
(AGENPARL) – ven 11 agosto 2023 La Florida vieta Shakespeare nelle scuole e censura i testi del Bardo,
primo tra tutti ‘Romeo e Giulietta’, mentre a Verona stanno per andare in
scena gli artisti provenienti dagli Stati Uniti. In primis l’attivista Lisa
Wolpe. La città dell’amore, simbolo nel mondo dei due giovani amanti,
risponde con la cultura ai divieti che arrivano da oltreoceano. E si
prepara ad accogliere compagnie da tutto il mondo nel nome del Bardo.
Americani compresi.
Il direttore artistico del Festival Shakespeariano Carlo Mangolini
rilancia: “*siamo pronti ad ospitare compagnie e studenti della Florida. Se
non possono conoscere e vedere Shakespeare nel loro Paese lo potranno fare
a Verona nel corso della Summer School e del Fringe Festival. La cultura
non si vieta, si promuove e facilita. La censura è un richiamo ai tempi più
bui dell’umanità. È uno strumento che non dovrebbe più esistere. Come
Festival da diversi anni siamo impegnati nel promuovere il dialogo e la
sperimentazione artistica. E tra poco più di dieci giorni ospiteremo otto
compagnie teatrali dal mondo, Usa compresi, che reinventeranno Shakespeare
in lingua originale. Le opere del Bardo sono immortali, da secoli ci
permettono di riflettere su tematiche universali e sempre attuali, è
inconcepibile quanto deciso in Florida. C’è sempre più bisogno di arte e
teatro*”.
E ai nastri di partenza c’è il *Verona Shakespeare Fringe Festival. *Otto
giorni di spettacoli in lingua originale (con sottotitoli) o in inglese
provenienti da Regno Unito, Georgia, Macedonia, Svezia, Romania e
quest’anno anche dagli Stati Uniti. In scena dal *2**4** al **31
**agosto*, grazie
alla collaborazione tra il* Comune di Verona,* il *Centro di Ricerca *
*Skenè* dell’Università, il *Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale*.
Il programma è inserito nel cartellone dell’*Estate Teatrale Veronese-
Festival Shakespeariano *e prevede* 8 titoli, tutti in prima
nazionale*, selezionati
perché capaci di valorizzare in chiave sperimentale e innovativa l’opera di
Shakespeare, ma anche di arricchire l’offerta culturale cittadina,
rafforzandone la dimensione internazionale, multilingue e multiculturale.
*PROGRAMMA*
Il Fringe Festival sarà inaugurato *giovedì 24** agosto *con *Othello *del
regista georgiano *Levan Tsuladze*, artista che occupa una posizione di
primo piano nel panorama teatrale contemporaneo, con le sue produzioni
d’avanguardia, così personali e fuori dagli schemi. A lui è stato affidato
il compito di indagare tra le pieghe del dramma della gelosia per
antonomasia, offrendo un’interpretazione inedita in questa prestigiosa
prima nazionale co-prodotta dal Theatre Studio 42 di Tiblisi e dal Teatro
Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.
Si proseguirà *venerdì 25** agosto *con *Shakespeare and the Alchemy of
Gender*. Un monodramma, scritto e interpretato dall’americana *Lisa
Wolpe *attrice,
regista, insegnante, scrittrice e studiosa di fama mondiale, nota per la
sua sperimentazione sui temi “gender” nella drammaturgia shakespeariana. Lo
spettacolo si basa sulle sue esperienze personali come attivista a tutela
dell’inclusione, della diversità, dell’equità, dell’accessibilità e a
favore della promozione dei diritti delle donne e dell’eguaglianza
razziale.
*Sabato 26** agosto*, sarà la volta del *Riccardo III* dei rumeni
Aradi Kamaraszínház Theatre Company. Il protagonista, qui interpretato
da *Karo Balyan*, incarna l’ambizione più spietata, pur non essendo
presentato al pubblico con difetti fisici evidenti, come spesso
accade. La sua deformità si manifesta solo quando si guarda allo
specchio. Il riflesso diventa sempre più deforme in corrispondenza
delle tappe della sua ascesa politica, durante la quale Riccardo
manipola, seduce, rapisce e uccide tutti quelli che osano ostacolarlo.
Balyan traccia quest’ascesa machiavellica con un impeccabile gusto
estetico e grande attenzione al ritmo dell’azione.
Per l’appuntamento di *domenica 27 agosto*, invece, l’azione si
sposterà in una vera e propria cucina dei giorni di festa con *Feast*,
spettacolo scritto da *Olivia Negrean* per la compagnia inglese
Parabbola. Tra la fine del 500 e l’inizio del 600 Shakespeare realizzò
37 drammi in cui compaiono, in tutto, 1191 personaggi: 147 donne e
1044 uomini. In questo spettacolo 6 personaggi femminili, provenienti
da varie regioni del mondo e da periodi storici diversi, si ritrovano
insieme in cucina. Emilia porta il vino, Ofelia si occupa
dell’insalata, Lady Macbeth pensa alla zuppa, Imogen si incarica del
barbecue, mentre a Lady Anna e Isabella spetta la preparazione del
dolce. Hanno tutte una storia da raccontare e si scambiano pareri e
confidenze davanti ai fornelli, offrendo un’inedita occasione per
ripensare i ruoli di alcune indimenticabili eroine shakespeariane.
Dalla cucina alla poesia per riscoprire, nella purezza della lingua
originale, il poemetto *Venus and Adonis * proposto *lunedì 28 agosto
*dagli inglesi di The Noon Tide Sun. Shakespeare compose questo testo
mentre i teatri di Londra erano chiusi a causa dell’epidemia di peste
del 1593. Fu la sua prima opera ad essere data alle stampe e divenne
subito un best-seller. Sebbene il poemetto sia spesso studiato come
frivolo esemplare di letteratura erotica, un’analisi più attenta
rivela un mondo oscuro, dove si esplorano temi come l’amore, il
desiderio e la morte. Venere e Adone sono i protagonisti di una storia
avvincente, che *Christopher Hunter* ambienta nel mondo di oggi e,
avvalendosi di musiche e suoni, trasforma in un appassionante monologo
poetico.
*Martedì 29 agosto*, invece, ad essere protagonista sarà la danza
contemporanea macedone della Skopje Dance Theatre. *Lady Macbeth *è la
première di una performance ispirata al celebre personaggio shakespeariano
che gioca un ruolo determinante nell’ascesa al potere del marito.
Attraverso un’analisi psicologica del suo carattere, viene portata in scena
la lotta per il potere e il controllo, così come la pazzia, conseguente
all’incapacità di fare i conti con ciò che è stato commesso. Nella
scenografia, finestre di varie forme lasciano intravedere i personaggi e lo
svolgersi della vicenda, mentre una musica jazz accompagna l’evoluzione dei
diversi caratteri. Il risultato è un perfetto esempio di tanztheatre di
impronta europea, firmato dalla talentuosa coreografa *Risma Risimkin*.
Dalla danza alla musica con un irriverente versione ultra pop che
mescola i testi del bardo alle sonorità anni ‘80, in scena al Camploy
*mercoledì 30 agosto*. In questo spettacolo teatral-musicale proposto
dagli svedesi di AbsoLutemusicDuo *Malin Sternbrink e Niklas
Atterhall**,* dialoghi e soliloqui, tratti da alcuni dei drammi
shakespeariani più amati, si intrecciano ad iconiche hit anni ‘80. Con
il solo accompagnamento della musica avvolgente del liuto, le canzoni
prescelte parlano di amore, di gelosia e dell’eterno, ossessionante
dubbio amletico. La musica pop, abbinata a brani di un repertorio
senza tempo, acquista nuovo spessore, aprendo a prospettive originali
ed inedite.
*Giovedì 31 agosto* gran finale con gli americani Naked Shakes dalla
California e il loro *The death of Kings*, un adattamento di* Irwin
Appel *ispirato
a otto dei drammi storici di Shakespeare, da “Richard II” a “Richard III”. È
uno spettacolo d’ensemble, che intreccia narrazione, lavoro corale, musica
e suoni dal vivo, fisicità audace e straripante virtuosismo attoriale. È
stato messo in scena in diverse versioni dai Naked Shakes di Santa Barbara
(California), dalla Prague Shakespeare Company di Praga (Repubblica Ceca) e
dalla Southwest Shakespeare Company, fino al prestigioso Taliesin West di
Scottsdale (Arizona) e al Madison Center for the Performing Arts di Phoenix
(Arizona). La compagnia presenterà a Verona una nuova versione di questo
allestimento, appositamente studiata per il Verona Shakespeare Fringe
Festival.
Ideato nel 2021 da Silvia Bigliazzi
e Sidia Fiorato,
del Centro Skenè
dell’Università di Verona, da David Schalkwyk
, direttore del Centre
for Global Shakespeare della Queen Mary University of London, e da John
Blondell, del Westmont
College nonché direttore della Compagnia Lit Moon Theatre di Santa Barbara
(California), il Fringe rientra oggi sotto la direzione artistica di Carlo
Mangolini, e si avvale della consulenza scientifica di John Blondell
e di tutto il Centro
Skenè.
Il Festival, che indaga le vie attraverso cui Shakespeare continua a dare
voce all’immaginario collettivo, partendo da una pluralità di angolazioni che
ne confermano la vitalità e l’attualità, è l’unico partner italiano
dell’European Shakespeare Fringe Network*, la rete che riunisce **i**
principali festival europei tematici,* ed è parte integrante della Summer
School “Shakespeare e il Mediterraneo” organizzata dal Centro Skenè e
dedicata quest’anno allo studio di “Antonio e Cleopatra”.