
(AGENPARL) – lun 13 novembre 2023 “+Europa vuole svendere il Made in Italy agroalimentare alle multinazionali
nel nome di una tutela della ricerca che la legge non mette affatto in
discussione. Ma ci auguriamo che a farla siano anche Istituti pubblici e
Università e non solo multinazionali interessate solo a fare business”. E’
quanto afferma il responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura di
Fratelli d’Italia, il deputato Aldo Mattia, nel sottolineare che
“anti-italiana è la posizione ideologica di contestazione di una norma che
nasce dalla più ampia partecipazione popolare”. “A volerla – continiua –
sono stati i cittadini con la raccolta di oltre 2 milioni di firme a
sostegno del provvedimento, con più di 2 mila comuni che hanno deliberato a
favore spesso all’unanimità, tutte le Regioni di ogni colore politico ed
esponenti di tutti gli schieramenti oltre a ministri e sottosegretari,
parlamentari nazionali ed europei e sindaci. Una norma appoggiata anche da
una larga e composita alleanza, dall’Acli ad AssoBio, dalla Cna alla
Coldiretti, da Italia Nostra a Slow food Italia. L’invito al rispetto del
principio di precauzione che è alla base di questa normativa deriva
peraltro proprio dall’unico rapporto scientifico indipendente fino ad ora
esistente realizzato da Fao ed Oms che individua ben 53 rischi potenziali
per la salute. A questo proposito va ricordato che nei processi produttivi
della carne a base cellulare vengono utilizzati gli ormoni messi al bando
negli allevamenti proprio dall’Unione Europea da oltre 40 anni. L’Italia in
Europa e l’Europa nel mondo, per la cultura alimentare che hanno sviluppato
nei secoli, hanno il dovere di svolgere un ruolo guida nelle politiche di
sicurezza alimentare senza affidarsi alle rassicurazioni interessate delle
poche ma grandi multinazionali che vogliono fare business nel settore.
Mente sapendo di mentire chi pensa che il cibo prodotto nei bioreattori di
laboratorio potrà essere una opportunità di crescita per le piccole
imprese. Non è un caso che oggi impegnati in questo affare ci sono i più
grandi gruppi mondiali della finanza, dell’hitech e della farmaceutica”,
conclude.