
(AGENPARL) – mar 03 ottobre 2023 Addetto Stampa
Feltre, 03 ottobre 2023
Feltre ricorda il sessantesimo del disastro del Vajont con una mostra
realizzata dagli studenti dell’Istituto Canossiano al Monte di Pietà.
In programma anche un laboratorio creativo ed una serata con due
giovani studiosi.
L’assessore alla cultura Colle: “Una tragedia che deve essere memoria
condivisa di tutti noi, anche delle giovani generazioni”.
Apre i battenti al Monte di Pietà di via Paradiso a Feltre la mostra “Le memorie del
Vajont” un’esposizione fotografica corredata da un video per ricostruire quei tragici
minuti del 9 ottobre 1963.
La mostra è il frutto di un progetto realizzato nel 2022 dalle classi quinta Liceo
Scienze applicate e Liceo Scienze Umane dell’Istituto Canossiano paritario “Vittorino
da Feltre” di Feltre in collaborazione con il professor Enrico Bacchetti, direttore dell’
ISBREC, e della prof.ssa Adriana Lotto, presidente dell’associazione Tina Merlin,
che assieme al Comune di Feltre hanno dato il patrocinio all’iniziativa; il Leo Club di
Feltre ha invece sponsorizzato l’allestimento della mostra, le cui aperture saranno
gestite anche grazie all’associazione “Il Fondaco”.
Lo scopo della quarantina di immagini selezionate dagli studenti e delle didascalie da
loro ideate è quello di ricostruire la storia del luogo e la storia dell’uomo, sia prima
che dopo la strage del Vajont; infatti, a sessanta anni dal disastro i giovani vogliono
sensibilizzare e tener viva la memoria ora che, per motivi anagrafici, i testimoni e i
superstiti stanno scomparendo.
La mostra potrà esser visitata gratuitamente dalle scuole nelle seguenti mattinate:
lunedì 9, martedì 10, venerdì 13, lunedì 16, martedì 17, venerdì 20 ottobre, sempre
dalle ore 9.00 alle 12.00, previa prenotazione (da far pervenire almeno un paio di
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giorni lavorativi prima) al seguente link: https://bit.ly/Vajont_visita, oppure su
http://www.istitutocanossianofeltre.org.
Non vengono effettuate visite guidate, ma l’allestimento immersivo offre pannelli
didascalici e una video ricostruzione del disastro curata da Lorenzo Dal Cortivo.
La mostra è visitabile senza prenotazioni venerdì 6 dalle 15 alle 18, sabato 7 dalle 15
alle 18, domenica 8 dalle 10 alle 2 e dalle 15 alle 18, lunedì dalle 15 alle 18, sabato
14 dalle 15 alle 18 e infine domenica 15 ottobre nelle fasce 10-12 e 15-18.
Il laboratorio creativo “V l’onda lunga”, condotto dalla professoressa Lara
Cossalter, si svolgerà invece lunedì 16 ottobre dalle 14.30 alle 16.30 nelle sale del
Monte di Pietà ed è rivolto ai bambini dai 7 ai 10 anni (contributo di 5 euro).
Iscrizioni al seguente link fino al raggiungimento del numero massimo di 20
partecipanti: https://bit.ly/Vajont_laboratorio.
Mercoledì 18 ottobre alle 18 è invece in programma, sempre al Monte di Pietà,
“Longarone una ricostruzione possibile?”
Un doppio intervento lascerà spazio a due studiosi sul volto della vecchia Longarone,
ricostruita da foto e cartoline da Lorenzo Dal Cortivo, studente universitario iscritto
alla Facoltà di storia e collezionista, già autore di pagine FB dedicate al Vajont, e di
Luca Bertuol, laureando in Architettura presso lo IUAV con tesi sulla architettura
della ricostruzione, ha collaborato nel curare la mostra “Longarone: 1963-1972. I
piani e le architetture per la ricostruzione”.
“Ringrazio gli studenti e gli insegnati dell’Istituto Canossiano di Feltre e tutti coloro
che hanno collaborato a vario titolo alla realizzazione di questo progetto. Ospitare la
mostra proprio in concomitanza del sessantesimo della tragedia del Vajont, commenta
l’assessore alla Cultura del Comune di Feltre Flavia Colle, ha evidentemente un
significato particolare e molto importante, ovvero quello di sottolineare come quel
drammatico evento sia e debba essere patrimonio comune e oggetto di memoria
condivisa da parte di tutta la comunità bellunese e non solo. Questa iniziativa –
prosegue l’assessore Colle – ci consente di creare un ponte ideale con Longarone,
Erto e Casso, che si accingono a vivere delle giornate di particolare emozione e
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dolore, ma anche di dare un contributo concreto affinché le nostre giovani
generazioni siano rese partecipi di una storia che ha segnato profondamente, e
continua a farlo, la nostra comunità”.
Il materiale della mostra, su richiesta, potrà venir concesso gratuitamente in prestito
per diventare una sorta di patrimonio comune itinerante.