(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2024(AGENPARL) – gio 16 maggio 2024 **Migliora la sanità toscana secondo il “Bersaglio” del laboratorio
Mes del Sant’Anna**
/Scritto da Walter Fortini, giovedì 16 maggio 2024 alle 15:12/
Più frecce nel bersaglio, quello che il Laboratorio management e sanità
della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa costruisce ogni anno e che
sintetizza i punti di forza e di debolezza del sistema sanitario della
regione. Dalla giornata di riflessione con manager e rappresentanti
istituzionali che si è svolta stamani, giovedì 16 maggio, al centro “Il
Fuligno” di Firenze emerge come la sanità toscana sia migliorata nel
2023 rispetto all’anno precedente, con indicatori stabili o in crescita
superiori per numero a quanto era accaduto nel 2022. Sopratutto migliorano
valori importanti e pesanti e indicatori che da sempre erano stato critici.
Certo le difficoltà non mancano, come racconta nei saluti iniziali
l’assessore al diritto alla salute, e le sfide aperte sono più di una: il
problema della risorse insufficienti stanziate a livello nazionale e che
non tengono conto dell’inflazione e del conseguente aumento dei costi, la
sostenibilità del sistema sanitario pubblico universalistico,
l’innovazione organizzativa da mettere in campo per rispondere ai bisogni
sanitari mutati di una popolazione cambiata e che cambierà nella sua
composizione demografica, le liste di attesa, l’appropriatezza che non
riguarda solo le prescrizioni di farmaci ed esami diagnostici ma anche
l’appropriatezza dei percorsi, con l’obiettivo di organizzare e programmare
quelli giusti e con minori colli di bottiglia e meno passaggi difficoltosi,
a partire da anziani e malati cronici. La sfida è anche quella di ridurre
gli elementi di variabilità, per una crescita diffusa e risposte omogenee
da parte di tutto il sistema.
Detto questo, nella giornata che mette in fila e sintetizza i primi
risultati del 2023, i miglioramenti ci sono. Circa due terzi dei 235
indicatori sono migliorati o si sono mantenuti stabili. E in ogni caso
tanti sono quelli che mostrano performance buone o ottimali.
Si accorciano ad esempio i tempi di intervento nel caso di frattura al
femore, dove l’essere più veloci e tempestivi accresce la probabilità di
pieno recupero, anche nel caso di soggetti anziani. Le percentuali di
interventi realizzati nei primissimi giorni, entro il target ottimale,
superano per la prima volta l’80 per cento. Per rimanere sulla qualità e
sicurezza delle cure, nel complesso appare positiva la gestione del rischio
clinico e buono e stabile il dato sulle dimissioni volontarie da ricovero a
livello regionale.
Dai dati appare anche che il collegamento tra ospedale e territorio sta
migliorando e come gli investimenti sulle cure intermedie e di transizione
stiano funzionando. Spazi di miglioramento, secondo il Sant’Anna, ancora
esistono invece nell’appropriatezza medica e diagnostica: dall’analisi
emergono infatti esami e trattamenti potenzialmente evitabili o non
appropriati. Sui farmaci si registra un ricorso agli antidepressivi più
elevato rispetto al resto d’Italia mentre ancora è limitato il ricorso al
controllo del dolore sul territorio.
Si riducono, elemento positivo, i parti cesarei e più tempestivi si sono
fatti gli interventi di chirurgia oncologica, merito del lavoro fatto sugli
screening, della prevenzione e delle diasgnosi precoci ma esito pure dei
passi in avanti fatti dalla scienza. Ancora basso, ma in ripresa rispetto
allo scorso anno, è il volume di attività fisica adattata, utile a
promuovere stili di vita sani negli anziani. Da migliorare anche i tempi di
attesa in pronto soccorso nei casi in cui gli accessi diventano un
ricovero: per quattro pazienti su dieci passano più di otto ore.
Cresce anche il tasso triennale di mortalità per suicidi, tornata quasi ai
livelli pre Covid. Sul fronte delle liste di attesa il Mes del Sant’Anna
registra l’incremento delle prestazioni ambulatoriali offerte (visite ed
esami sono molto superiori al 2019) ma critici rimangono ancora i tempi di
attesa. Positivi invece i segnali sui ricoveri di chirurgia elettiva.
Sul fronte della digitalizzazione, mentre la Regione è in attesa
dell’adozione della piattaforma regionale che sarà unica per tutte le
regioni, televisite e prescrizioni digitali appaiono stabili: in crescita
le televisite cardiologiche. Ultimo capitolo: l’uso dei fondi Pnrr. Circa
l’80 per cento dei lavori previsti in Toscana sono stati avviati. Quanto
alla riforma della sanità territoriale l’infermiere di famiglia e di
comunità è già una realtà nel 90 per cento del territorio toscano: un
infermiere in media ogni 3.253 abitanti, in linea con lo standard
nazionale.
NOTA. Il comunicato è stato redatto in forma impersonale in ottemperanza
alla disposizioni sulla par condicio scattate con l’indizione dei comizi
elettorali per le elezioni europee ed amministrative dell’8 e 9 giugno 2024