
(AGENPARL) – mer 19 luglio 2023 PROPOSTA DOCUMENTO (Ordine del Giorno, mozione o altro) contro via Almirante a Grosseto
Il Consiglio comunale
PREMESSO
TENUTO CONTO
che durante il Ventennio fascista e ancor più durante il periodo della Repubblica di Salò Giorgio Almirante assunse ruoli di primissimo piano e assoluta responsabilità nell’ambito del regime, tra l’altro sottoscrivendo e diramando il cosiddetto ‘BANDO DELLA MORTE’ che disponeva l’immediata fucilazione alla schiena per i partigiani e per i civili che si sottraevano all’arruolamento forzato al servizio della Repubblica di Salò, collaborazionista degli occupanti nazisti;
che suddetto bando causò lutti e efferati delitti su tutto il territorio provinciale con l’uccisione di civili, donne e uomini, esclusivamente per folle e inaudita barbarie nazista e fascista e tra questi il grave contributo di sangue che la nostra Città dovette versare per mano di criminali assassini autorizzati proprio in ragione del bando tra i quali: l’esecuzione degli 83 minatori della Niccioleta, Norma Parenti, i Fratelli Molendi, il partigiano Radi ed altri;
che la verità, negata dallo stesso Almirante in diverse udienze, emerse nel processo di Roma, conclusosi nel tribunale di Reggio Emilia, grazie anche alla documentazione depositata dall’allora Sindaco di Massa Marittima Rizzago Radi il quale consegnò agli atti del processo, copia autentica del bando protocollata e conservata negli archivi comunali, prova per la quale lo stesso gerarca fascista venne inchiodato alle sue responsabilità e condannato per falsa testimonianza, oltre che al pagamento di tutte le spese processuali e assolse chi tra i giornalisti che avevano diffuso detta documentazione;
preso atto che lo stesso Almirante contribuì in modo decisivo alla elaborazione ed alla propaganda delle politiche razziali contro i cittadini italiani di religione ebraica essendo stato segretario redattore della rivista “LA DIFESA DELLA RAZZA” e che tali le politiche razziali perpetrate dal regime fascista si tradussero, tra l’altro, nel rastrellamento e nella deportazione degli italiani di religione ebraica nei campi di sterminio della Germania nazista che produsse migliaia di vittime e che anche il nostro territorio non può dimenticare il dolore e la vergogna di un campo di concentramento, istituito il 28 novembre del 1943 a Roccatederighi, in cui furono internati circa 100 ebrei, 38 dei quali, tra cui sette bambini e addirittura una neonata, da lì deportati nei campi di sterminio di Auschwitz e Bergen Belsen;
che, come risulta altrettanto noto, Giorgio Almirante anche durante il periodo repubblicano si è reso responsabile di azioni e dichiarazioni gravissime e ciò fin dall’immediato dopoguerra ed ancora negli anni successivi, particolarmente nel corso dei drammatici “anni di piombo”;
CONSIDERATO
che la proposta di “pacificazione nazionale”, contenuta negli atti approvati dal comune di Grosseto, è una proposta apertamente revisionista, con la quale si pretende di giungere alla equiparazione tra fascismo e antifascismo in spregio alla realtà storica e alle stesse fondamenta della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza antifascista alla quale parteciparono cittadini e forze politiche di ogni colore, ideologia e schieramento;
che una “pacificazione nazionale” si è già compiuta nel 1946 con la cosiddetta “amnistia Togliatti” e nel 1948 con la promulgazione della Carta Costituzionale nella quale tutti gli italiani sono chiamati a riconoscersi e sulla quale gli amministratori pubblici, i sindaci su tutti, prestano solenne giuramento, giuramento che si ispira ai valori antifascisti dettati dalla stessa Costituzione e dalle norme successive che vietano l’apologia fascista in tutte le sue forme;
CONSIDERATO ALTRESÌ
che la volontà di intitolare una via nel capoluogo di provincia a Giorgio Almirante, connessa al realizzare di una via dedicata ad una “pacificazione nazionale”, accostando la figura di Giorgio Almirante ad una figura come quella di Enrico Berlinguer, hanno provocato un moto di sdegno a livello nazionale e indignato molte cittadine e cittadini, rivelandosi decisione profondamente divisiva;
che ad oggi a tale delibera non risulterebbe essere stata data ancora di concreta attuazione atteso che deve completarsi l’iter afferente l’autorizzazione da parte della Prefettura;
SOTTOLINEANDO INFINE CHE
L’art. 1 L. 23 giugno 1927, n. 1188 (Toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei) dispone che l’attribuzione della denominazione a nuove strade e piazze pubbliche da parte dei Comuni è subordinata all’autorizzazione del Prefetto – che, rappresentando il Governo nell’ambito della provincia, è ritenuto l’organo più idoneo a conciliare le istanze delle collettività locali con l’interesse generale – udito il parere della Deputazione di Storia Patria o, ove questa manchi, della Società storica del luogo o della regione.
E come evidenziato dalla RIVISTA GIURIDICA “DOTTRINA” DELLA CIRCOLAZIONE E DEI TRASPORTI – AUTOMOBILE CLUB D’ITALIA – 2010, l’amministrazione comunale deve presentare una richiesta al Prefetto, allegando la delibera della Giunta, concernente l’oggetto della richiesta stessa, la planimetria dell’area territoriale interessata ed il curriculum vitae della persona alla quale si intende dedicare l’area, cosa che non ci risulta essere stata effettuata.
Rimarcando in merito che nel curriculum di Giorgio Almirante dovrebbero necessariamente essere indicati la partecipazione attiva agli efferati delitti commessi nel nostro comune a partire dagli 83 minatori della Niccioleta, Norma Parenti, i Fratelli Molendi, il partigiano Radi e altri civili che hanno subito conseguenze e non possono costituire MERITO ma anzi andare ad indicare il DEMERITO alla volontà di riconoscere, anche tramite l’intitolazione di una via, un gerarca fascista e in qualche modo riabilitarlo in nome di una fantomatica “Pacificazione”
ESPRIME
la più assoluta contrarietà all’intitolazione di quanto previsto per denominata “Il Poggione” nel capoluogo di Grosseto intitolando via della pacificazione nazionale e, procedendo sulla stessa, di denominare il lato sinistro della lottizzazione con via Enrico Berlinguer e sul lato destro via Giorgio Almirante” e, per effetto della stessa,
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
a dare immediata comunicazione alla Prefettura di Grosseto affinché non dia corso all’iter autorizzatorio per l’attribuzione delle nuove denominazioni di cui sopra per le motivazioni citate in premessa concerne le denominazioni in oggetto, in ogni caso adottando senza ritardo gli atti e provvedimenti idonei per la revoca di tali nuove denominazioni;
a trasmettere il presente atto al comune di Grosseto invitando sindaco ed amministrazione a recedere e revocare gli atti deliberati per le motivazioni esplicitate precedentemente che attribuiscono a Giorgio Almirante la corresponsabilità attiva di avere causato l’eccidio dei minatori di Niccioleta, quello di Norma Parenti e degli altri civili, nonché essere stato gerarca fascista durante il periodo della Repubblica di Salò, non avere mai ripudiato e preso le distanze dall’ideologia fascista del ventennio e essere stato parte, durante il dopoguerra, di attività riconducibili all’ideologia fascista.