
(AGENPARL) – ven 08 settembre 2023 “La riforma del fondo di coesione e la zes unica possono essere l’occasione
che l’ennese attendeva”
Sabrina Burgarello “Apprendiamo del DL che ieri il governo ha approvato e
che prevede una riformulazione del fondo di coesione territoriale e delle
ZES e non possiamo non attestare il nostro apprezzamento. Entrambi gli
strumenti negli anni ha in tutto o in parte fallito la loro missione, era
opportuno un cambio di rotta che dalle notizie diffuse sembra essere nella
giusta direzione”
Così la Presidente dell’ANCE Enna sul DL Sud approvato ieri 7 settembre dal
Governo Meloni.
Il provvedimento prevede che le risorse FSC 2021-2027, siano destinate a
sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, ripartiti nella
proporzione dell’80 per cento nelle aree del Mezzogiorno e del 20 per cento
nelle aree del Centro-Nord. La ripartizione delle risorse ad opera del
Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo
sostenibile (CIPESS) sarà in favore solo di amministrazioni centrali e
regioni e province autonome (e non delle città metropolitane e altri enti
pubblici, come invece previsto finora); si introduce la possibilità che gli
interventi previsti dagli Accordi per la coesione siano finanziati con le
risorse europee che risultano ancora non impegnate.
“Potrebbe essere l’occasione per vedere finalmente finanziate, intendo
realmente finanziate, alcune infrastrutture che da decenni attendono di
essere realizzate. Penso ai lotti C della Nord-Sud e alle tante strade
provinciali e statali che oggi versano in condizioni disastrose”.
Il Provvedimento prevede anche una riformulazione delle ZES (Zone
Economiche Speciali) con l’istituzione, della nuova “ZES unica” affinchè le
aziende già operative e quelle che si insedieranno possano beneficiare di
speciali condizioni di vantaggio, quali la previsione di un’autorizzazione
unica per l’avvio delle attività produttive e il riconoscimento, fino al
2026, di un credito d’imposta.
“E’ un provvedimento sensato. Le nostre aree soffrono da sempre di una
debole imprenditorialità. Concentrare gli sforzi sul rafforzamento anche
delle imprese già esistenti e che hanno dimostrato di poter reggere la
pressione del mercato è una buona notizia. Per troppi anni si è mitizzata
la creazione di nuove imprese che poi alla prova del mercato non hanno
retto con dispendio di risorse pubbliche a vantaggio solo delle imprese,
spesso estere o del nord, che hanno potuto vendere impianti e macchinari”
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