(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2024(AGENPARL) – sab 11 maggio 2024 https://www.aduc.it/articolo/marziano+al+ministero+della+giustizia+carlo+nordio_37545.php
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Un marziano al ministero della Giustizia. Carlo Nordio
“Oggi dobbiamo scontrarci anche con il problema del fentanyl. Sappiamo che, per la prima volta in Italia si è aperta un’indagine, teniamo conto che in America ci sono stati 60mila decessi per il fentanyl. È una droga sintetica che costa molto poco ma è un forte stimolo per la delinquenza organizzata. Sappiamo che è sufficiente un mezzo grammo per uccidere una persona o per produrre danni irreversibili. Questo sarò una fortissima sfida”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, parlando al 36esimo congresso dell’Associazione nazionale magistrato, in corso a Palermo (1).
Sembra arrivato qualche ora fa dal Pianeta Marte, questo ministro della Giustizia che parla della pericolosità delle droghe, sanitariamente e civicamente.
Sembra che non sappia che altrettanto vale per sostanze, tipo cocaina, diffuse capillarmente sul territorio e acquistabili a prezzi sempre più competitivi grazie ad una diffusa rete di spacciatori che fanno capo a narcotrafficanti, con uno dei principali hub europei nel porto di Gioia Tauro e la ‘ndrangheta italiana (ex-calabrese) che gestisce i mercati europei in combutta e concorrenza con altre malavite a partire dai porti di Rotterdam e Anversa.
E poi l’eroina che arriva dai mercati orientali che approdano con le loro navi nei porti pugliesi.
E che dire delle innumerevoli droghe sintetiche che arrivano da ogni luogo e con laboratori di preparazione (grazie anche alle materie prime cinesi) essenzialmente in Olanda e Spagna.
E la cannabis (quella non prodotta dai pochi autocoltivatori clandestini per il proprio consumo) che arriva dal Marocco e dall’Albania.
etc etc.
Sì, abbiamo un marziano che oggi a Palermo, ai suoi sodali della magistratura ha ricordato quello che tutti sanno da anni e che ora sta cominciando a prendere piede anche in Italia, il fentanyl che ammazza.
Fenomeno verso il quale il suo ministero, con quello dell’Interno e col Parlamento finto inconsapevole, si apprestano a quello che loro chiamano “porre rimedio”. Con presunta incentivazione di azioni e controlli di polizia, aumento di arresti e detenzioni in carceri che già esplodono per il permanere del sovrannumero di detenuti. Tutto tranne avviare un processo di legalizzazione che sottragga la materia prima ai piccoli e grandi delinquenti, dove questi ultimi alimentano anche la corruzione verso istituzioni di ogni tipo.