(AGENPARL) - Roma, 3 Agosto 2023(AGENPARL) – gio 03 agosto 2023 **Agricoltura, riconosciuto il Distretto biologico della Maremma**
/Scritto da Chiara Bini, giovedì 3 agosto 2023 alle 12:27/
E’ stato riconosciuto il distretto biologico della Maremma. Il nuovo
arrivato va ad arricchire il patrimonio toscano dei distretti biologici
dove sono già presenti quelli della Val di Cecina, di Calenzano, di
Fiesole, del Montalbano e del Chianti.
Con il distretto della Maremma salgono così a sei nella nostra regione le
realtà dedicate alla coltivazione, all’allevamento, alla trasformazione e
alla commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari ottenuti con
metodo biologico.
Il distretto della Maremma nasce dopo un percorso di condivisione di
obiettivi di sostenibilità portato avanti da diversi mesi nei comuni di
Capalbio, Castiglione della Pescaia, Grosseto, Magliano in Toscana,
Manciano, Orbetello e Scansano.
Il territorio del distretto, che corrisponde ai confini amministrativi dei
sette comuni appena citati, ha una superficie agricola utilizzabile di
quasi 96mila ettari complessivi, di cui il 41% condotti con il metodo
dell’agricoltura biologica, grazie anche alle circa 300 aziende biologiche
che partecipano al progetto economico territoriale integrato del distretto.
“Anche un territorio che riveste un ruolo così importante per
l’agricoltura toscana e nazionale – ha detto la vicepresidente e assessora
all’agroalimentare Stefania Saccardi – ha fatto la scelta di dotarsi dello
strumento del distretto biologico. Siamo una regione che vuol fare di
un’agricoltura sana, di qualità, e ambientalmente sostenibile un modello
da diffondere. Siamo sulla buona strada se si considera che l’Europa ha
dato l’obiettivo del 25% della superficie coltivata a biologico per il
2025, e già adesso la Toscana è al 35% e oggi abbiamo riconosciuto il
sesto distretto biologico della Toscana. E’ un numero alto, destinato a
crescere e che testimonia l’impegno di questa Regione e delle
amministrazioni con le quali stiamo lavorando, e di tanti imprenditori che
hanno fatto una scelta di qualità”.
“Con il riconoscimento regionale si dà avvio ufficialmente alla fase
operativa di un progetto molto importante per il territorio – commenta
Leonardo Marras, assessore all’economia e al turismo della Regione Toscana
-. Il distretto biologico, infatti, è una grandissima occasione per la
Maremma che dovrà sfruttarne al meglio le potenzialità: sviluppo
dell’agricoltura, consolidamento e apertura di nuovi mercati, ma anche
volano per la crescita del turismo”.
“Il nuovo Distretto biologico della Maremma è un progetto a cui siamo
particolarmente legati – spiega il neo presidente del Distretto e sindaco
del Comune di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna – Rappresenta
un’incredibile opportunità per tutto il territorio e si basa sull’unione e
sulla sinergia di intenti tra il mondo delle istituzioni, quello delle
associazioni di categoria e quello del vasto tessuto imprenditoriale della
nostra zona. Oltre ad essere uno strumento di sviluppo e di crescita
sostenibile, il Distretto si impegna a trasmettere un messaggio ispirato
alle tipicità territoriali, alle qualità ambientali e alle produzioni
biologiche che hanno effetti positivi sulla vita delle persone, limitando
gli impatti dannosi su aria, suolo e biodiversità.”
Le regole per diventare distretto
Tre sono i vincoli che la Regione Toscana ha posto per istituire un
distretto:
– presenza di una superficie condotta con metodo biologico pari almeno al
trenta per cento rispetto alla superficie agricola utilizzata.
– l’adesione di almeno 3 imprenditori agricoli biologici iscritti
nell’elenco pubblico degli operatori dell’agricoltura e dell’acquacoltura
biologiche che operano sul territorio del distretto o, se presente sul
territorio, un’associazione in cui siano presenti almeno tre imprenditori
agricoli biologici iscritti;
– l’adesione di un terzo dei comuni del territorio del distretto, che si
devono impegnare ad adottare politiche di tutela dell’uso del suolo, di
riduzione della produzione di rifiuti, di difesa dell’ambiente e di
promozione delle produzioni biologiche e di difesa e sviluppo
dell’agrobiodiversità.