(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2024(AGENPARL) – mer 15 maggio 2024 COMUNICATO STAMPA
Cagliari, 15 maggio 2024 – L’intervento di replica della presidente della Regione, Alessandra Todde, a seguito della discussione in Consiglio regionale sulle dichiarazioni programmatiche sul programma di governo.
Di seguito la traccia del suo intervento.
Signor Presidente, onorevoli Consigliere e Consiglieri, Signori Assessori e Assessore della Giunta, per prima cosa permettetemi di ringraziare tutte le colleghe e i colleghi intervenuti in aula.
Ho ascoltato con molta attenzione i vostri interventi: ogni contributo è prezioso, ogni analisi fatta è legittima ma ogni interpretazione è politica.
Parole a vuoto, demagogia, libro dei sogni, superficialità, ingenuità, incompetenza, mancanza di visione, di idee e di progettualità. Queste sono alcune delle parole più utilizzate da alcuni esponenti della minoranza che hanno evidenziato quanto le mie dichiarazioni programmatiche siano state ritenute inadeguate o insufficienti.
Certo non ho utilizzato “un filo d’orbace capace di tessere tutte le specifiche tematiche del programma” come hanno fatto miei autorevoli predecessori ma le mie dichiarazioni programmatiche hanno un vantaggio: la loro semplicità le rende comprensibili, controllabili, concrete. Uno schema semplice da utilizzare nel futuro per controllare l’avanzamento del nostro patto con i cittadini. Per misurare il nostro impegno e la nostra efficacia.
Non viene spiegato il come è stato detto. Non era questo il mio obiettivo. Ciò che invece volevo era riprendere il programma condiviso con coloro che hanno deciso di darci fiducia e ribadirlo come un impegno formale davanti al consiglio. Riprendere una visione di Sardegna che è stata premiata dagli elettori, perché se siamo qui a governare la nostra amata regione è perché i numeri sono numeri e dicono che ne abbiamo diritto. E mi fa piacere che alcuni esponenti della minoranza lo abbiano ritenuto un programma condivisibile ed ambizioso. A dimostrazione che ci confronteremo, a volte anche aspramente sul come realizzarlo, ma non ci saranno divisioni pregiudiziali o ideologiche su cosa realizzare.
Vorrei con questa replica chiarire i dubbi di metodo e di merito che sono stati sollevati.
Abbiamo giurato il nove di aprile scorso e la Giunta si è presentata al cospetto di questo Consiglio al completo. E così, mentre la scorsa legislatura, nel primo mese si lavorava a ranghi ridotti con un terzo degli assessori ed i risultati del primo mese non sono degni di nota, questa giunta si è riunita sette volte, approvando diverse decine di delibere e ritirandone altre della precedente legislatura e proponendo un disegno di legge.
Sono orgogliosa della nostra Giunta e dei suoi assessori e certo, non è facile ascoltare giudizi di mediocrità quando nella precedente Giunta si sono raggiunte delle vette di competenza così elevate. E mi sorprendo dello scandalo suscitato da un assessore alla Sanità non sardo.
Considerata la situazione della sanità sarda, con i bilanci mancanti di tutte le ASL dal 2022, che non trasmette i dati ad Agenas per il monitoraggio sempre dal 2022 non mi pare che essere sardi abbia fatto la differenza.
Mi auguro saremo giudicati in modo leale e onesto dai fatti e dai risultati che saremo capaci di portare a casa.
Abbiamo strutturato i nostri uffici utilizzando la legislazione vigente, e costruito così la nostra squadra. Alcuni di voi hanno parlato di maxi-staff e di compensi omettendo di ricordare che la legge vigente è stata ereditata dalla precedente legislatura. Ma voglio rassicurarvi: useremo le figure funzionali al lavoro che dobbiamo svolgere e molte non le nomineremo. Una nota di colore sul compenso del segretario generale: è strutturato con un fisso (più basso dei suoi predecessori) ed un variabile che prenderà solo ad obiettivi chiari e raggiunti. A differenza del passato dove il variabile veniva suddiviso mensilmente ed incassato indipendentemente dal raggiungimento degli obiettivi di fine anno.
E adesso andiamo al merito.
Voglio partire dall’asse programmatico che più risposte deve dare ai sardi, la Sanità.
Abbiamo ereditato due anni, ricordiamo, senza bilanci e dati non trasmessi, un possibile taglio ai fondi del PNRR gia programmati di 47 milioni. Abbiamo passato il primo mese a smontare e censire i danni lasciati, inclusa la delibera sui nuovi ospedali mentre il nostro fondo di sviluppo e coesione rischia di perdere decine di milioni per la ristrutturazione degli ospedali che non sono stati programmati.
Nel frattempo, però abbiamo approvato l’adozione del programma di rilevazione e gestione delle infezioni in ambito chirurgico ed il piano di potenziamento della rete regionale di cure palliative. Abbiamo dato il via libera alla riapertura dei termini del procedimento di accreditamento delle strutture sanitarie destinate all’erogazione di cure domiciliari e alla programmazione della spesa pluriennale per il programma di potenziamento dei servizi di telemedicina previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Abbiamo deliberato i finanziamenti per i centri antiviolenza, due milioni. E questi sono solo i primi interventi tra quelli che abbiamo programmato. Raccontare quanto è stato possibile fare nel primo mese costruisce una metrica concreta e reale e racconta di come stiamo ricostruendo la fiducia con i cittadini.
E sono orgogliosa che l’assessore alla Sanità, in queste settimane di lavoro, abbia incontrato anche la dottoressa Irene Testa, Garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Perché anche nelle carceri la sanità è un diritto inalienabile, così come per ciascun cittadino.
Adesso dobbiamo con urgenza approvare i bilanci, riorganizzare le ASL ed il centro prenotazioni su base territoriale e dedicare risorse per permettere un numero maggiore di visite specialistiche in prossimità dei territori di necessità. Quali risorse? Per esempio, parte di quelle che la giunta precedente non è riuscita a programmare. E sono molte. Questo avrà un impatto concreto sulle liste d’attesa.
I problemi da affrontare sono tanti, soprattutto nei territori, e dobbiamo risolverli in fretta. Anche se nessuno di noi ha la bacchetta magica e quindi bisognerà lavorare molto e soprattutto di squadra con tutti i protagonisti del servizio sanitario.
Sul tema trasporti, qualcuno ha detto che l’attuale giunta ha addirittura fatto peggio rispetto alla precedente. Una bugia. E anche su questo voglio fare chiarezza. Per riprendere quel concetto di onestà cosi tanto sottolineato dall’onorevole Schirru nel suo intervento.
Il nuovo bando per la continuità territoriale è stato realizzato prima del giuramento dei consiglieri e dell’insediamento della giunta con il modello di continuità vigente, nello specifico il 4 aprile. Non perché gli uffici siano impazziti ma perché era l’unica soluzione possibile, visto che l’attuale affidamento del servizio di continuità territoriale scadrà ad ottobre 2024 e vi erano delle scadenze da rispettare.
Riaprire le trattative sia con il Ministero dei Trasporti che con la Commissione Europea (che sarà rinominata a seguito delle elezioni europee di giugno) e rispettare la normativa dell’UE che prevede che i bandi debbano essere pubblicati almeno sei mesi prima dell’avvio del servizio non era compatibile con la data del 26 Ottobre 2024.
Quindi, visti i tempi necessari per modificare il bando per la continuità territoriale, non c’era una reale alternativa alla soluzione da noi adottata allo scopo di evitare l’interruzione del servizio, come ha già ben chiarito l’assessora dei trasporti Barbara Manca, mentre il nuovo modello – a cui gli uffici dell’assessorato stanno già lavorando – non potrà partire prima dell’ottobre 2025.