(AGENPARL) - Roma, 23 Gennaio 2024(AGENPARL) – mar 23 gennaio 2024 L’anfiteatro di Capalbio sarà un “tocco di infinito”
Scritto da Chiara Bini, martedì 23 gennaio 2024
Sarà in vetro, acciaio e calcestruzzo e firmato dal grande architetto
olandese Maurice Nio scomparso pochi mesi fa.
Il progetto del nuovo Anfiteatro del Leccio a Capalbio è stato presentato
oggi dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore al turismo Leonardo
Marras.
La struttura sorgerà appena fuori dal centro abitato, prendendo il posto
dell’attuale teatro, su una collina che domina la parte storica della
città.
Appena verrà firmato l’accordo di programma tra Regione Toscana e Comune
di Capalbio, la Regione, che finanzia l’opera per l’80% per un totale di 1
milione di euro di fondi regionali, erogherà metà del contributo
stabilito, cioè 500mila euro. L’altra metà, alla consegna dell’opera, al
31 dicembre 2025.
“L’anfiteatro del Leccio – ha detto il presidente Eugenio Giani –
rappresenterà Capalbio per il ruolo che nel tempo ha conquistato.
Ringrazio il sindaco Chelini di aver fatto molto anche per le iniziative
che fanno di Capalbio uno dei centri di riferimento nazionale e
internazionale, per esempio grazie a Capalbio libri, che ogni anno diventa
un festival centrale che illustra la Toscana e l’Italia nel mondo non solo
con la presentazione di libri, ma anche con i convegni e gli eventi che
ruotano attorno all’appuntamento estivo, un complesso di iniziative che fa
meritare a Capalbio un anfiteatro degno di questo nome che offrirà uno
spazio all’altezza della fama che questo comune ha assunto nel nostro
paese”.
“Sono davvero contento – ha detto l’assessore Leonardo Marras – di poter
dire che un piccolo comune che ha però una dimensione decisamente più
grande della sua effettiva estensione, possa, grazie al contributo della
Regione, realizzare un sogno. Capalbio che già si distingue per contenuti
culturali eccezionali, da oggi possiamo dire che si distinguerà anche per
un contenitore che darà stabilità alla grande offerta culturale con un
segno straordinario dal punto di vista dell’architettura contemporanea che
è, al tempo stesso, anche un’ opera monumentale”.
“È una grande emozione – commenta Gianfranco Chelini, sindaco di Capalbio
– poter vantare nel nostro territorio un contenitore culturale così
monumentale e moderno, firmato da un architetto di fama internazionale, che
allo stesso tempo è anche un contenuto artistico. È inoltre un motivo
d’orgoglio poter intitolare l’opera al compianto sindaco Settimio
Bianciardi, una scelta che tutta l’amministrazione ha voluto fortemente”.
Inserito in un spazio a cui Nio ha dato il nome di “A touch of
infinity”, l’anfiteatro avrà le strutture necessarie e un tetto
convertibile in modo da poter essere chiuso e far assistere a spettacoli
quando il sole è troppo forte. La base del teatro all’aperto sarà
realizzata in calcestruzzo gettato in opera. Le aree di seduta saranno
realizzate con pannelli prefabbricati in calcestruzzo rifiniti con pietre
di mosaico di vetro. Dietro le sedute, sotto una collina artificiale, si
troveranno i servizi: bagni, spogliatoi, un’area tecnica e un’area di
circolazione dove riporre gli oggetti, se necessario. Le capriate del tetto
convertibile, appositamente progettate, in acciaio, verniciate in colore
antracite avranno tutti i cavi per l’illuminazione nascosti in questi
tralicci. Il tetto convertibile è progettato in tessuto bianco.
L’illuminazione di fatto sarà fondamentale: le capriate e le gradinate in
acciaio del teatro saranno sottilmente illuminate da speciali apparecchi a
360 gradi. Nel complesso, sarà un’opera che ha il plus di rappresentare
una riqualificazione del paesaggio in un’integrazione ben ponderata e
ispirata al contesto esistente. Un progetto ambizioso con un significativo
valore economico per la città, un’attrazione pensata per richiamare
turisti stranieri e italiani da lontano anche al di fuori della stagione
estiva.
Maurice Nio, morto a 64 anni l’11 luglio del 2023, è stato l’architetto
olandese che ha firmato l’ampliamento del Centro Pecci di Prato, opera di
architettura che ha rilanciato a livello globale l’immagine di Prato come
città della contemporaneità della Toscana.