
(AGENPARL) – ven 26 gennaio 2024 *MINISTERO DELLA DIFESA*
*STATO MAGGIORE DELLA DIFESA*
*Comando Operativo di Vertice Interforze*
*NOTA STAMPA*
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*KOSOVO: CAMBIO ALLA GUIDA DEL REGIONAL COMMAND WEST DI KFOR*
*Il Generale Figliuolo a Camp Villaggio Italia: i bersaglieri dell’11°
Reggimento di Orcenico Superiore cedono il comando della missione NATO
“Joint Enterprise” ai colleghi del 1° Reggimento bersaglieri di Cosenza*
Belo Polje, 25 gennaio 2024. Si è svolta oggi in Kosovo, a Camp Villaggio
Italia, la cerimonia di avvicendamento al comando del *Regional Command –
West* (RC-W) della missione NATO – KFOR tra l’11° Reggimento bersaglieri
della Brigata “Ariete” e il 1° Reggimento bersaglieri della Brigata
“Garibaldi”.
Alla cerimonia erano presenti numerose autorità civili e militari, fra le
quali il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), Generale di
Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, il Comandante della KFOR, *Major
General Özkan Uluta?*, accompagnato dal Vice Comandante, Generale di
Brigata Federico Bernacca, l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Antonello De
Riu, i rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali, le Autorità
religiose e i sindaci delle municipalità del Kosovo occidentale.
Il simbolico passaggio della bandiera NATO tra il Colonnello Gabriele Vacca
e il parigrado Francesco Ferrara, ha sancito il cambio alla guida del RC-W,
unità multinazionale composta in prevalenza da militari italiani.
Il Generale Figliuolo, nel portare al contingente nazionale i saluti del
Ministro della Difesa Crosetto e del Capo di Stato Maggiore della Difesa
Ammiraglio Cavo Dragone, ha espresso parole di apprezzamento per i
risultati conseguiti nel corso di una missione che è stata condotta in una
realtà complessa quale quella balcanica, particolarmente nota al Generale
Figliuolo, che è stato Comandante delle forze NATO in Kosovo tra il 2014 e
il 2015.
“In questi sei mesi di missione avete dimostrato coraggio, tenacia e senso
di umanità. Siete stati un baluardo a difesa dei valori di libertà e di
rispetto dei diritti umani. Vi siete fatti apprezzare per il dialogo
continuo e costruttivo con i rappresentanti della vita pubblica di questo
Paese, che è ancora attraversato da tensioni interetniche mai del tutto
sopite”, ha detto il Generale Figliuolo. Poi, rivolgendosi al contingente
subentrante, ha aggiunto: “Giustizia, rispetto dello stato di diritto e
della dignità delle persone, di qualunque etnia o religione esse siano.
Questi devono essere i valori che dovranno ispirare il vostro agire
quotidiano nei prossimi sei mesi. Voi bersaglieri di Cosenza siete gli
eredi di quel 18° Reggimento che nel 1999, insieme ad altri Reparti
dell’Esercito Italiano, fecero ingresso proprio in questo Paese, per porre
fine alle atrocità commesse nel corso della guerra. Buona fortuna!”
Il Comandante di RC-W uscente, Colonnello Gabriele Vacca, nel suo discorso
ha voluto ringraziare i fanti piumati dell’11° Reggimento bersaglieri e i
contingenti delle altre Nazioni con queste parole: “Desidero che questa sia
un’occasione per rivolgervi, spontaneamente, un pensiero di profonda
gratitudine per l’eccezionale lavoro svolto durante questi sei mesi di
missione. Il vostro impegno, la vostra dedizione e la vostra
professionalità hanno contribuito in modo significativo al successo delle
operazioni cinetiche e non cinetiche, condotte sotto il mio comando”.
Quello appena concluso è stato un semestre che ha visto i circa 1.400
militari italiani presenti in Kosovo impegnati in molteplici attività
operative, addestrative, di collegamento con le istituzioni locali e di
cooperazione civile-militare a sostegno delle istituzioni e della
popolazione.
Molte le attività di pattugliamento condotte nell’intera area di
operazione, in particolare nella zona di confine amministrativo tra il
Kosovo e la Serbia; numerose anche le esercitazioni condotte, tra le quali
la “Western Rumble” e la “Golden Sabre”, che si sono svolte in autunno,
oltre a un addestramento continuo volto a mantenere elevati standard di
prontezza operativa.
A queste, si vanno a sommare i frequenti progetti di cooperazione
civile-militare, con donazioni di materiali sanitari, didattici e
tecnologici a favore di ospedali, istituti scolastici, associazioni non
governative e istituzioni locali, condotti sia con fondi italiani sia con
quelli erogati dalla missione KFOR, volti a implementare il livello di
efficienza dei servizi messi a disposizione della popolazione.
Di assoluta importanza, sono stati inoltre i frequenti incontri con i
Sindaci delle 15 municipalità del Kosovo occidentale e con gli altri
rappresentanti delle istituzioni politiche, civili e religiose locali,
nell’ambito di tavoli comuni di discussione sui temi della cooperazione e
del futuro dei giovani.
La visita del Generale Figliuolo alle unità militari schierate nei Balcani
occidentali rientra nell’azione di coordinamento e di direzione che il
Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) esercita sulle attività
svolte dai contingenti delle Forze Armate italiane schierati all’estero.
*APPROFONDIMENTO*
*Missione KFOR*
L’Italia partecipa alla Missione NATO in Kosovo con personale militare
presso il Comando NATO a Pristina (Quartier Generale di KFOR), ma il grosso
del contingente nazionale è dislocato a Camp Villaggio Italia, nei pressi
della municipalità di Pec/Peje, dove ha sede il “*Regional Command West*”
(RC-W).
Qui si concentrano i circa 900 uomini e donne delle quattro Forze Armate
che fanno parte del RC-W, ai quali si sono aggiunti, lo scorso novembre,
ulteriori 500 militari italiani, guidati dal Colonnello Giovanni Corrado,
che costituiscono le *Operational Reserve Forces *(ORF) della NATO. Questo
aumento della presenza militare è una misura precauzionale richiesta dal
Comandante del *Supreme Headquarters Allied Powers Europe* e autorizzata
dal Consiglio del Nord Atlantico in seguito al perdurare della situazione
instabile nell’area balcanica, specie dopo l’attacco armato contro la
polizia kosovara avvenuto il 24 settembre scorso a Banjska. Lo schieramento
delle *ORF* serve a rafforzare la presenza di KFOR nel nord del Paese,
disponendo di forze che saranno impegnate prevalentemente in attività di
pattugliamento e controllo del territorio lungo la linea di confine con la
Serbia.
Inoltre, l’Italia contribuisce alla Missione con cinque *Liaison and
Monitoring Team* (LMT) di cui quattro inquadrati all’interno di RC-W e uno
inquadrato nel *Regional Command East* (RC-E) a guida americana. Fa parte
del contingente anche un Battaglione multinazionale di ricerca informativa (
*Intelligence*, *Surveillance*, *and Reconnaissance Multinational Battalion*
– ISR MNBN).
Personale dell’arma dei Carabinieri è invece inquadrato nell’ambito del
Reggimento *Multinational Specialized Unit* (MSU), situato nella città di
Pristina e attualmente comandato dal Generale di Brigata Ruggiero
Capodivento.
KFOR opera secondo quanto stabilito dalla risoluzione 1244 del Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite del 1999, concorrendo al mantenimento di un
ambiente sicuro e protetto, nonché alla libertà di movimento per tutte le
comunità che vivono in Kosovo.
Dal 10 ottobre 2023 il *Major General Özkan Uluta? *è il Comandante turco
alla guida dell’Operazione “*Joint Enterprise*”.
*11° Reggimento Bersaglieri*
L’11° Reggimento bersaglieri, al termine del mandato semestrale alla guida
del RC-W di KFOR, si appresta a rientrare in Italia portando con sé la
consapevolezza di aver lasciato un’impronta tangibile per la buona riuscita
dell’Operazione. Il Reggimento, fiero interprete delle più alte virtù
bersaglieresche, nel corso degli ultimi decenni è stato impiegato in
molteplici attività operative sia in ambito nazionale a supporto della
popolazione, sia in ambito internazionale, venendo impiegato in numerosi
Teatri Operativi tra cui Afghanistan, Libano, Kosovo, Iraq e Lettonia,
contribuendo a dare lustro all’Italia ed alla Difesa.
*1° Reggimento Bersaglieri*
I fanti piumati di Cosenza portano ancora con sé i ricordi relativi
all’apertura della Missione in Kosovo, essendo i primi militari italiani ad
aver fatto ingresso nel Paese al termine della guerra nel 1999.
Negli ultimi decenni il 1° Reggimento bersaglieri è stato impiegato in
diverse missioni in ambito internazionale, fra le quali le Operazioni “
*Pellicano*” in Albania, “*Ibis*” in Somalia, “*Antica Babilionia*” in
Iraq, “*Leonte*” in Libano, “*ISAF*” e “*Resolute Support*” in Afghanistan
e “*Baltic Guardian*” in Lettonia.A distanza di 25 anni, il Reparto fa
ritorno in Kosovo assumendo il comando del RC-W.
Nel corso del mandato attuale, sulle orme del lavoro svolto dall’11°
Reggimento, i bersaglieri del “Primo”opereranno per garantire un ambiente
sicuro (SASE) e la libertà di movimento (FOM) in tutta l’area di
responsabilità della RC-W, oltre a promuovere iniziative di riconciliazione
tra le diverse comunità etniche in Kosovo.
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*COMANDO OPERATIVO DI VERTICE INTERFORZE*
*CAPO SEZIONE STAMPA*
*Ten. Col. Gianfilippo Cambera*
Sito web Il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) – Difesa.it