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Il mondo della Massoneria, con le sue tradizioni e i suoi riti, spesso riflette gli intricati percorsi della politica e della giustizia. Tuttavia, l’intenzione di approvare per acclamazione il nuovo Gran Maestro, nonostante ricorsi pendenti e controversie legali, solleva interrogativi importanti sullo stato e la reputazione dell’organizzazione. Ecco un’analisi approfondita di quanto avviene dietro le quinte della Grande Loggia del Grande Oriente d’Italia (GOI) e le sfide che questa affronta.
Nel contesto della prossima assemblea della Gran Loggia di Rimini, fissata per il 5 e 6 aprile, emerge una tensione palpabile. L’intenzione di acclamare un nuovo Gran Maestro nonostante i ricorsi pendenti presso la Corte centrale del GOI e le corti di giustizia ordinarie (e forse penale) solleva dubbi sulla solidità delle decisioni prese all’interno dell’organizzazione. Questo gesto, che potrebbe essere interpretato come un atto di da ultima spiaggia e quindi un tentativo di risolvere rapidamente di fronte al fatto compiuto, potrebbe invece rivelarsi un segnale di debolezza dei vertici del Vascello.
Riflettendo sulla storia della Massoneria italiana, troviamo episodi simili. Nella Prima Costituente Massonica Italiana del 1861, il celebre patriota Giuseppe Garibaldi fu acclamato Primo Libero Muratore d’Italia, dimostrando come le acclamazioni possano essere usate per conferire onori e rafforzare legami. Tuttavia, la storia ci insegna anche che le acclamazioni non risolvono le controversie interne, ma possono anzi intensificarle.
L’interessante analogia tra i Puffi, famosi personaggi dei fumetti, e la Massoneria aggiunge un ulteriore strato di riflessione. Secondo alcuni studiosi, i Puffi rappresentano una metafora della Massoneria stessa, con il loro villaggio che simboleggia una loggia massonica e il loro nemico Gargamella che cerca di distruggerli, richiamando forse i conflitti e le tensioni che talvolta minano l’unità della comunità massonica.
Tuttavia, l’attuale situazione della Gran Loggia del GOI non può essere affrontata con la leggerezza di una storia a fumetti. La presenza di ricorsi pendenti e la controversia legale sollevano domande serie sulla legittimità e la stabilità dell’organizzazione. Il fatto che l’assemblea sia prevista nonostante queste questioni aperte può minare la credibilità del GOI, soprattutto agli occhi delle obbedienze estere.
La prospettiva di una scarsa partecipazione o la presenza di osservatori stranieri alla Gran Loggia di Rimini mette a repentaglio la reputazione e la posizione internazionale del GOI. L’organizzazione, con la sua lunga storia di impegno per la fratellanza e la cooperazione internazionale, rischia di isolarsi se non affronta adeguatamente le sfide attuali. Figuriamoci in una situazione controversa come quella che sta vivendo il Grande Oriente d’Italia.
Il rinvio della sezione elettorale della Corte centrale al 15 aprile solleva ulteriori interrogativi sulla possibilità di installare un Gran Maestro sub judice. Questo rinvio, al di fuori delle procedure interne stabilite, solleva preoccupazioni sul rispetto delle norme e delle tradizioni che hanno guidato l’istituzione per così tanto tempo.
In conclusione, la Grande Loggia di Rimini del GOI si trova di fronte a una sfida cruciale. Mentre cerca di navigare tra controversie interne e pressioni esterne, l’organizzazione deve dimostrare la sua resilienza e la sua capacità di risolvere le questioni in modo trasparente e giusto. Solo così potrà preservare la sua integrità e la sua reputazione nel vasto panorama della Massoneria internazionale.