
(AGENPARL) – lun 25 marzo 2024 OSSERVATORIO CONSUMI CONFIMPRESE-JAKALA
Dati febbraio 2024 vs febbraio 2023
Consumi in leggera risalita nel mese di febbraio che chiude a +0,7% a valore su febbraio 2023, frutto degli indici economici positivi del nostro Paese.
Nei settori merceologici si segnala il ritorno in campo positivo di abbigliamento-accessori a +1,0%, mentre la ristorazione rimane su livelli di crescita molto contenuti a +1,2%. In flessione altro retail a -1,0%.
Sostanziale parità di andamenti anche nei canali di vendita con i centri commerciali in positivo a +1,4%, la prossimità a +1,2%. Le high street in lieve recupero a +0,4%.
Il travel registra gli incrementi migliori a +6,0%.
Nelle regioni si segnala l’andamento positivo del Piemonte a +4,5% e quello in campo negativo del Trentino Alto Adige a -4,6%.
Nelle città di provincia i risultati migliori si registrano a Siena +5,6%, mentre Reggio Calabria sprofonda a -6,8%
Milano, 25 marzo 2024 – L’Osservatorio permanente Confimprese-Jakala sull’andamento dei consumi del mese di febbraio 2024 vs febbraio 2023 registra un andamento in leggera risalita. Il trend mensile a totale mercato è vicino alla parità e registra un +0,7%. Rispetto al -2,1% del mese di gennaio, si assiste a una modesta ripresa dovuta a diversi indicatori economici, tra cui un’inflazione stabile al +0,8% nel mese di febbraio, il calo dei tassi d’interesse a lungo termine e lo spread rispetto ai titoli a lunga tedeschi. L’Italia, insomma, sembra investita per la prima volta in molti anni da una forte ondata positiva di fiducia degli investitori.
Leggermente negativo il totale anno (gen-feb24 vs gen-feb23) a -0,8%.
La sostanziale stabilità è confermata anche dall’andamento dei settori merceologici con dati racchiusi in circa 2 punti percentuali. Le performance appena positive di abbigliamento- accessori a +1.0% e ristorazione a +1,2%, sono bilanciate dal settore altro retail a -1,0%.
I dati mensili di tutti i comparti risultano migliori di quelli di gennaio e di conseguenza del progressivo annuo, segno di un accennato trend positivo.
Anche nei canali di vendita si registra un leggero positivo con variazioni mensili di minima entità per centri commerciali a +1,4%, negozi di prossimità +1,2% e high street +0,4%. Come per i settori merceologici anche gli andamenti progressivi dei canali risentono della partenza difficoltosa di gennaio. Nel totale anno i trend dei punti vendita delle high street e delle location di prossimità restituiscono, infatti, per entrambe le aggregazioni, un dato del -1,7% con i centri commerciali che fanno, di contro, segnare una variazione appena negativa a -0,2%.
In questo contesto spicca la performance positiva del travel che, con il confronto mensile al +6,0% e il totale anno al +2,6%, risulta il comparto più dinamico di questo inizio 2024.
Feb24 vs feb 23 Gen-feb24 vs Gen-feb23
Abbigliamento-accessori +1,0% -1,0%
Ristorazione +1,2% -0,3%
Altro retail -1,0% -1,6%
Totale Negozi +0,7% -0,8%
Feb24 vs feb23 Gen-feb24 vs Gen-feb23
Centri commerciali +1,4% -0,2%
Prossimità +1,2% -1,7%
High street +0,4% -1,7%
Travel +6,0% +2,6%
Nelle regioni si segnala l’andamento positivo del Piemonte a +4,5% e quello in campo negativo del Trentino Alto Adige a -4,6%.
Nelle città di provincia i risultati migliori si registrano a Siena +5,6%, mentre Reggio Calabria sprofonda a -6,8%.
«Il mese di febbraio, sia pure in un contesto di sostanziale stagnazione dei consumi – riflette Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese –, recupera qualche punto percentuale rispetto a un gennaio partito male. In particolare, il settore abbigliamento-accessori, che aveva registrato andamenti negativi non solo in gennaio -2,4% ma anche nei mesi precedenti, accenna un timido segnale di inversione di tendenza. Continua, invece, il parziale rallentamento della ristorazione con un debole +1,2% e di altro retail a -1,0% che mostra, tuttavia, significativa volatilità nei diversi settori di attività. In vista dei prossimi mesi, occorre ora fare ripartire l’economia reale e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, che fanno i conti con i salari fermi da vent’anni».
Per i prossimi mesi occorre valutare con attenzione sia i fattori esogeni come l’arrivo delle temperature primaverili che possono incidere in modo determinante sulle abitudini di consumo degli italiani, sia le variabili macro-economiche, soprattutto in relazione alle decisioni della Bce sui tassi di interesse.