(AGENPARL) – lun 15 luglio 2024 **Rapporto Irpet, Giani: “Economia tiene. Occorrono salario minimo,
formazione e sicurezza”**
/Scritto da Federico Taverniti, lunedì 15 luglio 2024 alle 18:48/
Presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati il rapporto Irpet sull’economia
toscana. Insieme al presidente Eugenio Giani, che ha fatto un saluto in
apertura, sono intervenuti anche l’assessora a lavoro e formazione
Alessandra Nardini e l’assessore a economia e turismo Leonardo Marras.
“La tenuta dell’economia toscana, come si evince dallo studio, è buona –
ha detto il presidente Giani -. In un momento in cui, a livello nazionale,
all’andamento economico si associano spesso i termini di crisi e
recessione. Ci sono luci e, accanto a queste, alcune criticità. Vanno bene
il turismo e alcuni settori forti nell’export, come la gioielleria, la
farmaceutica, l’agroalimentare, la meccanica dove è rilevante l’impatto
dell’innovazione sul buon risultato. Il profondo legame tra atenei, imprese
e centri di ricerca si riflette sulla crescita di start up in settori
chiave come la robotica e l’intelligenza artificiale. Anche il lavoro
mostra segnali confortanti, con il mercato toscano che indica una tendenza
verso la piena occupazione”.
Contemporaneamente non si possono nascondere le difficoltà. “Il settore
della moda – ha aggiunto – sta vivendo un momento delicato. Abbiamo aperto
due tavoli: uno specifico su pelletteria e comprensorio del cuoio, e uno
più generale che abbraccia il settore tessuti e filati e che interessa
tutta l’area della piana fiorentina e quella pratese. Sul versante
occupazione i punti deboli si trovano nella precarietà e nel livello dei
salari. Ritengo fondamentale arrivare ad un salario minimo ed incentivare
la formazione per incrementare la possibilità di soddisfare una domanda di
qualità. Senza poi trascurare la sicurezza. Tutti ambiti chiave che ci
obbligano ad intervenire insieme alle parti sociali”. “Concludo
annunciando che accanto alla misura dei nidi gratis, a settembre
introdurremo anche i libri gratis per le famiglie sotto un dato livello
Isee. Questo per non creare percorsi formativi di serie A e serie B, cosa
che in Toscana non dovrà mai accadere”.
Ampio e articolato l’intervento dell’assessora a formazione e lavoro
Alessandra Nardini. “Il tema dell’inverno demografico è tra quelli
chiave e non è risolvibile né con bonus né con la vergognosa proposta
sul reddito di maternità. Dobbiamo agire favorendo l’occupazione giovanile
e femminile, con strumenti concreti come quelli che in Toscana abbiamo
adottato: formazione e diritto allo studio, sostegno alle giovani famiglie
con nidi gratis e progetti innovativi di welfare aziendale per agevolare la
conciliazione tempi di vita e di lavoro. Decisivo poi il tema salariale: i
giovani abbandonano il nostro Paese perché altrove vengono adeguatamente
valorizzati anche dal punto di vista retributivo e possono beneficiare di
migliori strumenti di conciliazione. Per mettere in campo politiche mirate
aderenti ai bisogni dei vari territori toscani abbiamo deciso di seguire il
metodo della concertazione: continuo ascolto e confronto con le parti
sociali. Un metodo che non è forma ma sostanza. Altri due punti chiave
sono la necessità di far crescere tutta la Toscana e alla stessa
velocità, supportando la Costa, che in questi anni ha sofferto di più, e
le aree interne; ed il tema immigrazione. Va superata la becera propaganda
che abbiamo purtroppo dovuto ascoltare in questi anni, secondo la quale gli
immigrati sottrarrebbero lavoro. Si deve cancellare l’ingiusta Bossi-Fini e
adoperarsi per una nuova politica migratoria e una adeguata gestione dei
flussi. Abbiamo bisogno di formare chi arriva nel nostro Paese, di
riconoscere le competenze che già possiedono ed aiutare queste persone ad
inserirsi nel mondo del lavoro in maniera legale, contrastando così anche
fenomeni di sfruttamento lavorativo”.
Chiusura con la richiesta di una vera politica industriale a livello
nazionale, “noi in Toscana stiamo investendo moltissimo su formazione e
politiche attive del lavoro per le quali abbiamo ingenti risorse e
molteplici misure, dal Pnrr al Fondo Sociale Europeo, passando per il Nuovo
Patto per il Lavoro. Ma ovviamente serve una vera politica industriale a
livello nazionale che tracci la rotta.” Infine una particolare attenzione
verso il settore moda:” Seguiamo molto da vicino le difficoltà del settore
della moda, a partire da pelletteria e cuoio: abbiamo chiesto al Governo
l’attivazione di ammortizzatori sociali per scongiurare perdita di posti di
lavoro e di competenze.”
Chiusura da parte dell’assessore Marras. “Un primo dato che emerge è il
ritorno ad una fase di stagnazione pre pandemia. Una situazione che
riguarda anche gli altri paesi europei. Ci sono fenomeni globali che non
possiamo governare, ma sui quali, quanto meno, possiamo agire a livello
locale contribuendo anche al dibattito nazionale e europeo: energia,
ricerca, infrastrutture, innovazione digitale”. Quello demografico è il
secondo, enorme, tema. “Immigrazione, attrazione dei talenti,
posizionamento internazionale delle produzioni e del sistema della ricerca.
Strumenti che consentono di aggredire il problema centrale delle
retribuzioni e della povertà dei salari in Italia. Ci vogliono politiche
economiche e fiscali adeguate che favoriscano il lavoro e non la rendita.
Che vadano incontro ai bisogni delle micro e piccole imprese, ossatura
dell’economia toscana. Ritengo – ha concluso l’assessore – che quanto
emerge dal rapporto Irpet indichi la necessità di mettersi tutti intorno
ad un tavolo per rinnovare il patto con le autonomie locali, i sindacati,
la rappresentanza delle imprese. Il tutto nella direzione di migliorare le
condizioni dei lavoratori, le retribuzioni e i salari, innalzare i livelli
della produttività e favorire gli investimenti produttivi per consolidare
la nostra competitività a livello internazionale”.
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