
[lid] Il Forum of Mediterranean Women Journalists, giunto all’ottava edizione, lancia il tema “WOmaNchine learning: virtuali, aumentati, artificiali. Nuovi mondi a portata di prompt” che rimanda alla sfida epocale lanciata dall’intelligenza artificiale generativa al giornalismo e al settore della produzione di conoscenza. Il titolo “WOmaNchine learning” rimanda, con un gioco di assonanze e di colori, alla necessità, all’interno dell’intellingenza artificiale generativa, di allargare a letture e sguardi “altri” e non maggioritari sulla realtà, intersecando minoranze di genere, etniche, di orientamento sessuale, di abilità.
Donne e IA: lo scenario
In Europa solo il 16% del personale qualificato addetto al settore della AI è costituito da donne. Se ogni conoscenza è situata, anche nel settore della AI, così come nel sistema informativo globale, il gender gap può essere determinante nella costruzione di un ecosistema inquinato in cui il potere riproduce se stesso, seguendo un dispositivo centrato su opposizioni binarie e intrinsecamente violente (noi/loro) che cancella la pratica “corale” della non-violenza.
L’articolo 5 bis del codice deontologico impone ai giornalisti un corretto utilizzo del linguaggio di genere, emendato da stereotipi, nel racconto dei casi di violenza e femminicidi, così come la Carta di Roma, inclusa nel codice deontologico, impone la corretta narrazione delle minoranze culturali ed etniche. Tuttavia, alcuni tools di traduzione basati sulla AI potrebbero escludere la declinazione di genere femminile nel passaggio da una lingua a un’altra oppure ribadire gli stereotipi “di razza” se si tratta di rappresentare gli stranieri o i migranti, in questo modo riproducendo la storica matrice coloniale del potere nella modernità.
Sono soli alcune delle criticità che gli esperti già tratteggiano all’orizzonte.
Le sfide e le opportunità per il mondo massmediale invece sono infinite e in molti casi sono già raccolte dalle redazioni.
La prima giornata del Forum
Il Forum delle Giornaliste del Mediterraneo raccoglie le voci di diverse donne, dalle giornaliste alle attiviste della società civile, human rights defenders, rappresentanti delle istituzioni, accademiche, studiose, italiane e internazionali per formare giornaliste e giornalisti, studententi e key stakeholder.
L’ottava edizione del FMWJ vuole raccontare il ruolo determinante delle donne nella costruzione di un mondo di pace, di sicurezza e nella risoluzione dei conflitti, anche quando questo mondo e questi mondi assumono contorni “virtuali”, “aumentati”, “artificiali”, per valorizzare e far conoscere il maggiore sforzo che le donne devono compiere, lottando in primis per essere ascoltate e farsi spazio per riuscire a contribuire fattivamente alla promozione della pace.
I lavori inizieranno il 22 novembre 2023 alle ore 14.30.
Sarà possibile assistere ai lavori da remoto su tutti i canali del Forum e da questo link YouTube: https://youtu.be/iIKNo7D5n2g e, in presenza, presso l’Università di Bari (aula Leogrande – palazzo ex Poste) in piazza Cesare Battisti 1 a Bari.
Per i giornalisti sono previsti 4 crediti formativi deontologici per ciascuno degli otto panel.
