
(AGENPARL) – gio 09 novembre 2023 [image: image.png][image: image.png]
*CIM BASILICATA CENTRO STUDI INTERNAZIONALI LUCANI NEL
MONDO*
Basilicata terra di emigrazione continua che non attrae i rientri
Sono 141.518 i lucani iscritti all’Aire al 01/01/2023 rispetto ai 139.792
dell’anno precedente su un totale di circa 6 milioni di italiani nel mondo
Un Incremento di 1.726 unità di Lucani all’estero con una incidenza
percentuale del 26,4% rispetto ad una popolazione residente scesa in
maniera preoccupante a 536.659 CON UNA PERDITA NETTA DI 5677 abitanti.
È questo il primo dato ufficiale che emerge dall’analisi dei dati
presentati a Roma dalla Fondazione Migrantes “che conferma la tendenza
emersa negli ultimi due anni – rileva Luigi Scaglione Presidente CIM
Basilicata e Centro Studi Lucani nel Mondo – di una costante e continua
partenza dei lucani, non solo giovani ma in gran parte, circa il 26% di
loro laureati, dalla nostra regione verso l’estero a cui aggiungere quelli
che vanno a cercare occasioni migliori al nord Italia. È la mobilità e la
circolarità che definiscono il paradigma di un nuovo sentire della fuga e
dello spopolamento delle aree interne ripreso prepotentemente, dopo gli
anni del Covid”.
Negli iscritti all’Aire tra i paesi nella graduatoria resta il primato di
Castelgrande con una incidenza rispetto alla popolazione residente pari al
173,7% e 1421 iscritti.
A seguire Montemurro con il 160,8%, Sasso di Castalda 143,9 e poi
Pescopagano, Calvera, San Fele.
In termini assoluti gli iscritti Aire della Basilicata vengono da Marsico
Nuovo (3389 iscritti), Potenza con 3.299 cittadini, Lauria (3.103), poi San
Fele (3069), Oppido Lucano (2875), Satriano di Lucania (2310), Trecchina
(2152) a seguire Grumento, Montemurro, Calvello, Ripacandida, Accettura.
Sui paesi di approdo e residenza resta l’Argentina terra di lucani con
34.430 cittadini per il 24,3%, seguita da Germania con 18.991 iscritti pari
al 13,4%, Svizzera con 18.035 unità pari al 12,7%.
“Il dossier analitico storico culturale per la parte lucana, – aggiunge
Scaglione – curato quest’anno da Carmine Cassino, guarda poi in maniera
specifica ai casi di Lauria, Sant’Angelo Le Fratte e Irsina, con un comune
denominatore: non bastano e aiutano sin qui poco al ripopolamento dei
borghi, le politiche delle case ad 1 euro se non ad una transitorietà
legata alla esigenza, soprattutto di coppie del Sudamerica, di ricercare le
proprie origini per ottenere la cittadinanza. Cosa che è possibile in un
comune qualsiasi d’Italia con la permanenza per un periodo più o meno
limitato.
Piuttosto bisogna spingere fino in fondo, a livello istituzionale, non solo
con kermesse promozionali di natura generalista da agenzie di viaggio o con
le stories montate ad arte che si inseguono sui social, ma sulla esigenza
di accompagnare a livello regionale e nazionale con interventi diretti e
decisi, i flussi di turisti delle radici che si potrebbero generare nel
2024, guardando ad una necessaria ripresa degli scambi e dei gemellaggi con
i giovani lucani e quelli di origine o ancor più con una intesa diretta con
l’Università lucana per corsi e borse di studio per i discendenti come
accadeva qualche tempo fa. O ancor più con politiche anti spopolamento,
mirate e dirette in favore dei giovani aiutandone la residenzialità e
quindi il ritorno nel segno del lavoro nel proprio borgo.
Il dato più preoccupante è che nonostante sia segnato un dato positivo nei
rientri in Italia e politiche fiscali con il DL Mezzogiorno, a goderne al
Sud sono state altre regioni (Campania, Puglia e Sicilia appaiate) e non la
Basilicata.
Presto, che è già tardi – ha concluso Scaglione – viste le esperienze
attivate da altre regioni italiane, come mostrato qualche giorno fa in
Toscana dati e cifre alla mano”.
Ufficio Stampa
Roma, 8 Novembre 2023
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