(AGENPARL) - Roma, 9 Aprile 2024(AGENPARL) – mar 09 aprile 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 09/04/2024, ore 17:18
Nota ai media!
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Modificato il sommario
Consiglio
Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità -2
**Poste da consiglieri e consigliere alla Giunta provinciale, riguardano l’anno obbligatorio di scuola dell’infanzia, la regolamentazione dei toponimi, le trattative contrattuali del personale non medico, ISEE e prestazioni sociali, contributi per nuove macchine agricole, difficoltà finanziarie dei contadini, informazioni ingannevoli sulle vaccinazioni, il Piano clima a livello comunale. (continua)**
Nell’ambito della discussione delle interrogazioni su temi d’attualità, questo pomeriggio in Consiglio provinciale, è intervenuta Renate Holzeisen (VITA), che, facendo riferimento all’anno obbligatorio di scuola dell’infanzia contenuto nel programma di governo, ha chiesto se si sa già da quando sarà in vigore e se questo accadrà già con l’anno scolastico 2024/25, nonché cosa significa questo per i bambini che non hanno effettuato tutte o parte delle vaccinazioni obbligatorie richieste in Italia, e se essi saranno esclusi dalla frequenza. L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che in base alla normativa sull’introduzione dell’anno obbligatorio la Giunta è stata incaricata di stabilire dei criteri; si è in procinto di chiarire dettagli con il Consorzio dei Comuni. Le disposizioni vaccinali statali continueranno ad avere valenza; come per la scuola elementare, dovrà essere possibile dimostrare di aver raggiunto le competenze necessarie in modo diverso rispetto alla frequenza. Holzeisen ha chiarito che se si introduce l’obbligo di frequenza nessun bambino può essere escluso, così come accade alla scuola elementare. Il suo gruppo adotterà tutte le misure legali per far sì che sia garantito.
La misura del Pacchetto relativa alla regolamentazione dei toponimi in Alto Adige è in attesa di una soluzione da decenni, non essendo ancora stato possibile trovare una soluzione definitiva soddisfacente per tutti i gruppi etnici: lo ha riferito Harald Stauder (SVP), ricordando che gli ultimi tentativi di compromesso basati sull’uso effettivo dei rispettivi toponimi risalgono al 2012 e al 2017, e domandando alla Giunta qual è lo stato attuale della relativa regolamentazione, quale potrebbe essere un approccio risolutivo e quali misure intende adottare in futuro la Giunta per risolvere la problematica. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ricordato l’impugnazione della relativa legge da parte del consiglio dei Ministri, e di conseguenza l’adozione nel 2014 di un regolamento di esecuzione relativo all’uso delle 2 lingue e non alla binomalitá. La legge del 2012 era stata abrogata proprio per evitare una sentenza, e di conseguenza era stata ritirata l’impugnazione. La posizione della SVP è uguale al passato: c’è bisogno di una soluzione secondo il principio del bilinguismo, prendendo in considerazione che dall’introduzione dei toponimi fascisti è durata molto tempo, e serve un approccio pragmatico. Tutti i toponimi ladini e tedeschi, però, devono essere ufficiali, con la cancellazione delle invenzioni di Tolomei non utilizzate. Per trovare una soluzione c’è bisogno di un consenso trasversale, al fine di chiudere il capitolo.
Ricordando che Il 10 ottobre scorso la Giunta ha approvato nuove linee guida per le trattative contrattuali del personale non medico del sistema sanitario pubblico, comunicandole in modo che le professioni interessate fossero state indotte ad attendersi una buste paga migliore già il mese successivo, con aumenti fino a 751 €/mese per un infermiere e, secondo il presidente della Provincia, il raggiungimento di un livello competitivo con Austria e Svizzera, nonché una riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 38 a 36 ore con compensazione integrale della retribuzione, come del resto già previsto dal contratto collettivo nazionale, Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) ha domandato qual è lo stato attuale delle relative trattative, se i dipendenti hanno già ricevuto gli aumenti e in che misura e quali saranno gli ulteriori miglioramenti. L’ass. Hubert Messner ha ricordato che le trattative sono state riprese un mese fa, e che l’aspetto riguardante le ore lavorative è un punto discusso, compresa una riduzione dalle 38 alle 36 ore e le relative conseguenze. i dipendenti finora non hanno ricevuto aumenti, si prevedono però rivalutazioni e adeguamenti dei salari in base alle trattative, fino ad arrivare alla cifra citata. È prevista l’introduzione di una nuova carriera professionale e un contratto di formazione per nuovi corsi della Claudiana. Egli ha proposto incontri quindicinali per arrivare il prima possibile a una conclusione. Widmann ha ricordato che ai suoi tempi era stato assegnato a coordinatrici e coordinatori un aumento di qualche centinaia di euro.
I cittadini segnalano sempre più spesso problemi con l’ISEE per il calcolo di prestazioni sociali quali l’assegno unico per i figli: lo ha segnalato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) riferendo ad esempio che nel caso di coppie che vivono separate – e che non erano sposate – il genitore che vuole richiedere gli assegni familiari deve presentare la situazione reddituale del partner separato, altrimenti è necessaria una decisione del giudice, per la quale è necessario pagare circa 3.000 €. Egli ha quindi chiesto come valuta la questione la Giunta e se non ci sono metodi di calcolo meno complicati. L’ass. Rosmarie Pamer si è detta al corrente della problematica, aggiungendo che la regolamentazione ISEE è statale, e vale anche per le prestazioni statali: la provincia non può discostarsi dai relativi criteri. La decisione di adottare lo stesso sistema di calcolo dello Stato è stata fatta per evitare alle famiglie produzione di documentazione aggiuntiva, la disposizione sulle coppie è a tutela del bambino, a cui deve provvedere anche il genitore non convivente. Inoltre, si tratta di una documentazione più corretta. Il genitore non convivente può comunque fornire all’altro il numero di protocollo della propria dichiarazione ISEE: questo facilita il tutto.
Facendo riferimento a fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) per un totale di quasi 8 milioni assegnati alla Provincia per il rinnovo del parco macchine agricole, e alla delibera di Giunta (n. 1188/2023), con i criteri e le modalità di erogazione dei relativi contributi; Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiesto quante domande sono state presentate tramite il portale SIAN dal 1° febbraio, data di apertura dei termini, al 3 aprile e per quale importo totale, quante di queste domande sono state presentate da aziende agricole con codice Ateco 01.41, 01.42 e 01.45 e quante da altre imprese agricole o da cooperative agricole, se i criteri di selezione e i punteggi massimi assegnati ai sensi dell’allegato F della delibera 1188 sono stati determinati dall’ufficio provinciale o da quale altra autorità. L’ass. Luis Walcher ha risposto che al 6 febbraio c’erano 86 domande e ricordato che con decreto ministeriale è stato prorogato di due mesi il termine, pertanto solo dopo si conoscerà l’importo totale e i contributi di cui potrà beneficiare la Provincia nonché la suddivisione per codici ATECO. A oggi si può presumere una somma di 1,7 mio. €. Criteri e punteggi sono stati decisi e approvati dal Ministero per l’agricoltura.
Paul Köllensperger (Team K) ha quindi riferito delle difficoltà finanziarie lamentate da diversi contadini negli ultimi tempi, in particolare dovute alla mancanza di gran parte dei finanziamenti UE (premi di superficie, pagamenti compensativi, premi ambientali, premi bio ecc.), normalmente corrisposti per il 70% in ottobre ma non ancora arrivati in aprile: questo sarebbe dovuto a un’eccessiva richiesta di documentazione – anche con fotografie aeree del campo – da parte della UE e di Roma. Il consigliere ha quindi chiesto chiarimenti in merito, nonché quando sarà possibile procedere con i pagamenti. L’ass. Luis Walcher ha spiegato che l’assegnazione dei fondi UE viene spesso controllata con l’intelligenza artificiale o immagini via satellite, e che sempre, all’inizio dell’applicazione di una nuova misura, ci sono dei problemi; tuttavia, già la scorsa settimana sono stati fatti dei pagamenti, e questa settimana saranno assegnati 9 milioni; si conta di completare i trasferimenti entro metà maggio, superando degli ostacoli con Roma.
Renate Holzeisen (VITA) riferendo di “informazioni ingannevoli riguardo alle vaccinazioni per l’infanzia” ha quindi chiesto se l’assessore competente è a conoscenza del fatto che gli inviti una tantum alle vaccinazioni infantili inviati ai genitori nel corrente 2024 non fanno alcuna distinzione tra le vaccinazioni obbligatorie attualmente previste dallo Stato italiano (a differenza dei Paesi confinanti Austria e Svizzera) e le vaccinazioni soltanto raccomandate, mentre nelle richieste inviate nel 2019 questa distinzione veniva ancora fatta; ha chiesto inoltre quali sono i motivi di questa modifica, “molto discutibile anche dal punto di vista legale”, chi ne è responsabile e come si interverrà per porre fine a queste comunicazioni ingannevoli dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ai genitori e per garantire che essi siano correttamente informati. L’ass. Hubert Messner ha chiarito che la legge prevede che bambini e giovani vengano invitati attivamente alle vaccinazioni; le modalità spettano alle Regioni: in Alto Adige è stato deciso di inviare una lettera. nel 2020 il relativo programma è stato modificato, e si è deciso di non distinguere più tra vaccinazioni obbligatorie o consigliate, in quanto le relative informazioni devono essere diffuse presso gli studi medici: un colloquio con personale sanitario ben informato è più sensato. La lettera contiene informativo riguardo le vaccinazioni previste a una determinata data. Holzeisen ha detto di prendere atto che la SABES non informa i cittadini in maniera trasparente: “L’assessore alla “non sanità” dimostra che non vuole informare correttamente i cittadini altoatesini”.
Il Piano clima provinciale assegna ai Comuni un ruolo molto particolare con competenze politiche e amministrative in merito a numerose misure, e rappresenta un orientamento per la stesura di Piani clima a livello comunale e comprensoriale: o ha ricordato Madeleine Rohrer (Gruppo verde) prima di domandare alla Giunta come la Provincia appoggia i Comuni nella redazione dei Piani clima, se ci sono contributi finanziari e in che termini o altri incentivi, se il centro di coordinamento sa quanti Comuni hanno già provveduto, quali e in che forma. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che il sostegno ai Comuni, indispensabile, avviene tramite diversi canali – anche tramite l’Agenzia CasaClima e i Comprensori – compresi contributi per l’elaborazione dei Piani fino all’80% dei costi. Ha quindi citato i Comuni che hanno ricevuto i contributi e la relativa entità. Ci sono 61 Comuni Clima, altri 33 lo stanno diventando.
La trattazione delle interrogazioni è per oggi terminata, riprenderà domani con l’esame delle interrogazioni poste all’ass. Daniel Alfreider.
(continua)
**MC**
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