
(AGENPARL) – sab 01 luglio 2023 PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA
“PER TERRA E PER MARE. GLI ETRUSCHI DI
FRONTIERA TRA MOBILITÀ E INTEGRAZIONE”
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano
30 giugno – 10 dicembre 2023
Il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano apre al pubblico la mostra “Per terra e
per mare. Gli Etruschi di frontiera tra mobilità e integrazione” (30 giugno – 10 dicembre
2023), a cura di Carmine Pellegrino e Luigina Tomay, realizzata dalla Direzione Regionale
Musei Campania diretta da Marta Ragozzino, in collaborazione con l’Università degli Studi
di Salerno, con il patrocinio del Comune di Pontecagnano Faiano e il supporto della
Regione Campania (POC 2014-2020) attraverso la Scabec.
La mostra ricostruisce e documenta la storia di Pontecagnano – l’insediamento etrusco più
a sud d’Italia – dal IX al III secolo a.C., attraverso un tema già presente nell’esposizione
permanente del Museo dedicato agli ‘Etruschi di frontiera’, diretto da Ilaria Menale: la
mobilità di uomini e donne, la circolazione di oggetti, la peculiarità di produzioni
artigianali e la condivisione di ideologie e modelli, tutti aspetti di una comunità ‘di
frontiera’ oggi documentati da nuove scoperte e approfondimenti scientifici, che
restituiscono un quadro ampio e affascinante, dove la grande storia di popoli e civiltà del
Mediterraneo antico si intreccia con le piccole storie di comunità della Campania e
dell’Italia Meridionale.
Alla presentazione della mostra, avvenuta questo pomeriggio, hanno partecipato Vincenzo
De Luca, presidente della Regione Campania, Marta Ragozzino, direttore regionale Musei
Campania, Giuseppe Lanzara, sindaco di Pontecagnano Faiano, Raffaella Bonaudo,
soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino,
Luca Cerchiai, direttore DiSpAC – Università degli Studi di Salerno, Angela Pontrandolfo,
professore emerito dell’Università degli Studi di Salerno, e i curatori della mostra Luigina
Tomay e Carmine Pellegrino. L’incontro è stato moderato da Ilaria Menale, direttore del
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano.
Una comunità antica, quella degli Etruschi di frontiera, aperta ai contatti e agli scambi con
i diversi popoli del Mediterraneo, capace di attrarre e integrare in alcune fasi della sua vita
individui e gruppi differenti per cultura e provenienza: è questo uno dei caratteri più
significativi emersi in sessant’anni di scavi e studi su Pontecagnano, centro che fu ricco e
fiorente sia per la grande disponibilità di terre coltivabili, sia per la posizione costiera che
assicurava facili approdi.
Comunità oggi di cittadini, associazioni, stakeholder, che partecipano alla vita della città di
Pontecagnano e si ritrovano nel Museo, polo culturale di riferimento nell’area picentina,
che da anni mette in campo iniziative di valorizzazione e progetti di respiro sociale, insieme
ad enti locali e attori del territorio, configurandosi sempre più come luogo di inclusione e
scambio tra le varie realtà presenti sul territorio.
Il percorso espositivo si snoda attraverso quattro sezioni dedicate ai temi principali:
mobilità, forme ideologiche e sistemi di rappresentazione condivisi, circolazione di
oggetti, produzioni artigianali. I temi sono declinati in sequenza cronologica (dall’Età del
Ferro a quella Orientalizzante, dall’età arcaica e tardo-arcaica alla conquista sannitica), e
consentono di delineare i fenomeni di interazione che emergono a Pontecagnano nelle
diverse epoche.
L’insediamento antico di Pontecagnano – territorio che ancora oggi restituisce importanti
testimonianze del passato – sorgeva infatti su un ampio terrazzo lambito da corsi d’acqua,
in una posizione nodale per le comunicazioni terrestri e marittime, dove convergevano
itinerari provenienti dalla Campania settentrionale, Irpinia e area adriatica, Piana del Sele
e Lucania. Gli agevoli approdi offerti dalla laguna costiera del Lago Piccolo ne facevano
anche un importante scalo per la navigazione lungo le coste tirreniche.
La prosperità e la ricchezza dell’insediamento fecero sì che già durante la prima Età del
Ferro (IX-VIII secolo a.C.) giungessero a Pontecagnano materiali di pregio provenienti da
Sardegna, Sicilia, Grecia, Egitto e Medio Oriente. La documentazione archeologica attesta
anche la presenza di individui e di gruppi, provenienti da diverse aree della penisola italiana
(Etruria, Calabria, Vallo di Diano, Irpinia), che si insediarono stabilmente a Pontecagnano.
La capacità di attrazione del sito si fondava non solo sulla disponibilità di risorse ma anche
sulla facilità di integrazione di tali individui, il cui inserimento nel tessuto sociale della città
è testimoniato dall’ubicazione delle loro sepolture all’interno della necropoli urbana,
dove, tra VIII e VII secolo a.C., la conservazione nelle sepolture di alcuni elementi peculiari
del costume d’origine – oggetti d’ornamento, particolari forme di vasellame – ne consente
facilmente l’identificazione.
Nel corso dell’età arcaica (VI-V secolo a.C.) è soprattutto l’onomastica riportata dalle
iscrizioni incise sui vasi a rivelare la provenienza da altre città e regioni dell’Italia antica, in
particolare dalle aree italiche di Sannio, Irpinia ed Enotria, dal Lazio e dall’Etruria, dalle
poleis greche. A partire dalla metà del V secolo a.C. giunsero a Pontecagnano gruppi
provenienti dal Sannio pentro, identificabili per le fibule che caratterizzano le sepolture
femminili (tipo c.d. “ad aeroplano”). Poco dopo, la comparsa di numerose sepolture
maschili con cinturone e armi (lancia, più raramente corazze e schinieri) segnala l’arrivo a
Pontecagnano di guerrieri di stirpe italica che può essere collegato alla pratica di
mercenariato, come documentato nella vicina Paestum. La presa del potere da parte della
componente italica, che le fonti qualificano come ‘Sanniti’, non stravolse l’assetto della
città etrusca, come mostrano la continuità d’uso dei santuari e degli isolati abitativi e,
soprattutto, la persistenza della lingua etrusca.
Reperti e contesti inediti guideranno il visitatore attraverso un viaggio ideale all’interno
della città ‘multiculturale’, con l’esposizione di oggetti che documentano i contatti stabiliti
ad ampio raggio dalla comunità etrusca di Pontecagnano, i fenomeni di mobilità e di
interazione culturale che, grazie all’amplissima documentazione archeologica disponibile,
fanno di Pontecagnano un punto di osservazione privilegiato per lo studio e
l’approfondimento di queste tematiche.
La narrazione dei temi principali della mostra sarà anche di tipo immersivo, attraverso
l’uso di tecnologie digitali in uno spazio appositamente allestito, sviluppato nell’ambito
La sala immersiva, che racconta con ricostruzioni visive e sonore l’antica Pontecagnano,
attraversando i temi del viaggio e della mobilità di uomini, idee, modelli culturali e saperi
artigianali, sarà parte del percorso espositivo permanente del Museo, ampliando così
l’offerta culturale e l’esperienza di visita individuale e collettiva delle collezioni degli
‘Etruschi di frontiera.
Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania: «La Regione Campania investe nella
cultura più di altre regioni d’Italia, pur non essendo la regione più ricca. Abbiamo deciso di
tutelare, valorizzare e sostenere la cultura in quanto patrimonio storico e iniziativa attuale
e viva, per dare un’anima alla nostra comunità di cui non va persa la storia. E anche per
essere fedeli a un patrimonio che abbiamo ereditato: non vi sono altre regioni al mondo
con tale ricchezza di patrimonio artistico. Abbiamo realizzato un ecosistema digitale in cui
abbiamo raccolto tutto il patrimonio storico artistico, culturale e archivistico della regione,
così da poter proporre a tutti la straordinaria bellezza presente in questa terra».
Marta Ragozzino, direttore regionale Musei Campania: «Per terra e per mare è una mostra
bellissima ed anche estremamente attuale, per tutte le implicazioni storiche, culturali ma
anche antropologiche e sociali che rivela e dimostra, a fronte di una ricerca rigorosa e
sedimentata. Una mostra modello, perché parte dalla conoscenza del territorio e del
popolamento antico e parla alla comunità di oggi, non fermandosi solo agli esperti. Anche
per questo, la Direzione regionale dei Musei, sempre più attenta all’accessibilità culturale,
è orgogliosa del risultato. Tra l’altro, è dimostrato dai numeri che Campania sia una delle
regioni più visitate d’Italia e questo ci impone di essere più attenti, accoglienti e sempre più
capaci di proporre i nostri luoghi della cultura ad un numero sempre maggiore di visitatori,
che mi piace considerare cittadini temporanei. Questa mostra, frutto di sessanta anni di
studi, approfondimenti, pubblicazioni, ricerche ancora in corso e realizzate assieme
all’Università di Salerno, alla Soprintendenza e alla nostra Direzione regionale, arricchisce
in maniera straordinaria un patrimonio, quello della collezione permanente del museo,
importantissimo e forse ancora non sufficientemente noto».
Ilaria Menale, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano: «Con questa
mostra diamo luce a un lungo percorso di ricerca. L’esposizione dedicata agli Etruschi di
frontiera è accattivante, per nulla scontata, e si conclude con la visita a una sala immersiva
che racconta non solo le tematiche legate alla mostra, ma alla storia del museo e della città
antica. Una sala immersiva che resterà in maniera permanente nel museo ampliando così
l’offerta culturale per la comunità locale, i turisti, gli appassionati e le scuole».
Giuseppe Lanzara, sindaco di Pontecagnano Faiano: «Pontecagnano è un riferimento per il
mondo della cultura archeologica. La nostra idea è quella di rafforzare sempre di più la
centralità del museo nelle attività culturali della città che, grazie a questa mostra, avranno
ancor più forza, nell’ottica anche dello sviluppo dell’aeroporto, del masterplan Costa Sud di
Salerno, così da poter valorizzare una Pontecagnano Faiano fatta di turismo, cultura,
accoglienza e solidarietà».
Luigina Tomay, curatrice della mostra: «La Mostra accompagna i visitatori in un lungo
viaggio che va dagli inizi del IX secolo a.C., quando l’insediamento di Pontecagnano nasce
per l’arrivo di gruppi provenienti dall’Etruria meridionale, fino alla conquista romana (III
secolo a.C.). Il filo conduttore è la mobilità e la circolazione, intese come movimenti di
uomini e di oggetti ma anche di modelli culturali, idee e saperi artigianali. Il tema, già
sviluppato nel percorso espositivo permanente del Museo, si è arricchito negli ultimi
quindici anni di nuovi ritrovamenti e approfondimenti della ricerca che hanno indotto a
svilupparlo in una esposizione specifica. Lo spostamento di individui e gruppi provenienti da
altre zone d’Italia a Pontecagnano, la circolazione e l’acquisizione di oggetti e materiali di
pregio provenienti dalla Grecia, dall’Egitto dalla Siria, così come la condivisione di ideologie
di stampo aristocratico, fa sì che la grande storia dei popoli del Mediterraneo antico si
intrecci con le tante piccole storie delle comunità dell’Italia meridionale e, in particolare, del
territorio picentino. L’auspicio è che con questa mostra si riesca ad attirare l’attenzione sul
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, che per il suo eccezionale patrimonio
archeologico rappresenta un grande attrattore che merita di essere inserito nei principali
circuiti turistici-culturali della regione».
Carmine Pellegrino, curatore della mostra: «La mostra è frutto di un percorso di studio e di
ricerca avviato a Pontecagnano agli inizi delli anni ’60 e che continua ancora oggi, con il
ritrovamento di oltre 10.000 tombe, un vero unicum nel panorama internazionale. La
scoperta di queste sepolture, attraverso la documentazione archeologica, consente di
costruire la storia dell’insediamento e di alcuni fenomeni che abbiamo approfondito in
questa mostra come quello dell’integrazione, dell’arrivo a Pontecagnano di gruppi da altre
zone d’Italia e che si integrarono qui perfettamente. Gli Etruschi scelsero Pontecagnano
perché era una delle grandi pianure della Campania, zona molto florida e fertile, proiettata
verso i traffici costieri grazie alla facilità degli approdi allora esistenti. Il percorso espositivo
valorizza gli oggetti e la cultura materiale attraverso cui emergono contatti, scambi,
condivisione di comportamenti e ideologie che fanno di Pontecagnano un caso di studio
importante che ha ancora tanto da raccontare. La Mostra si conclude con una installazione
immersiva che narra i temi trattati nell’esposizione proponendo ai visitatori un’esperienza
coinvolgente e di grande impatto».
La mostra, aperta al pubblico fino al prossimo 10 dicembre, è visitabile dal martedì alla
domenica, dalle ore 9.00 alle 19.00.
Biglietti: dal 1° luglio 2023, 5 euro (ridotto 18-25 anni, 2 euro).
Dal 15 giugno e fino al 15 settembre 2023, il costo del biglietto è maggiorato di 1 euro, così
come previsto per tutti i musei statali dal D.L. 61/2023, come contributo destinato a
interventi sul patrimonio culturale delle zone recentemente alluvionate.
Info:
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”
Via Lucania, Pontecagnano Faiano (SA)
museicampania.cultura.gov.it
facebook.com/museopontecagnano
instagram.com/museomap_pontecagnano
twitter.com/museomap
cultura.regione.campania.it
scabec.it
Ufficio stampa Direzione regionale Musei Campania
Diana Savella con Rita Baldi
Ufficio stampa Scabec
Gianluca Durante
Una videoinstallazione immersiva permanente al Museo
Archeologico Nazionale di Pontecagnano
In occasione della mostra “Per terra e per mare. Gli Etruschi di frontiera
tra mobilità e integrazione” sarà presentata la sala immersiva sviluppata
dal progetto ArCCa_DiA, che integrerà in maniera permanente il percorso
di visita al museo.
Attraverso suggestive immagini di paesaggio e ricostruzioni ambientali, la
videoinstallazione ripercorre la storia dell’insediamento di Pontecagnano, a partire
dalla sua fondazione agli inizi del IX secolo a.C. per iniziativa di gruppi provenienti
dall’Etruria meridionale.
Il racconto consente al pubblico di esplorare la città dei principi e delle aristocrazie
etrusche, di cogliere il fenomeno dell’integrazione di genti provenienti da altre zone
della penisola, di vivere le trasformazioni politiche e sociali che intervengono nella
fase sannitica fino alla conquista romana del III secolo a.C.
Centrale nel racconto è il tema del viaggio e della mobilità, intesi sia come
spostamento dai luoghi di origine di uomini e gruppi, sia come circolazione di oggetti,
idee, modelli culturali e saperi artigianali.
La videoinstallazione immersiva, resa fruibile attraverso l’uso di tecnologie digitali, è
stata sviluppata nell’ambito del progetto ArCCa_DiA – Ampliamento dell’Architettura
della Conoscenza Campana – Digitalizzazione e Automazione, DGR 605 del
02/10/2018 (POR Campania FESR 2014-2020 – OT2).
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano
‘Gli Etruschi di frontiera’
Il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, dedicato e intitolato agli
‘Etruschi di Frontiera’, conserva ed espone le testimonianze provenienti dal centro
villanoviano ed etrusco-campano di Pontecagnano, un patrimonio di inestimabile
valore, il cui nucleo più consistente è rappresentato dai reperti provenienti dalle
oltre 10.000 sepolture scavate nelle necropoli dell’area negli ultimi sessant’anni.
Il Museo è anche centro di ricerca archeologica e sede dell’archivio documentale
delle indagini archeologiche sul territorio, nonché del Fondo “Bailo Modesti” –
raccolta di studi scientifici dedicati a Pontecagnano dall’archeologo e docente
universitario Giancarlo Bailo Modesti, donata dalla famiglia dopo la sua scomparsa
– e ospita al piano terra la Biblioteca comunale intitolata ad “Alfonso Gatto”, punto
di riferimento per lo studio e la promozione della lettura per i giovani della
comunità.
Il percorso di visita segue un ordinamento espositivo cronologico, con sezioni
dedicate all’illustrazione delle diverse epoche, dall’Eneolitico (Età del Rame) all’età
romana, e propone al visitatore momenti di approfondimento sulla città e sul suo
sviluppo urbano, sulle necropoli, sui santuari, sulle produzioni artigianali. Nel
percorso espositivo, rilevante è la sezione dedicata alle aristocrazie del periodo
Orientalizzante (fine VIII – fine VII sec. a.C.), alle quali sono riferibili alcune sepolture
che, per la composizione e la qualità del corredo funerario, sono state definite
‘principesche’.
A poca distanza dal Museo, il Parco Archeologico di Pontecagnano, recentemente
entrato a far parte dei siti gestiti dalla Direzione regionale Musei Campania, si
estende su una superficie di 22 ettari, situati alle spalle dell’abitato moderno, e
comprende i resti dell’antico abitato etrusco-campano, esplorato solo in minima
parte. Gli scavi, che proseguono con regolarità grazie alle campagne condotte
annualmente dall’Università degli Studi di Salerno e dall’Università degli Studi del
Molise, hanno portato alla luce un intero isolato della colonia romana di Picentia
con il suo asse viario principale (decumano), una strada minore e resti di numerose
fasi edilizie che hanno consentito di documentare la vita del centro fino alla sua
decadenza in età tardo-antica.
Oltre che luogo di conservazione del patrimonio archeologico, il Parco è anche
un’importante oasi verde, animata e tutelata da Legambiente Campania, che offre
alla collettività occasioni di socialità, crescita e svago. Il Parco è, infatti, sede di un
Centro di Educazione Ambientale, di una Biblioteca all’aria aperta e di un’area
destinata agli Orti urbani.
Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”
Via Lucania, Pontecagnano Faiano (SA)
museicampania.cultura.gov.it
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“Per terra e per mare. Gli Etruschi di frontiera tra
mobilità e integrazione”
Elenco opere in prestito e prestatori
Direzione regionale Musei Campania
Museo Archeologico dell’Antica Capua
Capua, loc. Mattatoio, T. 410: biconico d’impasto, scodellone d’impasto.
Capua, Anfiteatro, T. 1426: cratere a colonnette di bronzo, lebete di bronzo.
Capua, T. 994: cratere di bucchero utilizzato come cinerario, coppia di fibule di
ferro.
Museo Archeologico di Calatia
Calatia, T. 194: cratere di tipo pithecusano.
Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno
San Marzano sul Sarno, T. 928: olla/hydria con anse a piattello.
San Valentino Torio, T. 168: cratere di tipo pithecusano.
Museo Archeologico di Sala Consilina
Sala Consilina, San Rocco, T. M28: biconico con decorazione “a tenda”, scodellone
d’impasto.
Direzione regionale Musei Toscana
Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Vetulonia, Tumulo della Pietrera: collana e pendagli d’oro.
Vetulonia, Circolo dei Lebeti: carrello sacrificale di bronzo.
Vetulonia, loc. Le Pellicce: coppia di bracciali in oro.
Vetulonia, Circolo dei Monili: collane in ambra.
Vetulonia, Poggio alla Guardia: coppia di fibule in oro.
Marsiliana, Circolo della Perazzetta: coppia di fibule in argento dorato.
Capodimonte, Lago di Bolsena: bulle in oro.
Chiusi, Tomba della Via Cassia: ascia in bronzo, avorio e ambra.
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Cuma, T. 104 Fondo Artiaco: urna cineraria d’argento con coperchio, fibula in
elettro, fermaglio a pettine in argento elettro e oro.
Museo Archeologico Provinciale di Salerno
Pontecagnano, T. X scavo Bassano 1935: bacino di bronzo, aryballos protocorinzio
piriforme.
Pontecagnano, T. XVII scavo Bassano 1935: cratere d’impasto di tipo pithecusano.
Parco Archeologico dei Campi Flegrei
Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia
Cuma, Tomba a incinerazione Gabrici CVI: cratere attico a figure nere.
Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia
Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia
Tarquinia, Necropoli Bruschi Falgari, T. 182: ossuario biconico d’impasto, elmocoperchio d’impasto.
Museo Nazionale Archeologico Cerite
Cerveteri, T.254 Scavi Mengarelli: cinerario e coperchio
Parco Archeologico di Paestum e Velia
Museo Archeologico Nazionale
Capodifiume, T. 6: cinerario biconico, elmo-coperchio.
Paestum, loc. Spina Gaudo, T. 425/2011: fibule ad aeroplano, coppa monoansata a
vernice nera, olpetta parzialmente verniciata, askos acromo.
Paestum, loc. Fuscillo, T. 2/1956: elmo di bronzo, corazza di bronzo a tre dischi,
cinturoni di bronzo.
Paestum, Santuario meridionale: skyphos a figure rosse con Giudizio di Paride
(Pittore di Sydney).
Paestum, loc. Laghetto T. 99/1955: lebete a figure rosse (Pittore di Sydney), olpetta
a vernice nera, 3 lekythoi a vernice nera.
Paestum, loc. Andriuolo T. 1/1971: neck-amphora a figure rosse.
Paestum, loc. Andriuolo T. 11/1969: neck-amphora a figure rosse.
Paestum, loc. Andriuolo, T. 32/1969: hydria a figure rosse.
Paestum, loc. Andriuolo, 1937: lastra dipinta con scena di ritorno del guerriero.
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e
Avellino
Montevetrano, T. 23.
Montevetrano, T. 51.
Montevetrano, T. 74.
Montevetrano, sporadico: scarabeo del Lyre Player Group.
Ministro
Gennaro Sangiuliano