
(AGENPARL) – dom 05 novembre 2023 *Di seguito riportiamo il comunicato con il testo corretto in quanto quello
trasmesso questa mattina presentava degli errori di battitura.*
*Ci scusiamo per l’inconveniente.*
*Lorenzo Tamaro – Segretario Provinciale SAP*
*Nessun sconcerto, nessun pericolo e nessuno Stato di Polizia …*
*Solo la richiesta di strumenti per garantire sicurezza alla brava gente*
Siamo sorpresi della narrazione di Gianfranco Schiavone di Ics riguardo
alle dichiarazioni del sottoscritto Lorenzo Tamaro Segretario Provinciale
del SAP. Interpretazioni e proiezioni, quelle di Gianfranco Schiavone,
molto differenti da quanto scritto ed affermato in maniera semplice e
chiara nel corso di alcuni miei interventi sulla Rotta Balcanica e sulla
questione della sicurezza nelle nostre città. Interpretazioni e proiezioni,
quelle di Gianfranco Schiavone, che non avrebbero bisogno di spiegazioni e
tantomeno di giustificazioni. Ritengo che i miei pensieri siano sempre
stati chiari, coerenti e lineari; sono facilmente reperibili sui canali di
comunicazione. Sono una serie di richieste di natura prettamente sindacale,
rivolte in ogni sede istituzionale e alla “Politica” con l’unico scopo di
trovare delle soluzioni alle problematiche degli operatori di Polizia,
troppo spesso messi nella condizione di esporsi a rischi di servizio
eccessivi. Subiamo mediamente otto aggressioni al giorno e le denunce per
motivi di servizio sono sempre più numerose. Le motivazioni principali sono
due: da una parte per strategia difensive degli avvocati che consigliano di
contro denunciare l’operatore intervenuto al solo scopo di trasformarlo nel
procedimento penale da teste terzo in imputato in procedimento connesso,
pertanto con un valenza probatoria minore; dall’altra siamo vittime dell’atto
dovuto nonostante nel nostro ordinamento siano previste le cd cause di
giustificazione (uso legittimo delle armi, adempimento di un dovere,
legittima difesa, stato di necessità). Azioni penali mosse nei nostri
riguardi che nella quasi totalità dei casi giungono poi all’archiviazione.
Per questo da anni chiediamo idonee “garanzie funzionali”. Tutele
indispensabili per svolgere in modo efficace ed efficiente la nostra
funzione. Per togliere ogni dubbio che non siamo alla ricerca di privilegi
o guarentigie siamo i primi sostenitori delle bodycam, delle telecamere
sulle auto e nei locali di polizia al fine di rendere sempre più
trasparente il nostro operato. Dopodiché riteniamo necessarie “garanzie
funzionali” quali una adeguata tutela legale per fatti di servizio,
protocolli operativi chiari e sanzioni più gravi per chi usa violenza a
pubblico ufficiale. Spiace che anche alcune organizzazioni sindacali solo
per spirito di critica, abdicando al loro ruolo di tutela e rappresentanza
del personale e neghino certe criticità della nostra professione. Forse non
sono più abituati alla strada o solamente sono troppo distanti dalle
esigenze dei colleghi poiché impegnate a criticare gli altri e a
ideologizzare la loro azione. È innegabile che l’autorevolezza di chi
indossa una divisa sia diminuita in modo esponenziale. Molti si stupiscono
quando osservano (anche sui video che spopolano sui social) operatori delle
forze dell’ordine che tentennano di fronte ad episodi di violenza e
ritardano l’intervento (ne ha raccontato uno anche il noto giornalista
Giuseppe Cruciani nella sua trasmissione la Zanzara nel mese di settembre).
I motivi sono molto semplici e non riguardano la propria incolumità fisica
ma bensì i rischi di strumentalizzazioni mediatiche e di denunce per fatti
di servizio. Denunce che comportano non solo l’esborso delle spese legali
ma anche il blocco della carriera, trasferimenti d’ufficio, la sospensione
di premi ecc.
Infine, solo alcune precisazioni oggettive. Non esiste alcun esonero ” da
responsabilità penale gli agenti dei servizi segreti”, forse solo in
qualche film. Oggi, tenendo conto delle dovute proporzioni della
popolazione, la stragrande maggioranza dei reati vengono commessi da
cittadini stranieri. I nostri interventi per circa i due terzi vedono
coinvolti cittadini stranieri. È altrettanto un dato obiettivo il fatto che
la popolazione carceraria è composta prevalentemente da cittadini
stranieri. Per quanto riguarda le baby gang è certamente un fenomeno molto
complesso, ma è chiaramente rilevabile che la maggior parte di questi
gruppi giovanili sono composti oltre che da ragazzi stranieri da italiani
prevalentemente figli di seconda generazione di immigrati. Sottovalutare
questi aspetti significa non voler ricercare reali soluzioni al
problema. È altrettanto
inequivocabile che il sistema di accoglienza sia sostanzialmente
fallimentare poiché non ne è seguita un’adeguata integrazione. Per
concludere spiace che si siano sviluppate polemiche (sterili) su
osservazioni e analisi relative alle condizioni di sicurezza della nostra
città e in realtà di tutto il Paese. La sicurezza è una precondizione per
lo sviluppo e la crescita di ogni società poiché indispensabile per
garantire convivenza civile e sviluppo economico. È necessario che la
nostra comunità abbia piena consapevolezza di quelle che possono essere le
criticità dell’apparato di sicurezza per decidere se attraverso la politica
e le istituzioni sia necessario intervenire per migliorare gli standard
attuali. Per quanto ci riguarda, da tecnici del settore, riteniamo di aver
il dovere di proporre la giusta analisi della situazione e promuovere
proposte.
Il resto è polemica
Lorenzo Tamaro – Segretario Provinciale SAP
Buon lavoro.
*La Segreteria Provinciale SAP*