(AGENPARL) - Roma, 4 Ottobre 2023(AGENPARL) – mer 04 ottobre 2023 DL GIUSTIZIA, SCARPINATO (M5S): ORMAI SIAMO IN DEMOCRAZIA RECITATIVA, PARLAMENTO RIDOTTO A PASSACARTE
ROMA, 4 ottobre – “Con questo ennesimo decreto legge si consuma ulteriormente lo svuotamento del ruolo della Camere compiuto dal governo Meloni. Io personalmente mi sento un figurante di una democrazia recitativa, parte di una messa in scena fatta solo in favore del pubblico. Ieri mi sono trovato letteralmente con la penna in mano quando è scaduto il termine risibile per studiare gli atti, scrivere e depositare gli emendamenti. Il Parlamento si trova del tutto espropriato del suo ruolo e a fare da cinghia di trasmissione delle decisioni del governo, assunte con un sistematico abuso dello strumento del decreto legge, per di più con provvedimenti del tutto eterogenei. Il Parlamento fa solo da passacarte. Mi domando, ad esempio, quanti parlamentari di maggioranza, che per disciplina di partito votano sì a questo decreto, sappiano che stanno dicendo sì all’autorizzazione alle forze di polizia di compiere per fini di indagine reati consistenti nell’introdursi all’interno di un sistema informatico telematico, danneggiandolo, alterandolo, attivando false identità digitali, assumendo il controllo occulto dello spazio informatico dei cittadini”.
Lo ha detto il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato nella dichiarazione di voto sul decreto Giustizia.
“Sulle intercettazioni – ha aggiunto – nell’indagine conoscitiva che abbiamo svolto al Senato sono state scritte le vere criticità e smentite le tante bufale sventolate dal governo. Tutto tempo perso, con questo decreto sono state introdotte norme gravi che colpiscono il diritto di difesa di imputati e indagati e che aprono nuovi spazi di impunità ai colletti bianchi per i reati di corruzione. È stato introdotto il divieto di trascrivere anche sommariamente il contenuto delle conversazioni ritenute non rilevanti e, poiché nessun pubblico ministero e nessun avvocato ha il tempo di ascoltare personalmente ore di intercettazioni, è stato così attribuito alla Polizia Giudiziaria, che e a volte non conosce neanche le linee portanti delle indagini, il compito delicatissimo di stabilire quali conversazioni siano rilevanti per l’accusa e quali per la difesa. Il tutto senza alcun confronto di merito in Parlamento e nel Paese. Siamo oltre il limite della decenza”.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
