(AGENPARL) - Roma, 6 Settembre 2023(AGENPARL) – mer 06 settembre 2023 **Sicurezza urbana integrata, accordo Regione-Anci anche contro l’uso
improprio di Internet**
/Scritto da Tiziano Carradori, mercoledì 6 settembre 2023 alle 09:51/
E’ un accordo per la sicurezza urbana integrata quello che hanno
sottoscritto la Regione Toscana e l’Anci, l’Associazione nazionale dei
comuni italiana nella sua articolazione toscana. Si pone l’obiettivo di
eliminare i fattori di marginalità e di esclusione sociale, di prevenire
il verificarsi di fenomeni di criminalità, di promuovere la cultura del
rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di
coesione sociale e di convivenza civile. L’accordo è valido tre anni e
scadrà alla fine del 2025. Ai Comuni che presenteranno progetti
finalizzati la Regione concederà fino a 110.000 euro di finanziamenti.
“E’ il nostro modo – spiegano il presidente Eugenio Giani e l’assessore
regionale alla cultura della legalità, Stefano Ciuoffo – per attuare
concretamente il libro bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana
a cui abbiamo iniziato a lavorare nel 2017 e che abbiamo approvato l’anno
successivo. Grazie alla proficua collaborazione che abbiamo con Anci
Toscana favoriamo tra i Comuni sia la divulgazione delle Linee guida
regionali sulla sicurezza, che la conoscenza delle buone pratiche presenti
sul nostro territorio e delle future opportunità di investimenti, che
arriveranno con il supporto della nuova programmazione comunitaria del
Fondo Sociale Europeo 2021-2027”.
“Parliamo di un tema particolarmente sentito nelle città, non solo in
quelle più grandi”, aggiunge il presidente di Anci Toscana Matteo
Biffoni, che è anche presidente del Forum Italiano per la sicurezza
urbana. “Come sistema dei Comuni stiamo lavorando da tempo con gli altri
livelli istituzionali per cercare soluzioni condivise: e questo accordo con
la Regione sicuramente aiuterà concretamente i sindaci. Realizzeremo nuovi
progetti, sarà attivata la formazione dedicata, ci sarà scambio di
esperienze e buone pratiche: tutti strumenti che sono certo porteranno
buoni risultati. Bisogna lavorare sulla coesione sociale, sul disagio
giovanile, sulla formazione e la riqualificazione urbanistica: anche la
prevenzione è fondamentale per garantire la sicurezza urbana”.
Nell’ambito della realizzazione dell’Accordo verrà costruito un database
che comprenda tutte le realtà territoriali di sicurezza urbana integrata.
Verranno poi presentate alcune buone pratiche con l’obiettivo di stimolare
l’interesse delle amministrazioni locali e fornire prime indicazioni e
strumenti utili alla costruzione di progetti da candidare. Durante tutta la
durata del progetto sarà attivo uno specifico servizio di supporto per le
amministrazioni locali.
All’interno dei progetti co-finanziati ne verranno individuati quattro che
avranno la funzione di progetti “pilota” e che verranno accompagnati
lungo tutto il corso del loro svolgimento.
Si terranno attività attività di formazione rivolte al personale
amministrativo e al terzo settore con l’obiettivo di codificare strumenti
replicabili in futuro e di trasmettere pratiche e approcci in grado di
stimolare l’attivazione continua delle comunità territoriali coinvolte.
Infine all’interno del progetto Sicurezza urbana integrata si svilupperà
anche un percorso sui fenomeni del bullismo/cyberbullismo/sexting/sicurezza
in Rete che, partendo dai dati nazionali e regionali e dalle esperienze,
mirerà a mettere in campo buone pratiche che aumentino il grado di
consapevolezza della gestione degli stimoli della “Rete” e favoriscano
un consolidamento di intenti e di collaborazione tra enti pubblici, scuole
e terzo settore.
Le condotte aggressive rappresentano un tentativo di affermazione della
propria identità, per acquisire un ruolo e lenire le insicurezze
personali. Secondo una ricerca dell’ “Osservatorio (in)difesa” quasi la
metà degli adolescenti ha vissuto sulla propria pelle atti di bullismo da
parte di compagni (44,9%, che sale al 46,5% nei maschi).
Il cyberbullismo, invece, colpisce di più le ragazze. Il 12,4% di loro
afferma di esserne state vittime, contro il 10,4% dei ragazzi. A questo si
somma la sofferenza provocata dai commenti a sfondo sessuale, subìti dal
32% delle ragazze, contro il 6,7% dei ragazzi.
Tra le molestie online, le provocazioni in rete, conosciute come
“trolling”, disturbano il 9,5% degli adolescenti, ma colpiscono di più
i maschi (16%) delle femmine (7,2%).
“Questi dati – concludono il presidente Eugenio Giani e l’assessore Stefano
Ciuoffo – destano sempre più preoccupazione, e la pandemia non ha
certamente contribuito a ridurre i fenomeni di bullismo e cyberbullismo che
rimangono una delle minacce più temute tra gli adolescenti, dopo droghe e
violenza sessuale. Per queste ragioni abbiamo voluto integrare l’accordo
con l’Anci prevedendo una fase di monitoraggio specifico su questi temi”.