperti relative alla possibile convivenza con questi animali non si sono rivelate veritiere, e le misure di protezione attualmente impiegate sono costose e poco utili, anche perché il numero dei branchi sta aumentando. Se non si potranno più portare gli animali al pascolo si perderà anche un’importante tradizione culturale. La Convenzione di Berna ha 45 anni ed è ormai anacronistica.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto il voto, ritenendo la tutela dai grandi carnivori molto importante per l’agricoltura e gli alpeggi. Molti soldi sono stati investiti nelle infrastrutture che portano agli alpeggi, di grande importanza per l’ambiente rurale, e la situazione attuale non è per nulla positiva. Ci si chiede come mai i prelievi siano possibili in Austria, che pure appartiene alla UE.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha evidenziato che la richiesta di uscire dalla Convenzione di Berna è fatta spesso anche dalla SVP, che chiede la modifica dello status del lupo. Il voto non è un’arma molto efficace, ma è importante comunque sostenere questa proposta che anche la SVP predica.
Franz Locher (SVP) ha evidenziato che si era discusso più volte dle tema in Consiglio. Gli agricoltori sono molto preoccupati, ma è davvero realistico che lo Stato italiano esca dalla Convenzione di Berna? Oltretutto, essa non riguarda solo i grandi carnivori ma anche altre specie. Per modificare la direttiva Habitat, inoltre, serve un voto unanime. Non c’è una soluzione facile, e a livello nazionale attualmente non c’è una volontà di uscire. Comunque il problema non è tanto la Convenzione di Berna, quanto la modifica dello status di protezione. 15 Stati membri possono abbattere i lupi: ogni stato fa la sua politica: Avendo presentato una mozione in tal senso, Locher ha chiesto a Colli se è possibile collaborare.
Sven Knoll (Süd-Tiroler freiheit) ha ammesso che ovunque possono essere eseguiti prelievi, “e nell’Autonomia migliore dle mondo questo non è possibile”. Le persone, i contadini vengono lasciati soli, mentre i loro animali vengono sbranati. Knoll ha ricordato una mozione in merito approvata al Dreier Landtag di Merano, respinta dal suo gruppo in quanto non rendeva possibile un unico prelievo, e chiarito che la proposta di Colli non si riferiva all’intera Convenzione ma solo alla caccia di lupo e orso. Ha chiesto poi cosa la maggioranza proponeva in alternativa, e proposto di confrontarsi in Consiglio per elaborare un testo.
Di nuovo Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiesto, in merito alle autorizzazioni per i prelievi oggetto di ricorso, qual è lo stato attuale.
Waltraud Deeg (SVP) ha ribadito che in Consiglio si era spesso parlato del tema; era necessario identificare un percorso comune per conciliare grandi predatori e alpeggi; ci si domanda se l’uscita dalla Convenzione di berna lo sia. La sensazione di sicurezza diminuisce se le persone hanno la sensazione di non potersi proteggere, tuttavia serve anche un lavoro di sensibilizzazione, dato che la maggior parte delle persone vivono e lavorano in città. Ha chietso a Colli di sospendere il voto per riformulare un testo comune e dare all#esterno il segnale che si intende risolvere il problema.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan), co-firmatario, ha rilevato che molti masi sono stati abbandonati, non solo per carico burocratico ma anche per il problema di lupo e orso. le misure introdotte non sono state efficaci. 7 anni fa il pres. Kompatscher e l’ex ass. Schuler hanno ammesso che la reintroduzione di lupo e orso era fuori controllo, e si erano espressi per un abbassamento dello status; nel 2024 lo stesso kompatscher aveva ritenuto necessario che i responsabili intervenissero: “Ma chi sono i responsabili che devono intervenire?”.
L’ass. Luis Walcher ha riferito di un confronto tra assessori all’agricoltura di tutta Italia e dell’arco alpino, interessati alla Convenzione: essa contiene vari allegati, il tema riguarda l’allegato 2, relativo alle specie particolarmente protette. Modificare lo status di protezione del lupo non è così semplice: serve una maggioranza di ¾ dei componenti della commissione competente e di ? all’interno della commissione permanente. La Svizzera si è già attivata nel 2001 e 2013, ma senza successo. Anche uscire dalla Convenzione non cambia la situazione, perché continua a valere la direttiva Habitat che la recepisce; anche la modifica dello status è complicata, ci vogliono alcuni anni, e poi è necessaria una modifica dello Statuto per permetterne la caccia. Si chiederà un incontro urgente al Ministero dell’Agricoltura, che si auspica entri in contatto con quello dell’Ambiente. Poiché ci si sta già muovendo, bisognerebbe rinviare il voto. In quanto alla decisione del tribunale, si è in attesa della sentenza per capire se la sospensione viene prorogata o no. Andreas Colli ha ritenuto che tutti gli strumenti a disposizione non fossero stati utilizzati in passato, e ha respinto la richiesta di sospensione del voto, aggiungendo che la questione è tuttora sottovalutata. se si desiderava un confronto, questo sarebbe stato possibile dal deposito del voto a giugno fino a oggi. Messo in votazione per parti separate, il voto è stato respinto: le premesse con 20 no, 9 sì e 5 astensioni, il punto (1) con lo stesso risultato, il punto (2) con 20 no, 13 sì e 1 astensione.
Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) ha quindi presentato la TPL – Priorità d’accesso per la popolazione residente, con la quale chiedeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a prevedere un progetto pilota per far accedere prioritariamente alla funivia del Renon la popolazione residente; (2) a verificare quali altre strutture del TPL necessitino di analoghe corsie preferenziali nonché come si possa realizzarle. A Venezia, ha detto il proponente, il sistema di corsie preferenziali è stato introdotto e dopo le iniziali difficoltà si è rivelato utile e opportuno.
Paul Köllensperger (Team K) ha sostenuto la proposta, ricordando di aver proposto di modificare la Guest card introducendo una corsia preferenziale per chi ha l’alto Adige Pass: ma la Giunta non ha reagito. Anch’egli ha ricordato l’esperienza di venezia, con un pass per i residenti: in Alto Adige si potrebbe fare appunto con l’Alto Adige Pass, soprattutto per la funivia del Renon.
Anche Sven Knoll (Süd-tiroler Freiheit) ha sostenuto la mozione, evidenziando che la popolazione locale usa la funivia non per diletto ma per andare al lavoro. Il problema è presente anche in Venosta, e ci vuole una soluzione per la popolazione locale. Bisogna pensare in futuro a come gestire determinate destinazioni turistiche, altrimenti la popolazione locale vedrà con sospetto il turismo. Knoll ha ricordato una sentenza in Tirolo in base alla quale la clausola di residenza non era conforme alle norme UE, e chiesto un chiarimento in merito.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha annunciato voto a favore, ricordando domande simili poste dal proprio gruppo all’ass. Alfreider già nella scorsa legislatura. È importante trovare una soluzione quanto prima, anche se non le piace che si divida i locali dai turisti: c’è bisogno di un turismo che sia accettato dalla popolazione locale, di un buon turismo – già in passato lei aveva messo in guardia verso l’overtourism. In commissione ha pertanto chiesto un confronto sul tema, perché c’è bisogno di dati concreti. Servono corsie preferenziali per chi si reca al lavoro o a scuola, ma non limitandole ad altoatesini o a chi è nato qui.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiarito che deve essere possibile raggiungere scuola e lavoro con i mezzi pubblici, per questo è positivo il punto (2), poiché andrebbero incluse tutte le funivie che fanno parte del sistema Alto Adige pass. Ci potrebbe essere un biglietto combinato per residenti per accedere a tanti tipi di strutture. Egli sosterrà la proposta di Widmann.
L’ass. Daniel Alfreider ha ricordato di aver già incaricato i responsabili STA di cercare una soluzione, con interventi di tipo edilizio per le corsie preferenziali e introducendo un sistema che funzioni dal punto di vista giuridico. I primi interventi, come detto ieri, verranno fatti a novembre, e poi a marzo; ci vogliono comunque le concessioni edilizie dei Comuni, con quello di Renon si collabora molto bene. Visto che i lavori sono già stati avviati, non è sensato approvare la mozione: l’anno prossimo ci sará l’accesso prioritario. In quanto alle code, esse non sono al mattino, quando si muovono i pendolari. Si sta lavorando a una nuova iniziativa di abbonamento per tutto l’Alto Adige per il 2025. Thomas Widmann ha ammesso che la combinazione con Alto Adige Pass sarebbe la cosa migliore, e ricordato che la soluzione funziona a Venezia. I requisiti edilizi alla funivia del Renon già ci sono, non servono interventi complicati; le code alla stessa funivia ci sono anche all’orario in cui i bambini escono da scuola e la sera. Widmann ha quindi dato ragione a Foppa: non bisogna creare un divario, tuttavia se i turisti iniziano la propria passeggiata mezz’ora dopo non succede nulla. Intervenire ridurrebbe la disaffezione verso il turismo. Ha quindi chiesto votazione per parti separate. Messa in votazione, la mozione è stata respinta: premesse e punto (1) sono stati respinti ciascuno con 18 no e 16 sì, il punto (2) è stato pure respinto, con 17 sí e 17 no.
(continua)
**MC**
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