
(AGENPARL) – gio 04 luglio 2024 P.A.M.A.T.
PREVENZIONE ABUSO MINORI
ASSOCIAZIONE TOSCANA
Via del Serraglio, 38 – Prato
Comunicato stampa
Il Progetto Io ci credo della Pamat per
contrastare il cyberbullismo e conoscere
la Costituzione
In classe come in tribunale, studenti
diventano giudici, avvocati e imputati.
Coinvolti oltre 400 studenti e – per la
prima volta – anche i genitori
Prato, 4 luglio 2024 – Pamat, l’associazione attiva da oltre trent’anni per
la prevenzione e il contrasto dell’abuso sui minori, continua a essere in
prima linea per far conoscere i principi e i diritti tutelati dalla
Costituzione, promuovere l’uso consapevole dei social network e
combattere il cyberbullismo. Lo fa, in particolare, attraverso il progetto
Io ci credo, dedicato ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo
grado del territorio pratese.
Quest’anno hanno partecipato al progetto quattro istituti con oltre 400
tra studenti e studentesse. Per la prima volta sono stati coinvolti anche i
genitori con alcuni incontri informativi sull’uso dei social network allo
scopo di favorire un’“educazione digitale
Significativa l’adesione del Comprensivo Statale “Filippo Mazzei” di
Poggio a Caiano che ha visto la partecipazione di oltre 150 ragazzi delle
sette classi di terza media.”.
In alcuni casi gli spazi delle classi sono diventate aule di tribunale dove
ragazze e ragazzi si sono trasformati in giudici, avvocati e pure imputati in
processi simulati, molto vicini alla realtà. Come le classi terze delle sezioni
C e G dell’Istituto Mazzei, con le insegnanti Francesca Capecchi ed
Elisabetta Celotto, che sono state impegnate con la simulazione di
processo penale dedicato a una singolare vicenda di diffamazione online.
In entrambi i casi il processo si è concluso con la condanna dell’imputato
Un drappello di avvocati- volontari di Pamat si è impegnato in diverse
scuole. Del gruppo fanno parte Andrea Di Gregorio, Elena Casavecchi,
Michele Verrucchi, Francesca Sbragia, Annalisa Ballerini, Irene Cecchi,
Carlo Ciabatti, Maria Lucarini e Stefano Nanni.
Il progetto Io ci credo ha uno schema ormai consolidato. È previsto un
primo incontro, una sorta di lezione frontale, riguarda i principi
fondamentali e i diritti di libertà tutelati dalla Costituzione italiana e
dalla Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo. In questa fase
viene affrontato anche il tema dell’uso corretto e consapevole dei social
network, puntando i riflettori su bullismo e cyberbullismo.
Si passa poi all’avvincente fase di laboratorio – preceduta da un incontro
propedeutico sui principi generali del processo penale – che viene
dedicata alla simulazione di un caso giudiziario di diffamazione online
realmente accaduto. Un’esperienza molto diretta che appassiona ragazze
e ragazzi e ha il potere di accrescere la loro conoscenza giuridica e la
consapevolezza rispetto all’uso dei social network.