(AGENPARL) - Roma, 29 Luglio 2023(AGENPARL) – sab 29 luglio 2023 Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria
in arrivo una grande mostra sugli Etruschi
Una nuova esposizione arricchirà la programmazione estiva del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Dal 4 agosto i tanti che giungeranno al MArRC, attratti dai magnifici Bronzi di Riace e di Porticello, potranno visitare la grande mostra “Le nuvole e il fumine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”, nata dalla collaborazione con la Direzione Regionale Musei della Toscana e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
«Ho accolto con entusiasmo questo progetto – dichiara Stefano Casciu, direttore regionale dei Musei della Toscana – che porta la straordinaria cultura degli Etruschi nel cuore della Magna Grecia. L’accordo di collaborazione firmato con il MArRC segna l’avvio di una significativa sinergia, volta a promuovere e valorizzare in rete il ricchissimo patrimonio archeologico del nostro Paese».
Più di un centinaio le opere in esposizione, giunte sulla riva dello Stretto dal più importante Museo dell’Etruria settentrionale. Statue, preziosi oggetti in oro, argento e bronzo, ceramiche figurate e le caratteristiche urne cinerarie decorate con i più distintivi motivi etruschi, tra cui quello dei defunti sul coperchio. Molto suggestivi i due canopi scelti per presentare la mostra: si tratta di complesse urne cinerarie a testa umana che cercavano di mantenere il ricordo dell’immagine del defunto. L’esposizione è curata dal direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino; dal direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Mario Iozzo; e dalla curatrice della sezione etrusca dello stesso Museo, Barbara Arbeid.
«La mostra – sottolinea Iozzo – vuole illustrare al pubblico più ampio il fascino della civiltà etrusca, vista attraverso gli aspetti della vita quotidiana, dei culti e dei rituali funerari. Un’attenzione particolare è stata rivolta alle pratiche religiose della divinazione, evidenziando l’abitudine degli Etruschi di trarre presagi dal volo degli uccelli, dalle viscere degli animali e dall’osservazione del cielo con i suoi fenomeni atmosferici ».
Il percorso espositivo sarà articolato in varie sezioni tematiche, che accompagneranno il visitatore alla scoperta del mondo etrusco attraverso decine di straordinari reperti, databili dal IX al II secolo a.C.
«Il titolo “Le nuvole e il fulmine” – aggiunge Arbeid – prende spunto da un passo di Seneca. Mentre i Romani credevano che i fulmini si producessero a causa dello scontro fra le nuvole, per gli Etruschi le nuvole si scontravano proprio per produrre i fulmini, considerati messaggi divini per gli uomini, cui spettava il compito di interpretarne il significato. Gli scrittori antichi sottolineano le diversità che contraddistinguevano gli Etruschi dagli altri popoli, spesso legate alle credenze religiose: Livio riteneva gli Etruschi sommamente dediti alla religione, mentre Isidoro di Siviglia faceva discendere l’etimologia di “Tyrrhenoi”, il nome greco degli Etruschi, da “thusiazein”, ovvero “fare sacrifici”».
La nuova mostra si aggiunge alle altre già aperte al pubblico nelle settimane precedenti.
