
(AGENPARL) – gio 07 marzo 2024 Ente di gestione per i Parchi e
la Biodiversità Emilia Centrale
Viale Martiri della Libertà 34 – 41121 Modena
COMUNICATO STAMPA
07/03/2024
IN AVVIO NELLE AREE PROTETTE REGGIANE IL PROGETTO “FISHING 4
BIODIVERSITY”: TUTELA DELLA FAUNA E DEGLI AMBIENTI ACQUATICI
CON IL COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI
È in fase di avvio sulla collina reggiana il progetto “Fishing 4 Biodiversity”, che
investirà 115.000 euro nel monitoraggio e nella tutela dei torrenti e di alcune specie
di fauna anfibia e acquatica e dei loro ambienti, anche attraverso il coinvolgimento
dei cittadini. L’intervento è finanziato all’80 per cento dal “Centro Nazionale della
Biodiversità”, ossia dalle risorse del PNRR dedicate alla ricerca ed alla conservazione
della Natura e la restante parte dall’Ente Parchi Emilia Centrale, proponente e
gestore del progetto.
L’Ente si avvarrà, nello svolgimento delle azioni previste da qui ai prossimi 20 mesi,
di un partenariato che coinvolge tre organizzazioni di protezione ambientale
reggiane (Università Verde, Pro Natura e Fipsas) e tre Università (Modena-Reggio
Emilia, Siena e Parma).
Si tratta di una serie di attività di ricerca e di tutela senza precedenti nel territorio
reggiano, destinate ad implementare le conoscenze e i dati della biodiversità
faunistica in alcuni corsi d’acqua che risentono degli effetti del cambiamento
climatico in atto. L’aumento delle temperature medie, la diminuzione delle
precipitazioni, una frequenza sempre maggiore di periodi siccitosi ed eventi meteo
estremi mettono in serio pericolo lo stato di conservazione degli habitat di acqua
dolce, con il rischio di scomparsa o riduzione della disponibilità di zone umide e
delle specie animali che vi vivono.
«Si tratta per noi di un progetto molto importante per il nostro ente – dice Luciana
Serri, presidente
dell’Ente Parchi Emilia Centrale
– che impegnerà risorse
significative in difesa della biodiversità, uno dei capisaldi della nostra mission. Di
grande rilevanza anche il previsto coinvolgimento attivo dei cittadini, con la duplice
finalità dell’informazione e della divulgazione di questa tematica presso coloro che
vivono sul territorio».
I siti interessati dalle attività del progetto sono quelli della Rete Natura 2000 inseriti
all’interno del Paesaggio naturale e seminaturale protetto della Collina ReggianaTerre di Matilde (Monte Duro; Rupe di Campotrera, Rossena; Ca’ del Vento, Ca’ del
Lupo, Gessi di Borzano; Rio Tassaro; Fiume Enza da La Mora a Compiano; Media
Ente di gestione per i Parchi e
la Biodiversità Emilia Centrale
Viale Martiri della Libertà 34 – 41121 Modena
Val Tresinaro, Val Dorgola) e in pianura nella Riserva naturale Fontanili di Corte
Valle Re.
Qui si svolgeranno azioni di monitoraggio ed indagini genetiche su alcune specie
faunistiche di interesse conservazionistico, a cui si aggiungono interventi di
gestione sperimentali per la tutela della biodiversità nei corsi d’acqua e negli
ambienti acquatici minori. A proposito delle specie di interesse conservazionistico è
utile ricordare che nel Paesaggio protetto della Collina reggiana ne esistono di
uniche e di rare, come gli anfibi Salamandrina di Savi o la Rana appenninica,
oppure, fra i pesci, la Lasca, il Barbo canino, il Gobione e il Ghiozzetto e, fra i
crostacei, il noto Gambero di fiume. Oltre al monitoraggio, si prevede anche un
intervento di rimozione della Trota fario, specie che rappresenta una forte minaccia
anche per le residue popolazioni di anfibi.
«Il nostro gruppo di ricerca – dice Michele Cesari dell’Università di Modena e Reggio
Emilia – collaborerà con indagini genetiche su specie di anfibi di interesse
conservazionistico. I dati genetici relativi a queste specie consentiranno di
effettuare per la prima volta una caratterizzazione molecolare delle popolazioni del
territorio dei Parchi dell’Emilia Centrale».
Un’altra peculiarità del progetto, come si diceva, è data dal fatto che diverse attività
prevedono il coinvolgimento, oltre che di esperti naturalisti, anche dei cittadini e
delle associazioni di volontariato del territorio, al fine di attivare un processo di
cosiddetta
“Citizen
science”,
diventano
attori
protagonisti
della
conoscenza, della tutela e della divulgazione della biodiversità.
«Si tratta di un importante progetto a cui abbiamo aderito molto volentieri – dice
Duilio Cangiari, in rappresentanza delle associazioni reggiane Fipsas, ProNatura e
Università Verde, impegnate da anni in salvaguardia del territorio, divulgazione
naturalistica e vigilanza ittico/ambientale -. In particolare, sui corsi d’acqua è di
fondamentale importanza conoscerne lo stato ecologico, preservarne i caratteri di
naturalità e contribuire attraverso un continuo monitoraggio e controllo a ricavare