
(AGENPARL) – mer 24 gennaio 2024 Coldiretti Calabria, carne coltivata: una battaglia della prima ora e adesso in UE c’è una
maggioranza qualificata (17 paesi su 27) per lo stop. Ci sia una consultazione pubblica.
Dopo l’Italia dove è stata approvata una legge sotto la spinta della raccolta di oltre 2 milioni di
firme da parte della Coldiretti,nell’Unione Europea c’è una maggioranza qualificata di Paesi pronta
a chiedere la “moratoria” sul consumo e la produzione della “carne coltivata” per motivi di tutela
della salute, etici, economici e ambientali.. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il
risultato della discussione del Consiglio Agricoltura e Pesca dell’UE sulle preoccupazioni relative
alle produzioni di alimenti in laboratorio. Hanno infatti garantito supporto alle preoccupazioni
contenute nella nota presentata per la discussione – riferisce Coldiretti – Austria (firmatario),
Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia (firmatario), Grecia, Ungheria, Italia (firmatario), Lituania,
Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna mentre altri non intervenuti nel corso della
discussione avevano garantito supporto scritto (Cechia, Malta e Romania). In caso di eventuale voto
– precisa la Coldiretti – questo gruppo di Paesi, senza considerare tra l’altro quelli non intervenuti
nel corso della riunione, ha già una maggioranza qualificata (17 paesi e 67,45% della
popolazione) sul totale dei 27 dell’Unione. La Commissaria alla salute e sicurezza alimentare,
Stella Kyriakides, peraltro – riferisce la Coldiretti – è intervenuta per sottolineare che sono legittime
le preoccupazioni espresse da molti paesi sulle questioni sociali, ambientali e etiche, in quanto sono
disponibili ancora troppi pochi dati in termini di emissioni, impatti ambientali o prezzi.
La Commissione, infatti ha chiesto all’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) di
aggiornare le linee guida proprio per integrarle con le recenti informazioni scientifiche sui cibi
sintetici. Questa alleanza europea, fa proprie le perplessità sollevate per prima dalla Coldiretti e
conferma il ruolo di apripista dell’Italia che è leader mondiale nella qualità e sicurezza alimentare,
nelle politiche di tutela della salute dei cittadini” ha commentato il presidente della Coldiretti Ettore
Prandini nell’esprimere apprezzamento per il protagonismo a livello comunitario del Ministro
dell’agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. La presa di posizione di un numero
crescente di Paesi è una risposta – precisa Prandini – all’esigenza di avere analisi di impatto
univoche da parte della ricerca pubblica ed evitare di trasformare i cittadini in cavie umane, come
per primi abbiamo chiesto. La crescente diffidenza conferma infatti la necessità di rispettare il
principio di precauzione di fronte ad una nuova tecnologia con molte incognite che rischia di
cambiare la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda” continua Prandini nel sottolineare che
“proprio per questo la sfida che la Coldiretti lancia alle istituzioni europee è che i prodotti in
laboratorio nei processi di autorizzazione non vengano equiparati a cibo ma bensì a prodotti a
carattere farmaceutico”. Queste nuove pratiche – chiarisce Aceto presidente di Coldiretti
Calabria – includono la produzione di alimenti utilizzando la tecnologia delle cellule staminali con
la necessità di evitare rischi per la salute dei consumatori. Nel documento condiviso dalla
maggioranza qualificata di paesi si legge che – riferisce la Coldiretti – “prima di qualsiasi
autorizzazione i Paesi sostenitori chiedono alla Commissione di avviare una consultazione
pubblica sui cibi a base cellulare” che “non possono mai essere chiamati carne” e pongono
“questioni etiche, economiche, sociali e ambientali, nonché sulla nutrizionali e di sicurezza
sanitaria” rimettendo in discussione il quadro normativo attuale che risulta inadeguato anche perché
queste nuove pratiche includono la produzione di alimenti utilizzando la tecnologia delle cellule
staminali con la necessità di evitare rischi per la salute dei consumatori. Lo stop da parte della
maggioranza di paesi dell’Unione Europea è coerente con il fatto che la UE – conclude la Coldiretti
– ha già deciso di vietare gli alimenti prodotti da animali clonati e da oltre 40 anni la carne trattata
con ormoni che vengono utilizzati invece nei bioreattori per la produzione di cibi artificiali per i
quali si chiede di non usare il termine “carne coltivata”, ritenuto fuorviante anche dal rapporto Fao/
Oms che suggerisce di chiamarli “cibi a base cellulare”.