(AGENPARL) - Roma, 18 Luglio 2023(AGENPARL) – mar 18 luglio 2023 Spettacoli, mostre e laboratori: la manifestazione da venerdì 21 luglio
a San Lorenzo in Campo, Pergola e Castello di Loretello. I curatori:
al centro riflessioni sulla ruralità
Torna Traffic Festival con «La quinta
rotazione della terra»
PESARO – Torna Traffic Festival, manifestazione organizzata dall’associazione culturale
Marche Arte Viva e dedicata al connubio tra arti visive, spettacoli, musica, poesia e
laboratori didattici. «La quinta rotazione della terra» è il titolo dell’edizione 2023 della
rassegna, che si terrà da venerdì 21 luglio a domenica 23 luglio a San Lorenzo in Campo,
Pergola e Castello di Loretello (Arcevia). I curatori sono Matteo Binci, Bianca R.
Schröder, Pietro Consolandi, Giacomo Pigliapoco e Giulia Angeloni. La
manifestazione estende così la sua presenza nel territorio marchigiano coinvolgendo artisti
nazionali e internazionali tra mostre, performance, talk e workshop di arte contemporanea.
In cartellone: Federico Antonini, Riccardo Baruzzi, George Bâzgu, Canva6, Eliza
Collin, Gaia Ginevra Giorgi, Hardchitepture, Maria Laet, Teresa Noronha Feio,
Edoardo Piermattei, Luna Pittau, GianMarco Porru, Davide Quadrucci, Massimo
Ricciardo, Meynsense, Ana Maria Timofticiuc e Annalisa Zegna. «Un’occasione per
scoprire le peculiarità del territorio e per portare avanti la riflessione sui temi della ruralità
e dell’ecologia, sottolineando la necessità di lavorare nele zone interne e marginali della
regione», sottolineano i promotori. La quinta rotazione della terra «prende ispirazione
dalla rotazione delle colture, tecnica agricola antica che consiste nell’avvicendamento di
differenti coltivazioni del terreno a fasi di riposo. Il titolo della manifestazione fa
riferimento nello specifico al ‘sistema Norfolk’, ciclo di rotazione quadriennale sviluppato
in Inghilterra nel XVII secolo che sfrutta il potere rigenerativo del trifoglio, capace di
migliorare la fertilità del terreno. Il ciclo – proseguono i promotori – implementa la
coesistenza tra agricoltura e allevamento, impiegando gli scarti delle produzioni in
un’ottica di miglioramento dell’ecosistema». Sviluppando questa suggestione, «il festival
ha immaginato una ideale e mai sperimentata quinta rotazione che vuole pensare la terra e
il suolo non solo come fonti di nutrimento, bensì quali agenti vivi in dialogo con altri
esseri, capaci di divenire luoghi di collaborazione planetaria. L’accesso al suolo, bene
comune primigenio, è messo in discussione dai cambiamenti climatici che sempre più
rapidamente modificano le condizioni di fertilità intorno a cui intere culture si sono
sviluppate. Pensiamo sia necessario assumere la terra e le creature terrestri non in quanto
entità uniche e predeterminate, ma come agenti che esistono solo all’interno di relazioni
mutevoli che li configurano ripetutamente». In sintesi: «Terra, acqua e aria seguono cicli
millenari fatti di sinergie e armonie, cercando alleanze tra microbi, lombrichi, spore,
batteri, pollini e altri viventi. È un tessuto di connessioni che funziona come uno scambio
incessante di informazioni tra organismi che ne escono rafforzati e mutati. La quinta
rotazione della terra vuole essere un processo collettivo dedito al fare, disfare, cucire e
ricucire pensieri, immagini e corpi che considerino la terra e il pianeta esseri a sé, dotati di
regimi propri di attività e sensibilità insieme ai quali vogliamo iniziare a girare, danzare e
roteare per perdere tutte le coordinate», concludono gli organizzatori. La manifestazione