(AGENPARL) - Roma, 31 Ottobre 2023(AGENPARL) – mar 31 ottobre 2023 IRSINA (MT): I CARABINIERI ARRESTANO UN 20ENNE PER TENTATA TRUFFA AGGRAVATA
AI DANNI DI UN?ANZIANA.
Sono le prime ore del pomeriggio quando, una chiamata giunta al Comando
Stazione Carabinieri di Irsina, segnalava ai militari che, nei pressi di
un’attività commerciale, era parcheggiata un’autovettura sospetta con
all’interno una persona.
Giunti sul posto, i Carabinieri identificavano una ragazza che si trovava
all?interno dell?auto sul sedile passeggero, in apparente stato di
agitazione, e riferiva di essere stata lasciata sola dal proprio ragazzo
affermando di non essere a conoscenza dove fosse andato.
Durante gli accertamenti dei Carabinieri sul posto, alcuni cittadini
incuriositi si sono affacciati ai rispettivi balconi, segnalando la presenza
di un giovane ragazzo non del posto che, nei pressi dell’ingresso di un
condominio adiacente, sostava in un giardino. Immediatamente raggiunto dai
militari, veniva identificato, e nelle sue vicinanze veniva rinvenuto un
cappello da baseball con all?interno banconote per mille euro circa e monili
d’oro per un valore complessivo di duemila euro circa. Da accertamenti
approfonditi, la merce è risultata appartenente ad un?anziana irsinese che
qualche istante prima era stata indotta a consegnare al ragazzo, su
indicazione telefonica di un sedicente nipote.
Per il 20enne è scattato quindi l?arresto e la traduzione presso la casa
circondariale di Matera, su disposizione dell?A.G. ordinaria della Città dei
Sassi. Gli accertamenti compiuti sono comunque nella fase delle indagini
preliminari, e necessitano della successiva verifica processuale nel
contraddittorio con la difesa.
Ennesimo caso di truffa agli anziani avvenuto in Basilicata da un individuo
che, con raggiri, ha tentato di sottrarre i propri averi ad un?anziana. In
questo caso però non è andata come in altri casi, e alla signora, che ha
ringraziato i Carabinieri, sono stati restituiti tutti i soldi e i monili
d?oro.
I Carabinieri segnalano che da qualche mese in provincia di Matera si stanno
verificando più truffe ad anziani, da parte di malfattori che chiamano al
numero di telefono fisso dell?abitazione o del cellulare. I malfattori in
particolare simulano la necessità di consegnare un pacco per un familiare
dell?anziano, familiare che si trova impossibilitato a ritirarlo, e per il
quale c?è da pagare anche cifre consistenti, inducendo quindi gli anziani a
pagare migliaia di euro a sconosciuti che si presentano a ritirare il denaro
facendo credere che sarebbe seguito il pacco.
Tra le altre tecniche poste in essere dai criminali per perpetrare truffe
nei riguardi di persone anziane vi sono anche le richieste di cauzione per
scongiurare problemi legali ai propri cari, o la simulazione della fuga di
gas nel palazzo, con richiesta di abbandonare l?immobile; in altri casi i
truffatori si presentano come persone distinte, gentili e molto affabili,
riuscendo a carpire la buona fede delle vittime ed entrando nelle loro case
spacciandosi ad esempio come funzionari delle Poste, di enti di
beneficienza, dell?INPS o di società di servizi di forniture pubbliche, ma
purtroppo talvolta anche come appartenenti alle Forze dell?Ordine.
È verosimile che queste chiamate avvengano in grande quantitativo nei
riguardi degli anziani, sui quali i malfattori si informano prima di
telefonare.
Nel recente passato, già i Carabinieri della Compagnia di Policoro sono
riusciti, grazie ad una segnalazione tempestiva, ad arrestare in flagranza
due soggetti che stavano per compiere una truffa simile, e anche i
Carabinieri della Compagnia di Matera hanno proceduto, tramite indagini ed a
seguito di un?ordinanza di custodia cautelare, ad individuare ed arrestare
altri due truffatori.
Che al centro di truffe di ogni genere siano soprattutto le persone “di una
certa età” non deve stupire: spesso sole in casa, ben disposte anche verso
chi non conoscono, attratte da false novità abilmente prospettate, si
lasciano coinvolgere da proposte ed iniziative che definire rischiose non è
esagerato, come ben sa chi di creativi e fantasiosi sfruttatori è stato
vittima. E questo nonostante i ripetuti segnali d’allarme lanciati dalle
Forze dell’Ordine, spesso opportunamente appoggiate dalle denunce della
cronaca giornalistica. In realtà basterebbe osservare sotto una luce
diversa, e soprattutto con più attenzione, alcuni comportamenti
all’apparenza “normali” e “ragionevoli” anche se magari un po’ insoliti, per
rendersi conto di come in effetti siano tutt’altro che credibili.
In ogni città, paese, frazione del territorio nazionale, si moltiplicano le
opere di sensibilizzazione dell’Arma finalizzate alla prevenzione e al
contrasto dell’esecrabile fenomeno delle truffe perpetrate ai danni degli
anziani. Si tratta di iniziative di rassicurazione sociale, che tendono a
consolidare il tradizionale rapporto di vicinanza dell’Arma ai cittadini,
con particolare riguardo nei confronti di quanti si trovano all’interno
delle fasce più deboli e indifese della popolazione. La sicurezza è un bene
assoluto per gli anziani: sicurezza che troppo spesso viene messa a
repentaglio dall’azione di malfattori senza scrupoli che approfittano della
loro buona fede. Un fenomeno, purtroppo, in continua crescita. Che deriva
anche dall’atomizzazione delle famiglie e dalla conseguente solitudine in
cui vivono molti appartenenti a tale categoria sociale. Per queste persone
la truffa, oltre al danno economico che comporta, rappresenta anche un vero
e proprio motivo di caduta psicologica: c’è infatti il reale pericolo che le
vittime possano chiudersi in sé stesse, compromettendo la propria autonomia
e socializzazione. Ecco perché nelle parrocchie come nei centri culturali,
nelle aule consiliari come nei circoli ricreativi e nelle sedi delle
associazioni di quartiere, e persino con un “porta a porta” presso le
abitazioni private, i militari dell’Arma si muovono, in concerto e con la
collaborazione di Enti locali e autorità religiose, per parlare con gli
anziani, informarli sulle modalità attraverso le quali le truffe vengono
attuate e fornire loro consigli mirati affinché possano difendersi dalle
subdole tecniche utilizzate dai malviventi per introdursi in casa.
Al termine di questi incontri, i partecipanti acquisiscono sempre più la
consapevolezza di un concetto importante: quello della “sicurezza
partecipata”, utile al fine di prevenire i reati e a promuovere in modo
sempre più proficuo l’indispensabile collaborazione con chi è impegnato a
contrastarli. Sentirsi protetti e vivere in un ambiente sicuro è infatti una
condizione fondamentale, che contribuisce a innalzare la qualità della vita
e il livello di benessere. E la fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine
e la collaborazione che i cittadini danno loro diventano presupposti
fondamentali alla costruzione di un’efficiente rete di comunicazione che
permette di prevenire e arginare quelle che sono le più frequenti situazioni
di pericolo. Le iniziative dell’Arma non si limitano però ai menzionati
incontri nelle sedi in cui è più facile entrare in contatto con gli anziani.
Fondamentale è il contributo fornito dagli organi di stampa e dai mezzi
d’informazione locali, in grado di diffondere presso il maggior numero di
persone l’opera di sensibilizzazione intrapresa dai Carabinieri (molte le
radio e le televisioni regionali e provinciali che trasmettono spot e video
informativi). Non solo. Nell’opera di prevenzione vengono coinvolti anche
medici di base, Associazioni di categoria e Sindacati, oltre naturalmente ai
responsabili dei vari istituti di credito, banche e uffici postali, invitati
a segnalare eventuali operazioni o movimenti di denaro insoliti effettuati
dai pensionati. Brochure e vademecum informativi vengono affissi nei luoghi
di maggior aggregazione (centri commerciali e supermercati di zona, sale di
attesa dei Comandi Stazione) o inseriti nei bollettini parrocchiali diffusi
dalle diverse comunità religiose. C’è persino chi ha pensato al teatro come
strumento ideale per educare le coscienze: è successo a Parma, dove è andato
in scena “Truffati: raggiri, inganni e altre catastrofi”, presentato in
tutti i centri sociali, ma anche a Trieste, con una pièce
dall’inequivocabile titolo de “L’arte del raggiro”.
Insomma, nulla viene trascurato per arginare, e soprattutto prevenire, un
così odioso reato e restituire alle vittime la fiducia in sé stesse e in chi
è chiamato a difenderle.
E comunque, in presenza di qualunque situazione dubbia, i Carabinieri
invitano in ogni circostanza a chiamare l?utenza di emergenza 112 per
richiedere l?intervento di una pattuglia dell?Arma.
L?opera di sensibilizzazione dell?Arma dei Carabinieri non trascura neanche
i moderni social con i propri profili tematici, ed anche il web con il sito
istituzionale http://www.carabinieri.it, sul quale i
cittadini possono reperire dei video tutorial, dei consigli utili e dei
decaloghi come quello che segue, che propongono alcune regole semplici ed
essenziali per affrontare con maggior sicurezza e serenità determinate
situazioni e per tutelarsi da truffe e raggiri:
1. ATTENZIONE A…
Prima di tutto, allora, tenete presente che occasioni, iniziative, offerte,
all’apparenza assai vantaggiose, se veramente tali vengono presentate con
chiarezza e si è sempre in grado di controllarle: non sarà un incontro
occasionale a proporvele. È facile invece che si tratti di una truffa. Il
cui ideatore, una volta giunto a buon fine, si dissolverà nel nulla. Le
truffe possono essere perpetrate di persona, al telefono o anche per posta,
non esclusa quella che viaggia su Internet. Si può essere fermati per
strada, si può ricevere una visita a casa, si può venire contattati con i
più diversi sistemi. Ma l’atteggiamento del malintenzionato è sempre lo
stesso. Qualcosa, positivo o negativo che sia, sta per accadere, è appena
accaduto, potrebbe accadere se…
2. DIFFIDATE DELLE APPARENZE.
Apparenza distinta, sorriso cordiale, massima disponibilità, gli “amici”
truffatori si presentano con un aspetto tranquillizzante. L’ideale per
conquistare la vostra simpatia. E per introdurvisi abilmente in casa, pronti
ad appropriarsi di denaro e gioielli.
Della vostra ingenuità approfitteranno ugualmente in strada, ostentando
un’improbabile cortesia che consentirà loro di avvicinarvi quanto basta per
farvi sparire il portafogli. O magari la pensione, appena usciti dalla banca
o dalle poste. E sull’insicurezza gioca anche il sedicente amico, che non
esiterà ad abbracciarvi affettuosamente sfilandovi dalla tasca il cellulare
appena acquistato. Né meno bene i truffatori sanno colloquiare con voi
quando il contatto è telefonico. Per coinvolgervi in costose iniziative che
solo in un secondo momento vi appariranno in tutta la loro insensatezza.
3. NON APRITE QUELLA PORTA
Cominciamo col dire che il cancello e il portone non si aprono agli
sconosciuti. Tanto meno la porta di casa. Controllate il visitatore dallo
spioncino, e ricorrete comunque alla catenella se aprire vi appare
necessario. Già, ma in quali casi è veramente necessario? Un funzionario del
Comune o delle Poste, un incaricato dell’INPS o dell’INAIL, un tecnico del
gas o della luce non si presenta a casa vostra senza preavviso. E non
compete a lui la riscossione di bollette, il controllo dei pagamenti, magari
con rimborsi a vostro vantaggio. La sua visita è sempre preceduta e
garantita da una comunicazione in cui ne risulta il motivo. Non vi convince
ugualmente? Avete tutti i diritti di contattare l’azienda interessata.
Controllate il numero telefonico, però: il soggetto potrebbe darvi quello di
un suo complice. Lui (o lei) attenderà fuori della porta.
4. MAI IN CONTANTI.
Tutt’altro discorso per i venditori porta a porta, che da esibire non hanno
altro che il rivoluzionario e/o economicissimo elettrodomestico, la storica
enciclopedia, o una serie di “ottimi prodotti alimentari”. Se proprio non
siete disposti a rinunciarci, nessun pagamento in contanti: con un
bollettino postale avrete conferma della società che vi ha offerto il
prodotto e soprattutto la garanzia dell’avvenuto vostro acquisto presso di
essa.
E se invece ad arrivare è il pacco ordinato dal familiare sempre in giro per
il mondo? Se non riuscite a rintracciarlo, la miglior cosa è chiedere che il
pacco venga lasciato sullo zerbino, nell’androne o, se lo avete, dal
portiere. Certo, bisognerà firmare. Ma mai senza catenella alla porta.
5. IL TESSERINO NON BASTA
Di visite, quando si è in casa, se ne possono ricevere tante. Ma non certo
quelle degli impiegati di banca, i cui servizi vengono offerti solo presso
gli sportelli, per corrispondenza, con carte di credito e online.
Particolare attenzione, poi, a chi dice di far parte di enti benefici o
religiosi, che, in modo assolutamente più credibile, preavvisano con
messaggi nella buca delle lettere e di prassi non inviano volontari nelle
abitazioni. Alla porta c’è un rappresentante delle Forze dell’Ordine, con un
tesserino di riconoscimento a giustificare gli abiti civili? Comportamento
del tutto inusuale: Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza operano presso
le abitazioni in uniforme e vi giungono con auto di servizio. Chiamate senza
esitazione il 112. Il suo compito è garantire la vostra sicurezza.
6. NESSUNA CONFIDENZA AL TELEFONO…
Operando in linea, i truffatori possono procedere indisturbati. Attenzione
allora a qualsiasi inattesa opportunità vi venga proposta “per
appuntamento”. E tenete presente che INPS, INAIL e le ASL non ricorrono al
telefono se devono effettuare controlli o risolvere questioni
amministrative. Niente conversazioni, e confidenze, con persone che vi hanno
contattato “per sbaglio”: non di rado si tratta di malintenzionati che
mirano a carpire utilissime informazioni su di voi. La più classica delle
truffe al telefono? La chiamata di sedicenti avvocati che chiedono
urgentemente denaro per un vostro familiare in difficoltà: un incaricato
verrà da voi a prelevarlo, magari disposto ad accompagnarvi al Bancomat. Non
pagate in nessun caso. Piuttosto rivolgetevi ad una persona di fiducia.
7. …E NEMMENO SU INTERNET.
E se ad Internet, ormai, la Terza Età non può più rinunciare, altrettanto
non deve fare a meno di alcune misure di sicurezza. Una password
“complicata” (numeri, simboli, lettere maiuscole e minuscole), riservatezza
dei dati, bancari ma non soltanto, un buon programma antivirus. Sempre
ricordando che accattivanti occasioni per acquisti vanno sempre
opportunamente controllate, e le e-mail che arrivano da sconosciuti non
devono mai essere aperte.
8. ATTENTI A BAMBINI!
Il nipotino non va mai mandato da solo ad aprire il portone o la porta di
casa: non avrebbe problemi ad accogliere chiunque, senza distinzione tra
“buoni” e “cattivi”. Ma non deve nemmeno accettare dolci o giocattoli per
strada da estranei, pronti a “fare amicizia” con lui. Ma anche con voi. E le
conseguenze potrebbero essere inattese.
9. NON FATEVI DISTRARRE.
E tanto quanto “fare amicizia” è facile distrarre una persona, anziana ma
non soltanto: basta una spinta, all’apparenza involontaria; una moneta che
cade in terra attirando lo sguardo; una battuta spiritosa mentre si maneggia
del denaro. Per non parlare di ambienti affollati e confusione: gli
spostamenti in autobus, la spesa al mercato, il cappuccino al bar sono
circostanze
ideali per ladri e ladruncoli. Almeno quanto la borsa o il borsello aperti o
sul lato esterno del marciapiede, e perciò “a portata di mano”. Da non
trattenere, però, in caso di scippo: una caduta può avere effetti ben più
gravi della perdita di denaro…
10. UN BUON VICINATO.
Proprio per non rinunciare alle proprie abitudini e ai propri interessi,
insomma, giunti ad un certo momento della vita alcune precauzioni in più, a
partire da quelle che vi abbiamo indicato, è bene prenderle. Certo, non
tutti in casa possono permettersi la porta blindata, il dispositivo
antifurto o la cassaforte. Ma può essere fondamentale, ad esempio, un buon
rapporto di vicinato. Perché è proprio il vicino che salutate tutti i
giorni, e con cui è sempre bene scambiare il numero di telefono, che potrà
intervenire in vostro aiuto prima di chiunque altro, ben conoscendo il
vostro stile di vita e individuando eventuali, preoccupanti “anomalie” nella
vostra quotidianità.
