
(AGENPARL) – lun 29 aprile 2024 ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2024
Priorità ed esigenze dell’industria del territorio romagnolo
Confindustria Romagna, con la propria forza imprenditoriale, si sente impegnata al confronto
ed alla collaborazione con i Candidati e quindi con l’Amministrazione Comunale eletta, per un
migliore futuro della Comunità Romagnola, assolvendo con ciò al suo ruolo civico e mettendo
a disposizione le proprie idee e competenze.
Il rapporto tra le amministrazioni pubbliche locali e le Associazioni di categoria, in un mondo
sempre più complesso, va rafforzato intensificando il coinvolgimento della rappresentanza
delle imprese, come interlocutore privilegiato, non solo nella fase comunicativa delle decisioni
assunte ma soprattutto in una partecipazione preventiva e più ampia nel momento delle scelte
ed indirizzi amministrativi.
1. QUADRO GENERALE
Il territorio romagnolo è caratterizzato da una vocazione imprenditoriale di alto livello: la sua
storia e i suoi numeri rappresentano un tessuto economico trainato da piccole e medie aziende
dinamiche che lo rendono attrattivo, come dimostra la rappresentanza di player internazionali
in alcuni settori di eccellenza – ad esempio i comparti chimico, energetico, logistico,
agroalimentare, nautico, tessile e calzaturiero, turistico-congressuale e wellness.
Il 2023 era iniziato brillantemente e poi è stato stravolto a maggio dall’alluvione: il 2022 aveva
chiuso con un PIL al +3,7%, per il 2023 concluso il nostro Centro studi si aspetta un +0,7%. La
crescita nel 2024 è prevista al +0,5%, quando a marzo scorso la stimata oltre il doppio, +1,2%.
Anche gli investimenti sono attesi in frenata: -0,1% la stima del CSC, in forte
ridimensionamento (crescevano del 9,7% nel 2022 e invece saranno fermi nel 2024) per effetto
soprattutto di una perdurante intonazione restrittiva della politica monetaria e del minor
ammontare di investimenti realizzati con il PNRR rispetto a quanto programmato nel DEF di
aprile 2023.
In Romagna le imprese colpite dall’alluvione hanno ripristinato in tempo record
l’indispensabile per proseguire l’attività e non perdere quote di mercato, ma come abbiamo
detto più volte questo non significa che le difficoltà siano state risolte o i problemi cancellati.
Ci auguriamo che l’arrivo dei ristori possa portare un po’ di sollievo a tutte le persone colpite e
alle nostre aziende che fino ad oggi si sono rialzate da sole, con coraggio e determinazione,
senza piangersi addosso. Ribadiamo che la via maestra nella protezione del territorio è la
prevenzione, senza farsi tentare da blocchi o restrizioni che comprometterebbero fatalmente
la ripresa e la crescita di tutto il tessuto. Intervenire sulla legge urbanistica regionale
comporterebbe un severo rallentamento dell’economia, inficiando quell’attrattività che
viceversa va perseguita e incoraggiata.
Le attività produttive hanno inoltre affrontato e stanno tuttora affrontando con piglio saldo un
periodo non semplice, con variabili imprevedibili (il covid, i conflitti e l’instabilità geopolitica)
che hanno reso ancora più complicato un momento di cambiamenti profondi e rapidissimi.
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Anche qui, per sintesi, si citano i principali: transizione digitale e transizione energetica. Che
sono – come tutti i “passaggi” – momenti di transizione prima di tutto culturale.
In questo solco si inserisce la nostra riflessione su Città Romagna: un’idea di unica città
metropolitana che rafforzi tutta la regione, valorizzando le specificità e lo sviluppo armonico di
un territorio con potenzialità imprenditoriali, sociali e culturali per competere alla pari con le
zone più avanzate d’Europa.
È la Romagna il perimetro naturale e logico della nostra attività e di ogni nostra prospettiva per
rafforzare il territorio, sotto ogni punto di vista – infrastrutturale, idrogeologico, culturale e
identitario – rafforzando così l’intera Regione.
Conviviamo già con alcune storture che rendono difficoltoso confrontarsi e dialogare per lo
sviluppo armonico della comunità – ad esempio due divise Camere di Commercio, per quanto
collaborative – mentre vediamo che altre associazioni e organizzazioni stanno intraprendendo
un percorso di fusione e chi lo ha fatto da tempo oggi ne raccoglie i frutti, ha una conoscenza
più completa del territorio, dei suoi attori e delle sue diverse dinamiche, parla con una voce
sola e con un’identità meglio definita.
1.1 La Romagna delle infrastrutture
Il primo intervento concreto di questo progetto, che da suggestione si è trasformato in proposta
operativa ormai tre anni fa, ha riguardato proprio le infrastrutture e le connessioni, con un
contributo sull’alta velocità.
Perché un territorio che vuole confrontarsi e competere con il resto del mondo, dal punto di
vista industriale, turistico e culturale, deve essere facilmente accessibile: da questo punto di
vista la sua dotazione infrastrutturale è fattore di competitività imprescindibile.
Dobbiamo potere contare su collegamenti più rapidi per merci e persone, e al passo con un
mondo che si muove veloce, nella convinzione che le connessioni siano la priorità delle priorità
e non conoscano confini amministrativi o geografici: una volta arrivate in Romagna,
professionisti, studenti, turisti, container, devono essere in grado di proseguire speditamente
il proprio percorso.
Vanno dunque completati al più presto tutti i tasselli di questo mosaico che al momento è
ancora molto frammentato: secondo lo studio che abbiamo commissionato alla fondazione
ITL – istituto trasporti e logistica, le carenze del sistema ferroviario spiegano in parte perché si
continui ad utilizzare il trasporto su gomma in modo preponderante per accedere alle province
romagnole, dove pure restano da risolvere questioni annose come l’E45, per citarne una su
tutte. A questo proposito, è indispensabile la prosecuzione della E45/E55 almeno fino a
Ferrara: l’allargamento delle corsie nel tratto ravennate, attualmente in corso, è apprezzabile
ma non sufficiente. Analogamente, occorre allungare il tratto a due corsie della Statale 16
Adriatica, che oggi finisce prima di Cesenatico, fino a Ravenna.
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Noi immaginiamo la Romagna come una grande area di un milione di abitanti, in cui spostarsi
da una città all’altra diventa come muoversi da un quartiere all’altro: in questa visione, il sogno
è l’alta velocità in una posizione baricentrica.
Più nell’immediato, occorre accelerare sul potenziamento ferroviario sia con il raddoppio della
linea tra Ravenna a Castel Bolognese, sia da Ravenna a Rimini: riteniamo fondamentale un
corridoio adriatico fino a Bari, che incroci in Romagna l’alta velocità per Milano e il tutto il nord
Italia, in modo baricentrico tra fiere, aeroporti e porto di Ravenna.
I due aeroporti possono trovare una propria dimensione e giocare un ruolo importante grazie
ad un profilo di elevata specializzazione, ognuno per le rispettive vocazioni.
Il Porto di Ravenna è invece al centro di un importante e atteso ampliamento, che si interseca
con opere di rilevanza strategica nazionale come il rigassificatore, e con tutto il tema
dell’energia: in particolare, torniamo a ribadire che occorre concentrarsi di più e meglio sulle
rinnovabili.
1.2 La Romagna del sapere
Le aziende cercano personale qualificato, ma hanno difficoltà a trovarlo. Serve partire dalla
base e ridurre il gap fra scuole e imprese. È importante continuare a sostenere il progetto
universitario dei multicampus romagnoli, ampliare ai massimi livelli la collaborazione con
l’ateneo, sviluppare ulteriormente gli Istituti Tecnici Superiori e le business school. L’alternanza
scuola-lavoro deve evolversi nell’integrazione scuola-lavoro, per formare profili e competenze
che rispondano ai rapidissimi mutamenti dei mercati e alle nuove esigenze aziendali.
L’insediamento universitario va sostenuto; va favorita la partecipazione di docenti di profilo
elevato per ulteriormente qualificare l’offerta formativa; vanno ampliati i servizi per gli studenti
e per i docenti. Occorre rafforzare il rapporto tra Università e mondo del lavoro, che ha dato i
primi, positivi frutti con l’attivazione di nuovi corsi di laurea, per cogliere le necessità e le
specificità del territorio e sfruttare la ricerca scientifica dell’Università come motore di sviluppo
economico.
1.3 La Romagna attrattiva
Per garantire prosperità economica, crescita sostenibile e generazione di valore nel lungo
termine, è fondamentale creare una forte sinergia tra fattori umani, produttivi ed istituzionali,
tra territorio e reti globali, attraendo persone di talento e investimenti produttivi.
Nel primo caso, va definito un piano di attrattività che metta a valore la qualità della vita offerta
in Romagna, opportunità unica per promuovere il territorio non solo come destinazione
turistica ma come luogo ideale per vivere, lavorare e prosperare: quel lifestyle basato su un mix
di elementi che rendono desiderabile la vita in Romagna trasformandosi in fattore competitivo.
Nel secondo caso, occorre concentrarsi su semplificazione burocratica, promozione dei
cluster industriali, attrazione di investimenti stranieri, incentivi finanziari e agevolazioni fiscali.
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2. PROVINCIA DI FORLÌ CESENA
La popolazione della provincia di Forlì Cesena è fortemente concentrata nel capoluogo di Forlì
e nel (recentemente riconosciuto) co-capoluogo di Cesena. Insieme, al netto dei circondari,
Forlì con 118mila abitanti e Cesena con 97mila rappresentano più della metà dell’intera
popolazione provinciale. Anche maggiore è il loro peso economico aggregato, rappresentando
il 60% circa del PIL, della produzione industriale e dell’export. Inoltre, tra Forlì e Cesena si
concentra e si distribuisce il complesso delle infrastrutture materiali ed immateriali
fondamentali per lo sviluppo (campus universitari, centri di ricerca e innovazione tecnologica),
per l’arte, la cultura e la socialità.
Da tempo come Confindustria Romagna riteniamo che le due città, ora a maggior ragione come
capoluogo e co-capoluogo, debbano coltivare la propria specificità e valorizzare la propria
identità agendo in maniera integrata e coordinata, soprattutto sul piano delle grandi scelte e
delle decisioni programmatiche di medio e lungo termine. È in questo modo che il territorio di
Forlì-Cesena può collocarsi adeguatamente nella prospettiva della crescita e dello sviluppo di
tutta la Romagna. Riconosciamo con piacere che il mandato amministrativo che sta arrivando
a scadenza ha registrato una apprezzabile collaborazione tra le due amministrazioni, ancor più
in un quinquennio in cui il territorio ha vissuto sfide drammatiche, dalla pandemia alla tragedia
dell’alluvione.
2.1 infrastrutture strategiche
L’asse E45-E55, da un mandato all’altro, continua a riproporsi come problema irrisolto e
costantemente alle prese con interruzioni, ripristini, manutenzioni e pessime condizioni di
percorrenza. Eppure, è una connessione fondamentale nord-sud ed esige un adeguamento
sostanziale,
La questione delle fiere romagnole ha negli ultimi mesi sollevato vivaci dibattiti. In particolare,
la ventilata unificazione della Fiera di Forlì con quella di Cesena, che tuttavia soggiace – prima
di ogni altra considerazione – agli obblighi della legge Madia e ai vincoli sulle soglie minime di
fatturato. Su questo punto vorremmo essere chiari: al di là di ogni comprensibile orgoglio
localistico e delle minime ricadute della Fiera di Forlì sul territorio, essa non è oggi all’altezza
delle ambizioni, degli obiettivi e dell’immagine che deve possedere il nostro territorio, che ha
aziende abituate a competere nel mondo su standard elevatissimi. La nostra idea è che la Fiera
di Forlì si unifichi con quella di Cesena e che questo polo si ponga in sinergia e
complementarità con la Fiera di Rimini, un’infrastruttura competitiva e di grande qualità che
deve essere la fiera di riferimento della Romagna.
A Forlì è nel tempo cresciuta, fino ad avere una vocazione nazionale ed internazionale, una
forte competenza nel settore aerospaziale che riguarda il know how, le aziende, le scuole e la
formazione, i servizi. L’aeroporto è un’infrastruttura strategica che potrà giocare un ruolo
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importante grazie ad un profilo di specializzazione unico e fortemente competitivo nell’ambito
delle nuove tecnologie di volo, della manutenzione, della formazione, del trasporto merci.
Le infrastrutture digitali, in particolare la banda ultraveloce, hanno compiuto un salto di qualità,
riducendo le zone e le aree industriali non coperte: paradossale che esistano ancora alcune
aree dove si pone il problema dell’ultimo miglio, che va risolto in logica di partenariato
pubblico-privato con l’avallo dei comuni interessati.
Grandissima rilevanza va data agli investimenti infrastrutturali sulle reti elettriche, da rendere
più robuste, flessibili e digitali, al fine di sfruttare appieno la produzione da fonti rinnovabili.
Terna ha programmato la costruzione di cinque dorsali, tra le quali una adriatica che collegherà
la Puglia, grande produttrice di fotovoltaico, con Forlì, ed occorrerà che le diverse
amministrazioni forniscano il massimo supporto a questo tipo di progetti, assolutamente
strategici anche nell’ottica della sostenibilità e dell’Agenda 2030.
Rispetto alla gestione dell’acqua, va data finalmente attuazione al progetto di un nuovo invaso
da 25 milioni di metri cubi, così come al prolungamento della galleria di gronda della diga di
Ridracoli fino al torrente Rabbi.
2.2 Urbanistica
Ci preme sottolineare un aspetto delle norme dell’attuale POC che ci pare in contraddizione
con lo spirito della nuova L.R. 24/2017 e del futuro PUG del Comune di Forlì. Ci riferiamo alla
zonizzazione E5 quand’essa viene utilizzata in relazione alle fasce di rispetto autostradali.
Il Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada disciplina al punto
28 l’art 18, fissando un limite di inedificabilità, all’interno dei centri urbanizzati, di 30 metri. Tale
fascia sarebbe già sufficiente a garantire la realizzazione del raddoppio delle attuali tre corsie,
con il mantenimento di una fascia di rispetto di circa 20 metri che sarebbe doppia rispetto a
quanto previsto, nei casi più cautelativi, per le altre tipologie di strade (statali, comunali,
provinciali). A queste fasce il vecchio PRG, con conferma nell’attuale POC, ha aggiunto una
ulteriore zonizzazione, la E5 appunto, portando a 60 metri il limite di inedificabilità.
Se questa esagerata previsione, pur non condivisibile, era tollerabile all’interno di uno
strumento urbanistico quale il PRG del 2000 – che ha zonizzato milioni di metri quadri di
territorio – ci pare ora assolutamente in contrasto con l’attuale filosofia urbanistica.
Infatti, se lo scopo della L.R. e del PUG è sottrarre l’uso del suolo a scopi edificatori, è
incoerente con questa impostazione inutilizzare aree già urbanizzate, tra l’altro all’interno del
perimetro urbano ed a prevalente destinazione produttiva. Crediamo sia invece coerente con
l’attuale filosofia urbanistica valorizzare al meglio le aree già urbanizzate e ci auguriamo quindi
che il PUG aggiorni l’attuale previsione del POC per utilizzare pienamente la loro capacità
edificatoria.
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2.3 Cura e sicurezza del territorio
L’alluvione dello scorso anno ha costituito una tragedia per cui il nostro territorio ha pagato un
prezzo altissimo. Occorre creare le condizioni perché non possa più ripetersi, consapevoli che
i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi naturali estremi e fortemente
impattanti sui territori ad elevata fragilità. È necessario che la riduzione della fragilità e del
rischio idrogeologico divengano priorità assolute. Ragioni storiche e concause che hanno
condotto all’alluvione sono state ampiamente dibattute: una stratificazione di scelte
urbanistiche, la farraginosità dei processi decisionali relativi alla prevenzione e alla mitigazione
del rischio, le lunghissime tempistiche dall’approvazione all’esecuzione delle opere, la
sproporzione delle risorse economiche anno dopo anno investite sulla gestione dei disastri
rispetto alla prevenzione.
La gestione commissariale dell’emergenza post alluvione ha permesso di individuare e
finanziare una prima serie di interventi urgenti, consapevoli che la fragilità idrogeologica di parti
significative delle aree interne necessita di una vera e propria riprogettazione di insediamenti e
collegamenti, e non del semplice ripristino dell’esistente. Riteniamo che, a livello di Piano
Strategico della Romagna e a cascata sui territori, debba essere messo a punto un progetto di
medio termine per programmare gli interventi straordinari ed ordinari relativi all’identificazione,
al monitoraggio e alla gestione delle aree a rischio, alle opere idrauliche e alle difese fluviali,
alla manutenzione di foreste e corsi d’acqua.
2.4 Sostenibilità
L’Emilia-Romagna fa parte del gruppo di regioni che in Italia ha i risultati di avanzamento
migliori verso i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 (SDGs). In questo quadro, la provincia
di Forlì-Cesena eccelle sugli obiettivi Acqua pulita e Diseguaglianze e registra valori sopra la
media nazionale su quattro obiettivi: Povertà, Parità di genere, Lavoro e crescita, Giustizia,
mentre è sotto a media nazionale sugli obiettivi Città sostenibili ed Economia circolare. I dati
indicano chiaramente su quali obiettivi concentrare prioritariamente le risorse disponibili:
la mobilità sostenibile, creando nuove piste ciclabili e potenziando il Trasporto Pubblico
Locale;
la gestione dei rifiuti, con un miglior coordinamento di area vasta tra i vari soggetti
coinvolti, la programmazione di nuovi investimenti per contenimento e smaltimento,
l’estensione del criterio della tariffazione puntuale;
l’economia circolare, favorendo, in collaborazione con l’Università, la creazione e il
potenziamento di filiere e reti dedicate.
La rigenerazione urbana deve riguardare l’ammodernamento e l’efficientamento energetico
degli edifici pubblici e privati, ma deve al tempo stesso guardare anche alla vivibilità, alla
dimensione sociale e alla sicurezza. Da questo punto di vista, il centro storico di Forlì ha
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bisogno di un piano dedicato, in modo da fornire un contesto attrattivo per residenti e turisti,
all’altezza del prestigio del San Domenico e del richiamo internazionale delle sue mostre.
Per quanto riguarda le politiche abitative, esiste un problema acclarato di abitazioni disponibili
all’affitto: il territorio corre così il rischio di diventare progressivamente uno spazio
eccessivamente chiuso, dove gli studenti faticherebbero ad accedere al campus e le aziende
ad ospitare nuovi lavoratori. La creazione di un piano straordinario per la casa che coinvolga
tutte le amministrazioni, le imprese, i sindacati, le altre istituzioni del territorio costituisce una
priorità assoluta.
2.5 Istruzione e formazione
Occorre promuovere modalità innovative di progettazione dei percorsi formativi ed attivare
nuovi modelli di alternanza scuola-lavoro e co-progettazione didattica tra scuola, università e
impresa. Esiste oggi un diffuso attivismo che va meglio governato e indirizzato.
Occorre potenziare decisamente la funzione di orientamento che oggi è ancora molto
frammentata e non abbastanza integrata con le dinamiche del sistema produttivo. Ugualmente
da valorizzare all’interno delle filiere formative sono ITS e IFTS.
L’esperienza del multi-campus universitario ha segnato la storia del territorio ed è
straordinariamente positivo che si introducano novità di grande impatto, da Medicina ad
Ingegneria Nautica fino a corsi di laurea professionalizzanti. Il mondo delle imprese ha
supportato fortemente questo percorso e continuerà a farlo, nella consapevolezza che si tratta
di investimenti decisivi per l’attrattività e la competitività del territorio. Va continuamente
favorita la partecipazione di docenti di profilo elevato per qualificare l’offerta formativa e vanno
ampliati i servizi per studenti e docenti.
2.6 Attrattività e sviluppo economico
Negli ultimi anni, un numero non banale di aziende multinazionali si è insediato sul nostro
territorio, sia aprendo nuovi stabilimenti sia acquisendo aziende esistenti. In questo secondo
caso, non sempre le promesse di mantenimento delle vocazioni produttive e dei livelli
occupazionali sono state mantenute, anche se i casi positivi e di successo sono la netta
maggioranza. Sono diversi i fattori che rendono il nostro territorio un ecosistema attrattivo per
gli investitori: il know-how specialistico in numerosi settori (agroalimentare, energia, nautica,
aerospazio, ICT, meccanica …) condiviso tra aziende leader e filiere; l’Università e i centri per
la ricerca e per il trasferimento tecnologico; un sistema di istruzione tecnica e professionale
eccellente; lo standard elevato della sanità, del welfare e dei servizi pubblici; in un certo qual
modo lo stesso fattore “Romagna”, con suo il richiamo all’ospitalità e al benessere; infine la
vicinanza al capoluogo regionale Bologna con le sue infrastrutture più innovative, come il
Cineca ed il centro per il supercalcolo.
Tuttavia, tutto ciò non si è tradotto in una vera attività di marketing territoriale mentre sarebbe
auspicabile dare sistematicità a progetti che abbiano come primo obiettivo l’attrazione di
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imprese ed investimenti. Proprio per questo riteniamo che vi sia nel nostro territorio un grande
potenziale inespresso, o quantomeno non pienamente sfruttato, su cui proponiamo alle nuove
amministrazioni di lavorare insieme con un progetto dedicato.
2.7 Welfare
Il welfare è un punto di forza storico della nostra regione. L’Emilia-Romagna è la regione con
alcuni dei valori più alti rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030 sulla sostenibilità sociale e tra i
pochi indicatori di target che saranno certamente raggiunti spiccano quelli relativi al welfare
(come il contrato alla diseguaglianza di reddito e la quota di posti disponibili nei servizi per
l’infanzia). Il territorio di Forlì-Cesena sta pienamente in questo quadro e si distingue proprio
sul tema delle diseguaglianze.
La sussidiarietà tra pubblico e privato è da sempre un elemento distintivo del nostro modello,
soprattutto in questa fase storica di profonde trasformazioni del lavoro e del suo significato
sociale. Oggi le aziende si propongono sul mercato del lavoro offrendo un complesso sistema
di benefit che vanno oltre il mero dato salariale e riguardano la protezione sociale, la
conciliazione dei tempi di vita, i percorsi di crescita individuale e famigliare e così via. Tutto ciò
fa parte da tempo della contrattazione collettiva e numerosi sono i contratti aziendali che nel
nostro territorio recepiscono queste tendenze.
Occorrono oggi politiche pubbliche che valorizzino – anche tramite sgravi ed incentivi – le
sinergie tra il welfare pubblico ed il welfare aziendale, in modo da rendere più semplice con lo
strumento della contrattazione introdurre servizi e benefici per i lavoratori, le famiglie, la
comunità. L’esperienza portata avanti con il Comune di Cesena può rappresentare senz’altro
un punto di partenza per un rilancio su temi quali la mobilità, i servizi per l’infanzia, la
conciliazione dei tempi di vita e lavoro, il supporto a maternità e paternità, l’ampliamento
dell’offerta territoriale di welfare.
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3 PROVINCIA DI RAVENNA
L’industria della provincia di Ravenna è storicamente differenziata in macroaree produttive,
ognuna con una propria vocazione: in città il polo della logistica che gravita attorno allo scalo
portuale, dove si sono sviluppate e affermate anche le eccellenze del distretto chimico ed
energetico, nella Bassa Romagna e nella Romagna faentina l’agroindustria e la meccanica, a
Cervia il comparto turistico.
A livello territoriale, anche alla luce di queste specificità e della vastità della provincia, si
osserva in alcune zone un confronto più fluido e costante tra Associazioni e Istituzioni, mentre
in altre aree il coordinamento è più sporadico.
Uniformando e stringendo questo raccordo in tutta la provincia, le situazioni di crisi si
potrebbero affrontare in modo preventivo e più efficace, prima di raggiungere punti di difficile
gestione.
3.1 Lugo e la Bassa Romagna
Alcuni temi rilevanti riguardano il territorio della Bassa Romagna con particolare riferimento al
settore industriale.
Valorizzazione e sviluppo delle filiere in particolare agroindustria, gomma plastica,
imballaggi e della metalmeccanica
È essenziale assicurare lo sviluppo delle aree produttive e relativi insediamenti in particolare
valorizzando le filiere dell’agroindustria, gomma plastica, imballaggi e della metalmeccanica
caratterizzate anche da realtà industriali operanti a livello internazionale che rappresentano un
volano di promozione del territorio e contribuiscono a mantenere l’occupazione e il benessere
della nostra comunità.
Creare le condizioni più favorevoli, in un’ottica di sviluppo sostenibile, per supportare le
imprese già operative e per stimolare l’arrivo di nuove attività, supportando le aziende che
intendono insediarsi anche mediante pacchetti integrati di agevolazioni e finanziamento di
nuovi investimenti, è una priorità che deve ispirare non solo gli strumenti di pianificazione
territoriale che dovranno essere adottati prossimamente, ma per tutta l’attività di gestione delle
amministrazioni locali.
Il costo del servizio rappresenta un tema particolarmente sensibile ed impattante sul bilancio
aziendale. A fronte di una maggiore richiesta di impegno nella gestione dei rifiuti urbani
(movimentazione cassonetti, periodicità di raccolta e puntuale differenziazione del materiale
conferito) da parte dei Comuni, si è visto però un andamento di continua crescita del costo
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della Tari. Nel 2023 le tariffe nei Comuni della Bassa Romagna sono aumentate tra il 4 e il 7%.
Aumenti fin troppo importanti, tenendo conto del fatto che i rifiuti prodotti dalle aziende sono
quasi la totalità rifiuti speciali e che vengono conferiti in maniera autonoma (a proprie spese)
presso aziende specializzate, senza gravare sul servizio pubblico. Sarebbe importante tener
conto di questi fattori nelle future realizzazioni delle tariffe annuali, avendo il coraggio di
effettuare scelte importanti e premianti.
Preoccupazione si manifesta per il passaggio a TCP (tariffa corrispettiva puntuale), auspicando
che con il passaggio al nuovo regime ci sia effettivamente una riduzione del costo per le
aziende più virtuose.
Si evidenzia la difficoltà di rapportarsi in maniera univoca con i vari Regolamenti comunali che,
se pur simili nello scheletro generale, presentano sensibili differenze. Sarebbe opportuno un
regolamento unico per l’intero territorio, con particolare riferimento alle date delle scadenze
che incomprensibilmente differiscono da comune a comune.
Le procedure per le richieste di variazione e di rimborso si sono burocraticamente appesantite,
con un inspiegabile eccesso di documentazione da presentare: si chiede uno snellimento di
tali procedure, riducendo i tempi per la presentazione della documentazione.
Digitalizzazione e sburocratizzazione dell’attività della pubblica amministrazione
Di pari passo alle imprese che stanno aggiornando i propri processi attraverso la realizzazione
di una transizione digitale, anche la pubblica amministrazione deve continuare a investire sulla
digitalizzazione della propria attività, utilizzando le più avanzate tecnologie innovative per
rendere più efficace e semplificato il rapporto con i cittadini e con le imprese, in grado di
favorire tempestività e velocità di decisione ed atti, fattori imprescindibili di competitività.
Rigenerazione urbana, valorizzazione dei centri storici, manutenzione aree produttive
Va soddisfatto il bisogno di ammodernare le infrastrutture della Bassa Romagna attraverso un
insieme di azioni volte al recupero e alla riqualificazione dello spazio urbano, nella prospettiva
di rendere le nostre città e i centri storici più attrattivi, sia per i residenti che per i visitatori. È
richiesto un nuovo modo di guardare la fisionomia del territorio, più partecipato, per coniugare
sviluppo, sostenibilità, tradizione e cultura, sfruttando tutte le opportunità di finanziamento
locali, nazionali ed europei. Nel quadro degli investimenti sulla manutenzione del patrimonio
è necessario riservare una quota di risorse destinate ad assicurare la pulizia, il decoro e la
sicurezza nelle aree produttive.
Rapporto tra amministrazioni pubbliche locali e associazioni di categoria
Occorre una miglior pianificazione delle attività di confronto tra il Tavolo dell’imprenditoria e le
Istituzioni locali, con la consapevolezza che questa sinergia non va interpretata come un
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ostacolo ma come opportunità di una visione comune, partendo dal presente per costruire un
futuro migliore per la Bassa Romagna.
3.2 Faenza e la Romagna Faentina
Nel contesto del Tavolo dell’imprenditoria della Romagna Faentina è attivo e costante il
confronto sulla pianificazione territoriale, sull’orientamento professionale e sulla
valorizzazione delle filiere produttive a cui l’industria locale è vocata.
Occorre promuovere la definizione di indirizzi e linee guida nella pianificazione territoriale e
nelle politiche di sviluppo finalizzate a perseguire:
Lo sviluppo del territorio dell’Unione della Romagna Faentina;
Lo sviluppo delle infrastrutture, per una mobilità efficace delle persone e delle merci;
La crescita economica in particolare delle imprese manifatturiere delle filiere
consolidate (metalmeccanica, agroalimentare) e delle nuove filiere (materiali avanzati)
ed insediamento di nuove imprese;
La crescita delle opportunità di lavoro in particolare nei settori strategici della industria
manifatturiera;
Lo sviluppo delle formazioni e delle conoscenze in sinergia con l’università ed i centri di
ricerca del territorio;
Lo sviluppo dei servizi e la digitalizzazione;
Il sostegno allo sviluppo sostenibile del territorio e delle imprese.
Tra gli obiettivi e le priorità da inserire, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture, si
evidenziano:
Lo sviluppo di connessioni viarie efficienti da autostrada A14 verso Castel Bolognese e
da autostrada A14 verso Forlì, conservando l’assetto progettuale viario prospettico
intermedio tracciato col vecchio PSC;
Il rafforzamento delle connessioni ferroviarie veloci per persone e merci, integrando la
disponibilità dell’asse ferroviario adriatico e valutando servizi futuri di scalo merci – zona
ZLS, connessi efficientemente ai diversi sistemi di mobilità pubblica;
Facilitare le connessioni viarie persone e merci dalle vallate verso la ferrovia e
l’autostrada.
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4 PROVINCIA DI RIMINI
4.1 Infrastrutture
Senza infrastrutture efficienti un territorio non può essere attrattivo e competitivo. Occorrono
strategie e progetti concreti da attuare in tempi brevi. È importante intercettare tutte le
opportunità offerte dal PNRR.
L’alta velocità continua ad essere uno dei nodi principali da sciogliere. Confindustria Romagna,
da tempo insiste sulla necessità di avere l’alta velocità per la Romagna e per il suo
proseguimento sulla dorsale adriatica. Si tratta di un fattore di innovazione straordinario e un
beneficio enorme per le industrie di tutti i settori, dal manifatturiero al turismo.
Inoltre, in tema di infrastrutture, occorre risolvere in maniera definitiva i “buchi neri” noti da
anni e ci auguriamo che i vari cantieri aperti possano concludersi nel più breve tempo possibile
garantendo uno snellimento della viabilità. Rimini e le aree produttive limitrofe devono potere
essere in contatto, con tempi di percorribilità accettabili. Positivo l’avvio dell’iter per la nuova
circonvallazione di Santa Giustina che ci auspichiamo venga realizzata in tempi veloci, ma
continua a destare preoccupazione la situazione della Marecchiese. In molte località della
Valmarecchia hanno sede stabilimenti di importanti industrie, eccellenze assolute, che sono
limitate nella loro competitività da una viabilità al collasso. La Marecchiese rappresenta
un’arteria fondamentale per i collegamenti tra l’entroterra e la costa Riminese, con Cesena,
l’E45 e la Toscana. Continua ad essere alta la preoccupazione per la sicurezza di questa strada:
la situazione non cambia ed è insostenibile per cittadini e imprese. Il futuro delle aziende del
territorio è a rischio. Un collegamento rapido e sicuro avrebbe ricadute positive anche per lo
sviluppo del turismo nell’entroterra.
È determinante il ruolo dell’Aeroporto Fellini, il cui operato si conferma sempre più importante
per lo sviluppo del territorio riminese.
IEG continua ad essere una delle infrastrutture strategiche del territorio. Lo dimostrano i numeri
positivi registrati nel 2023, dalle manifestazioni dei primi mesi del 2024 e il piano di sviluppo
dei prossimi anni, che fanno del gruppo il valore aggiunto per lo sviluppo economico di tutta la
regione in un’ottica di internazionalizzazione. Fiera e palacongressi offrono una grande
opportunità di crescita anche in visione di destagionalizzazione.
4.2 Attenzione alle imprese e aree produttive, snellimento della burocrazia
Il tessuto industriale riminese, fondamentale per il sostegno dell’economia del territorio
provinciale durante la crisi pandemica, vanta aziende di vari settori in ottimo stato, leader sui
mercati internazionali. Imprese che per restare al passo però necessitano di spazi adeguati.
Negli ultimi anni si è assistito ad una migrazione di varie imprese verso altre zone proprio
perché non hanno trovato risposta a questa richiesta.
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2024
Priorità ed esigenze dell’industria del territorio romagnolo
È importante quindi che le aziende possano contare su politiche industriali che prevedano
l’individuazione di aree adatte a nuovi insediamenti, tenendo anche conto della sensibilità
green delle nostre aziende che stanno investendo molto nello sviluppo di pratiche indirizzate al
rispetto ambientale.
Resta come sempre prioritario il tema dello snellimento della burocrazia, che continua a
rappresentare un forte freno per le imprese.
4.3 Rigenerazione urbana e Riqualificazione turistica
Rigenerazione urbana e Riqualificazione turistica devono essere fra gli obiettivi della Rimini del
futuro e anche in questo ambito, sapere utilizzare nel modo giusto i fondi del PNRR è
un’occasione che non può essere sprecata.
La riqualificazione delle nostre strutture turistiche e delle costruzioni pubbliche e private non
può essere più rinviata. Gli strumenti: dialogo nel rispetto reciproco dei ruoli, riduzione della
burocrazia, strumenti urbanistici di facile comprensione e incentivi per chi investe puntando
sulla qualità.
Per quanto riguarda eventi e manifestazioni è importante avere un obiettivo comune e una
strategia di sistema e strutturare programmi che prevedano un filo diretto con tutti i comuni
limitrofi e con le province della Romagna.
4.4 Energia
Il tema dell’energia è da tempo al centro delle politiche per lo sviluppo di imprese e territori.
Occorre investire in tutte le possibili forme di energia alternativa e pulita a disposizione. Vanno
prese in considerazione tutte le alternative possibili trovando il giusto compromesso fra la
necessità di produrre energia e la vocazione turistica di tutti i territori riminesi.
4.5 Criminalità e infiltrazioni
Da tempo stiamo lavorando insieme alle istituzioni al fine di vigilare sullo spettro delle
infiltrazioni della criminalità organizzata, a fini di riciclaggi, nel tessuto produttivo riminese,
romagnolo e regionale. Dobbiamo lavorare insieme per mantenere alta la guardia e notiamo
positivamente che la sensibilità verso il problema sta crescendo su vari fronti.
4.6 Formazione e università
Non possiamo più accettare il gap fra scuole e imprese, fra domanda e offerta. Scuola e
università devono avvicinarsi sempre più al mondo delle imprese ed è necessario investire in
un orientamento scolastico che prepari i giovani alle nuove professioni e a lavori in linea con le
richieste del mercato globale. Da tempo, infatti, le aziende lamentano la difficoltà di reperire
profili professionali qualificati e specializzati necessari.
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2024
Priorità ed esigenze dell’industria del territorio romagnolo
Possiamo contare sulla presenza dell’università e del Tecnopolo che vantano una significativa
proposta per la produttività delle nostre aziende e per la crescita formativa e culturale dei nostri
territori. L’università ha un grande valore per lo sviluppo culturale ed economico generale di
tutta la provincia, per questo va sostenuto con convinzione. Aziende, università, istituti
superiori devono dialogare costantemente e mettere in atto processi formativi in grado di
rispondere alle esigenze del mondo della produzione.