
(AGENPARL) – ven 01 marzo 2024 Ufficio Stampa / Press Office
Analizzando venti anni di attività eruttiva, i ricercatori hanno svelato la relazione esistente
tra le deformazioni del suolo e i processi connessi al sistema di alimentazione del vulcano
siciliano
[Roma, 1° marzo 2024]
Negli ultimi 21 anni, l’Etna ha attraversato diversi cicli eruttivi che hanno dato
luogo a 26 periodi di rigonfiamento dell’edificio vulcanico (cosiddetta
“inflazione”) e a 14 fasi di sgonfiamento (“deflazione”). È quanto emerge da uno
studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (INGV) e dell’Università degli Studi di Palermo, recentemente
pubblicato sulla rivista Communication Earth & Environment.
Grazie all’analisi delle serie temporali di dati GNSS (Global Navigation Satellite
System) acquisiti sul vulcano siciliano e alla modellazione analitica delle
deformazioni del suolo associate a ciascuna fase di inflazione o deflazione, i
ricercatori sono stati in grado di caratterizzare i vari cicli eruttivi, identificando
anche posizione, geometria e variazione volumetrica dei serbatoi magmatici attivi
lungo il sistema di alimentazione dell’Etna.
“Negli ultimi 21 anni, circa 10,7 milioni di metri cubi di magma si sono immessi
nel sistema di alimentazione etneo”, spiega Mimmo Palano, Ricercatore
dell’INGV e Professore Associato di Geofisica presso l’Università degli Studi di
Palermo, co-autore dello studio. “Di tutto questo magma, però, solamente il 28,5%
ha contribuito all’attività eruttiva, mentre il restante 71,5% si è accumulato
all’interno del vulcano, contribuendo al suo rigonfiamento”.
I serbatoi magmatici sono stati individuati dai ricercatori al di sotto dell’area
sommitale dell’Etna, a una profondità compresa tra 3 e 9 km sotto il livello medio
del mare. In particolare, quelli attivi durante i periodi di inflazione risultano
generalmente posizionati a profondità comprese tra 4 e 9 km, mentre quelli attivi
durante i periodi di deflazione si trovano nell’intervallo di profondità compreso
tra 3 e 6 km.
“I dati geodetici e i risultati della modellazione mostrano una crescita verticale e
orizzontale dell’edificio vulcanico durante quasi tutto il periodo di tempo
analizzato”, aggiunge Claudio Chiarabba, Direttore del Dipartimento Terremoti
dell’INGV e co-autore dello studio. “Nonostante brevi e locali fasi di abbassamento
legate ai periodi di deflazione, la crescita verticale dell’edificio vulcanico può essere
quantificata in circa 9-12 cm. Tuttavia, mentre le stazioni GNSS installate attorno
all’area sommitale mostrano abbassamenti fino a 11 mm/anno, le variazioni di
distanza orizzontale tra alcune stazioni installate sui fianchi dell’Etna evidenziano
invece tassi di crescita positivi fino a 20,7 mm/anno. Ciò significa che la crescita
volumetrica dell’Etna avviene solo in orizzontale”.
PressRelease/ComunicatoStampa
ETNA | Ricostruite le deformazioni del vulcano causate dal movimento
interno del magma
“Il campo di deformazione orizzontale del vulcano è largamente dominato dal
continuo scivolamento verso est del fianco orientale dell’Etna”, prosegue
Giuseppe Pezzo, Ricercatore dell’INGV e co-autore dello studio. “Tale movimento
ha, quindi, un ruolo chiave nella dinamica del vulcano, indicendo una progressiva
depressurizzazione della crosta sotto l’area sommitale che favorisce la risalita di
magma profondo e il suo progressivo accumulo lungo il sistema di alimentazione
del vulcano”.
I risultati di questo studio risultano di particolare interesse poiché stime rapide e
accurate della quantità di magma accumulato sotto vulcani attivi come l’Etna
possono contribuire alla gestione del territorio e alla corretta valutazione del
rischio vulcanico.
Link allo studio: Magma budget, plutonic growth and lateral spreading at Mt. Etna |
Communications Earth & Environment
Link utili:
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Università degli Studi di Palermo
Seguono immagini
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Figura: a) Campo di velocità secolare per il Vulcano Etna stimata da dati GNSS. I rombi colorati identificano le
sorgenti magmatiche modellate per le fasi di inflazione (rombi in rosso) e deflazione (rombi in blu) e sono
dimensionati in funzione dei volumi stimati. b) Sezione A-A’ mostrante le variazioni di velocità delle onde P e le
sorgenti magmatiche modellate. c) Serie temporale della variazione di distanza tra le stazioni EDAM-ESLN, installate
rispettivamente a Nord e a Sud dell’area craterica. d) Serie temporali dei volumi stimati le fasi di inflazione (?Vi),
deflazione (?Vo), e budget risultante (?Vb).
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